Il postino del mare: da medico a cercatore di messaggi in bottiglia, oltre 900 tesori recuperati

Termoli, 26 gennaio 2026 – Roberto Regnoli, 77 anni, ex medico bolognese da anni trapiantato a Termoli, ogni giorno si incammina lungo le spiagge dell’Adriatico, tra Puglia e Abruzzo. Dal 2005 si dedica a una passione insolita: raccogliere messaggi in bottiglia. Ne ha trovati più di 900, ognuno con una storia da raccontare. Un hobby nato quasi per caso, durante le lunghe passeggiate con il suo cane sulla spiaggia di Marina di Lesina, nel Foggiano. Col tempo, è diventato quasi una missione personale.

Il postino del mare e la sua incredibile raccolta

“Tutto è cominciato quando ho preso un cane del Caucaso”, racconta Regnoli. “Chi me lo vendette mi disse che aveva bisogno di lunghe passeggiate in spazi aperti”. Così ha iniziato a frequentare la costa tra Marina di Lesina e Torre Mileto, una zona poco frequentata, dove il mare porta ogni genere di oggetti. “La prima bottiglia l’ho trovata durante una passeggiata. Dentro c’era un biglietto pieno di parolacce. L’ho buttata via subito. Ma poco dopo ne ho trovata un’altra, con un messaggio d’amore. Da lì non ho più smesso”.

Da allora, Regnoli – che ormai tutti chiamano “il postino del mare” – ha raccolto bottiglie lungo la costa che va da Punta Penna, a Vasto, fino al Gargano. Le correnti dell’Adriatico portano qui rifiuti e messaggi da ogni parte del bacino. “Abbiamo trovato messaggi scritti in Danimarca, Francia, Romania e Ungheria”, spiega il medico. Alcuni arrivano da molto lontano. Uno, partito da Nottingham in Inghilterra, era legato a un pallone lanciato durante una festa tradizionale. “Il pallone sarà scoppiato in volo e la bottiglia è finita in mare”, ricorda.

Messaggi di amore, dolore e ricordi

Dentro quelle bottiglie Regnoli ha trovato di tutto: dichiarazioni d’amore, ricette di cucina, preghiere e persino schede elettorali. Ma sono i messaggi più personali a colpire davvero. “Uno dei più toccanti era di una ragazzina che ricordava il padre morto in mare. Un dolore improvviso, raccontato in poche parole”, confida. Altri parlano di amori impossibili o di speranze affidate alle onde.

Quando c’è un indirizzo o un riferimento, Regnoli cerca sempre di rispondere. “Scrivo per dire che il messaggio è stato trovato”, spiega. Non sempre riceve risposta, ma a volte la storia si chiude con un incontro, anche solo virtuale. Nel settembre 2024, ospite di una trasmissione sul canale Nove, riuscì a mettere in contatto due ragazzi che nel 2016 avevano lanciato una bottiglia dalla Croazia. “Avevano undici anni allora. Si sono rivisti in tv dopo otto anni”.

Un archivio di emozioni sulle spiagge dell’Adriatico

Le bottiglie raccolte da Regnoli sono di vetro o plastica, spesso segnate dal tempo e dalla lunga permanenza in mare. Alcune arrivano sulle spiagge dopo mesi o addirittura anni di viaggio. “Ogni volta che ne trovo una provo curiosità – ammette – ma anche rispetto per chi ha affidato un pensiero al mare”. A casa conserva i messaggi più belli: fogli ingialliti, scritte sbiadite dall’acqua salata, indirizzi ormai illeggibili.

L’archivio cresce anno dopo anno. “Non so se smetterò mai”, sorride. “Finché avrò voglia di camminare sulla spiaggia, continuerò a cercare”. La sua storia ha attirato l’attenzione di studiosi e appassionati. Le correnti dell’Adriatico sono famose per trasportare oggetti per centinaia di chilometri, ma pochi possono vantare una collezione simile.

Un ponte tra passato e presente

Per Regnoli, ogni bottiglia è un piccolo ponte tra chi scrive e chi trova. “A volte sono solo parole lanciate lì per gioco”, riflette. “Altre volte invece dentro c’è tutta una vita”. Ma ammette che non sempre riesce a dare un senso a quei messaggi. Alcuni restano misteri, senza mittente né destinatario.

Intanto, sulle spiagge tra Termoli e il Gargano, il postino del mare continua la sua raccolta silenziosa. Un gesto semplice che unisce memoria, curiosità e un pizzico di poesia quotidiana.

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