Pechino, 10 gennaio 2026 – Sulla rotta marittima Asia–Nord Europa è partita la tradizionale corsa alle spedizioni in vista del Capodanno cinese, che quest’anno cade il 17 febbraio. Secondo diversi osservatori di mercato, tra cui il Journal of Commerce, la domanda stagionale di trasporto container si mescola a un fenomeno di anticipazione delle spedizioni: molte aziende cercano di imbarcare le merci prima della chiusura delle fabbriche cinesi, ferme per fino a tre settimane. Tuttavia, alcuni analisti sostengono che i volumi di gennaio siano in linea con le medie storiche. C’è però un dato chiaro: i vettori hanno aumentato l’offerta, mentre le tariffe spot continuano a salire.
Capacità ai massimi e poche cancellazioni
Secondo la piattaforma Xeneta, la capacità offerta tra Asia e Nord Europa ha toccato livelli mai visti prima. A gennaio, i dati di eeSea parlano di circa 1,15 milioni di teu usati sulla rotta, con solo 25.000 teu cancellati attraverso blank sailing (partenze saltate). Un dettaglio che non è passato inosservato agli operatori del settore: “Non ci sono state cancellazioni significative”, ha detto un portavoce di Hapag-Lloyd. La situazione dovrebbe cambiare solo a febbraio, quando la capacità prevista scenderà a poco più di 1 milione di teu, a causa della chiusura degli impianti produttivi in Cina.
Domanda solida e spedizioni anticipate
La domanda resta “solida e tipicamente stagionale”, dicono gli analisti. Ma secondo Sea-Intelligence Maritime Analysis si vede anche un aumento dei volumi legato all’incertezza del mercato globale. La capacità settimanale supera i 421.000 teu, un dato che segna un aumento netto del 49% rispetto alla media pre-Covid del periodo 2015–2019. Un aumento che viene letto come una strategia di frontloading: spedire in anticipo per fare scorta in Europa prima della riduzione dell’offerta dovuta al Capodanno cinese e per compensare i tempi di transito più lunghi.
Prezzi in crescita: tariffe spot alle stelle
Sul fronte prezzi, la pressione si sente. Secondo Platts (S&P Global), le tariffe spot Asia–Nord Europa hanno raggiunto i 2.700 dollari per feu (container da 40 piedi), più del doppio rispetto a inizio ottobre. Un salto che riflette sia la corsa alle spedizioni sia le tensioni logistiche accumulate negli ultimi mesi. “Molti clienti europei continuano a gestire le scorte con logiche just-in-time”, spiega il responsabile della logistica marittima di Kuehne + Nagel, “ma i tempi di transito più lunghi stanno allungando la stagione di picco”.
Volumi in crescita e l’effetto dei dazi USA
I dati di Container Trades Statistics confermano il trend: nei primi dieci mesi del 2025, i volumi containerizzati sulla rotta sono cresciuti quasi dell’8%. Un risultato favorito anche dal cambio di rotta delle esportazioni cinesi verso l’Europa, dopo mesi segnati dall’incertezza legata ai dazi statunitensi. In pratica, molte aziende cinesi hanno puntato sull’Europa per compensare le difficoltà legate alle politiche commerciali USA.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
Guardando avanti, gli operatori prevedono un rallentamento naturale dei volumi verso fine gennaio, quando le fabbriche cinesi chiuderanno per le festività. Solo allora si potrà capire se l’attuale picco è solo un’anticipazione della domanda o l’inizio di una nuova fase per il trasporto container tra Asia e Nord Europa. Nel frattempo, spedizionieri e caricatori restano all’erta: ogni giorno conta, in attesa che il calendario cinese detti – ancora una volta – i tempi della logistica mondiale.