Il costo stratosferico di 2,5 milioni di dollari al giorno per mantenere in navigazione l’USS Abraham Lincoln vicino all’Iran

Washington, 26 gennaio 2026 – La portaerei nucleare USS Abraham Lincoln sta pattugliando le acque vicine all’Iran, con un costo operativo che si aggira intorno ai 2,5 milioni di dollari al giorno. Una cifra che, secondo fonti della Marina americana, copre tutto: dal cibo per oltre 5.000 tra marinai e marines, al carburante per i caccia F-35C Lightning II, fino alla manutenzione degli impianti. Il dispiegamento nel Golfo Persico, deciso a gennaio 2026 per rispondere alle tensioni con Teheran, è uno sforzo enorme sotto ogni punto di vista.

Una città galleggiante che costa milioni

A bordo della USS Abraham Lincoln, la vita quotidiana si misura in numeri impressionanti. Le cucine sfornano quasi 17.000 pasti al giorno, una spesa importante solo per sfamare l’equipaggio. “Non si può sbagliare un pasto: tutto è calcolato con precisione”, racconta un sottufficiale responsabile della cambusa. L’acqua dolce, essenziale per bere, lavarsi e pulire i velivoli, viene prodotta senza sosta dai dissalatori a bordo: parliamo di 1,5 milioni di litri al giorno, secondo i dati della Marina.

Tecnologia e manutenzione, un conto salato

Il cuore della portaerei sono i suoi caccia F-35C Lightning II e gli F/A-18 Super Hornet. Tenerli in forma, in mezzo al mare, richiede continui investimenti in pezzi di ricambio e tecnici specializzati. “La manutenzione degli F-35C è una sfida costante, soprattutto con l’aria salata”, ammette un tecnico di volo imbarcato. Anche se la propulsione nucleare permette alla nave di navigare per vent’anni senza fare rifornimento, i jet consumano migliaia di galloni di carburante ogni giorno, una voce che pesa molto sul bilancio giornaliero.

Il mare che corrode, la sicurezza che non si ferma

Il mare del Golfo, con la sua alta salinità, mette a dura prova la struttura in acciaio e l’elettronica della nave. Gran parte delle spese quotidiane serve proprio a combattere la corrosione e a tenere in funzione catapulte ed elevatori. “Ogni giorno si interviene su qualche pezzo a contatto con l’acqua salata”, spiega un ingegnere di bordo. La sicurezza dei due reattori nucleari A4W richiede poi personale altamente qualificato e controlli continui.

Non è mai sola: il gruppo d’attacco e i suoi costi

La USS Abraham Lincoln non naviga mai da sola. Fa parte del Destroyer Squadron 21 ed è scortata da cacciatorpediniere come la USS Frank E. Petersen Jr. Queste unità, spinte da carburanti fossili, portano ulteriori costi per carburante e rifornimenti. Anche se i 2,5 milioni di dollari indicati riguardano solo la portaerei, il costo totale del gruppo d’attacco è molto più alto.

Nel cuore della tensione: strategia e deterrenza

Spostare la portaerei dall’Indo-Pacifico al Medio Oriente, deciso a gennaio 2026 dal comando centrale USA, ha richiesto un lavoro logistico complesso. Rifornimenti, pezzi di ricambio e tecnici specializzati devono arrivare lungo rotte spesso minacciate da droni iraniani o attacchi asimmetrici. “Il prezzo della presenza è alto, ma la deterrenza lo impone”, ha detto un portavoce del Pentagono.

Il prezzo della presenza americana nel Golfo

In definitiva, i 2,5 milioni di dollari al giorno sono il costo per mantenere alta la prontezza e garantire la libertà di navigazione in una delle zone più delicate del mondo. Una spesa che racconta non solo la potenza tecnologica della flotta USA, ma anche le difficoltà quotidiane — logistiche e umane — di chi vive e lavora a bordo della USS Abraham Lincoln.

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