Bari, 5 febbraio 2026 – I rifiuti spiaggiati lungo le coste pugliesi sono tornati al centro dell’attenzione durante un incontro tenutosi ieri mattina nella sede della Regione Puglia, nell’ambito del progetto BlueCircle. Seduti intorno a un tavolo, amministratori locali, tecnici ambientali e rappresentanti delle associazioni hanno cercato di fare il punto su un problema che non riguarda più solo l’aspetto delle spiagge, ma mette a rischio la salute di tutto l’ecosistema marino.
Rifiuti sulle spiagge, un’emergenza che cresce
Ogni giorno, sulle spiagge di Bari, Brindisi, Lecce e Taranto, non sono solo alghe e conchiglie a finire sulla sabbia dopo le mareggiate. A farla da padrone sono plastica, bottiglie, reti da pesca abbandonate e ogni sorta di rifiuto. I numeri, snocciolati durante l’incontro, sono allarmanti: “Negli ultimi cinque anni – ha detto Giuseppe Pastore, dirigente del settore Ambiente della Regione – i rifiuti raccolti sulle nostre coste sono aumentati del 30%”. Un segnale che non si può più ignorare.
BlueCircle: la Regione in prima linea
Il progetto BlueCircle, sostenuto con fondi europei e guidato dalla Regione, punta a tenere sotto controllo e ridurre la quantità di rifiuti marini attraverso campagne di sensibilizzazione, raccolte regolari e un coinvolgimento diretto delle comunità locali. “Non basta un intervento sporadico – ha spiegato Maria Lorusso, referente del progetto – serve un cambio di mentalità, dalle scuole fino alle imprese turistiche”. Le associazioni ambientaliste, con delegati di Legambiente e WWF Puglia, hanno chiesto di intensificare i controlli e di gestire meglio i rifiuti urbani.
Plastica e microplastiche, un danno che avanza
Uno studio del Dipartimento di Biologia dell’Università di Bari ha evidenziato un aumento del 40% delle microplastiche nei sedimenti marini pugliesi rispetto al 2020. Un dato che preoccupa per gli effetti sugli organismi marini – pesci, molluschi e tartarughe ingeriscono spesso pezzi di plastica – ma anche per i rischi per la salute umana. “La catena alimentare è già contaminata”, ha ammesso il professor Antonio De Santis, “e stiamo solo cominciando a capire le conseguenze”.
Le voci dal territorio
Durante l’incontro, alcuni sindaci delle zone costiere hanno raccontato la loro esperienza diretta: “A Polignano a Mare – ha detto il sindaco Domenico Vitto – dopo ogni mareggiata raccogliamo sacchi e sacchi di bottiglie e reti. I volontari fanno quello che possono, ma serve un coordinamento più efficace”. Anche i pescatori hanno voluto dire la loro: “Le nostre reti si impigliano spesso nei rifiuti galleggianti”, ha spiegato Michele, pescatore di Monopoli. “Così il lavoro diventa più difficile e pericoloso”.
Tra educazione e azioni concrete
La Regione Puglia ha annunciato l’intenzione di rafforzare i controlli sulle filiere dei rifiuti e di portare avanti campagne educative nelle scuole. Si parla anche di incentivi per chi adotta pratiche più sostenibili. “Solo lavorando insieme, istituzioni, cittadini e imprese, possiamo invertire la rotta”, ha detto l’assessora all’Ambiente Anna Grazia Maraschio. Intanto, le associazioni chiedono barriere galleggianti nei porti e progetti pilota per riciclare la plastica raccolta.
Un’emergenza da non sottovalutare
Il problema dei rifiuti spiaggiati – emerso chiaramente dall’incontro in Regione – è diventato una vera emergenza per la Puglia. Le istituzioni promettono nuovi interventi, ma la partita resta aperta. Solo un cambiamento nelle abitudini di tutti i giorni potrà restituire al mare la sua funzione originaria. Eppure, ogni onda che si rompe sulla spiaggia sembra lanciare un messaggio chiaro: il tempo per agire sta finendo.