Gaeta, 26 gennaio 2026 – Gaeta si candida ufficialmente a Capitale Italiana del Mare 2026. Oggi, nella sala consiliare del Comune, è stato presentato il progetto “Blu: oltre l’Orizzonte, nelle radici dell’Essere”. L’obiettivo? Andare oltre i confini locali e diventare un punto di riferimento nazionale, mettendo il mare al centro di cultura, educazione, società ed economia. “Questa non è solo una sfida per la città – ha detto il sindaco Cristian Leccese – ma un’opportunità per tutto il territorio di riscoprire la propria identità attraverso il mare”.
Gaeta e il territorio: un progetto che guarda lontano
La candidatura di Gaeta poggia su una rete ampia e variegata. Oltre al Comune, sono coinvolti la Regione Lazio, le Province di Latina e Caserta, le Aree Metropolitane di Roma e Napoli, 22 Comuni costieri, la Camera di Commercio Frosinone Latina e l’Autorità di Sistema portuale del Mar Tirreno centro-settentrionale. Un insieme di istituzioni che, secondo gli organizzatori, manda un segnale chiaro: c’è unità e una visione condivisa. Il progetto punta a valorizzare non solo il patrimonio naturale, ma anche le tradizioni marinare, la ricerca scientifica e le nuove opportunità legate al mare.
Il mare come leva culturale ed economica
“Il mare è la nostra radice più profonda”, ha ribadito Giovanni Acampora, presidente della Camera di Commercio Frosinone Latina. L’idea è diffondere una vera “cultura del mare”, che unisca tutela dell’ambiente, innovazione e sviluppo sostenibile. Tra le iniziative in programma ci saranno laboratori nelle scuole, festival a tema, mostre d’arte contemporanea e incontri con esperti di blue economy. Il progetto prevede anche eventi itineranti lungo la costa tirrenica, con tappe a Formia, Sperlonga, Minturno e Sabaudia.
Un modello da seguire per tutta l’Italia
Nel dossier presentato dal Comune, la candidatura si propone come un “modello replicabile” per altre città di mare. “Vogliamo dimostrare che il mare può far crescere non solo l’economia portuale – ha spiegato Leccese – ma anche la formazione dei giovani e la coesione sociale”. Il progetto coinvolgerà università, centri di ricerca e associazioni ambientaliste. Tra i partner scientifici ci sono l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale e l’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale.
Reazioni tra entusiasmo e qualche dubbio
La candidatura ha ricevuto un’accoglienza positiva da amministratori locali e operatori del settore marittimo. “È un’occasione per rilanciare il ruolo strategico dei nostri porti”, ha commentato Francesco Maria Di Majo, presidente dell’Autorità portuale. Tra il pubblico, c’è chi guarda con speranza al futuro. “Speriamo che questa iniziativa porti lavoro e visibilità”, ha detto Anna, che gestisce una piccola attività sul lungomare Caboto. Non sono mancate però anche critiche: alcuni operatori turistici mettono in guardia, sottolineando l’importanza di investimenti concreti e non solo eventi simbolici.
Verso la decisione finale: i prossimi mesi decisivi
La candidatura di Gaeta sarà valutata nei prossimi mesi da una commissione nazionale nominata dal Ministero della Cultura. Il verdetto arriverà entro l’estate 2026. Nel frattempo, il Comune ha annunciato una serie di incontri pubblici per raccogliere idee e proposte dai cittadini. “Solo con il contributo di tutti – ha concluso Leccese – potremo costruire una vera Capitale Italiana del Mare”. In attesa della decisione, Gaeta si prepara a vivere mesi intensi, tra progettazione, dibattiti e iniziative che guardano oltre l’orizzonte.