Roma, 7 gennaio 2026 – Durante le festività natalizie, il tema della famiglia è tornato a farsi sentire forte nel dibattito pubblico e religioso. Tra chi chiede posizioni chiare e chi invece invita a riflettere con più calma, nelle parrocchie si è acceso un confronto acceso. A San Giovanni in Laterano, don Marco Rossi racconta come la discussione sia ruotata attorno alla figura della Santa Famiglia. Per alcuni, un modello troppo alto da raggiungere; per altri, uno spunto per riflettere sulle sfide delle famiglie di oggi.
La Santa Famiglia: provocazione o punto di partenza?
“La Santa Famiglia è un problema!” ha esordito don Marco nell’omelia della domenica dopo Natale, lasciando tutti un po’ spiazzati. “Mi guardavano con sorpresa, qualcuno si è pure accigliato”, racconta il parroco. Ma dietro quella provocazione c’era un messaggio preciso: “La famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe non è un modello da copiare alla lettera, ma una storia che ci interroga”. Un modo diverso di vedere le cose, lontano dalle posizioni più rigide che si leggono sui social, dove qualcuno pretende che dal pulpito si ribadisca che solo la famiglia tradizionale – uomo, donna e figli – sia quella “giusta” secondo il Vangelo.
Chiesa e famiglia: tra regole e accoglienza
Don Marco spiega che la Chiesa deve valorizzare il matrimonio sacramentale, ma senza trasformare in nemici tutte le altre forme di famiglia. “Ho amici che non possono sposarsi in chiesa e altri che forse ci arriveranno. Dovrei allontanarli? Minacciarli con l’inferno?”, si chiede. “Alcuni hanno una fede più forte della mia. Non sono io a dover giudicare”. Anche i fedeli la pensano così. “Oggi la famiglia si presenta in tanti modi diversi”, dice Anna, catechista, “e la Chiesa deve parlare a tutti, senza escludere nessuno”.
Le letture della domenica: il rispetto come base
Nella liturgia dedicata alla Santa Famiglia, le letture hanno offerto spunti concreti. Il libro del Siracide, scritto secoli prima di Cristo, invita a onorare il padre e la madre. “Onorare vuol dire riconoscere il valore di chi ci ha cresciuti”, spiega don Marco. È un principio che vale ancora, anche in una società dove non tutti i ragazzi hanno una famiglia stabile. “Come comunità cristiana dobbiamo pregare e impegnarci per chi non ha avuto questa fortuna”, aggiunge il parroco.
San Paolo e la vita di tutti i giorni
Nella lettera ai Colossesi, San Paolo dà consigli pratici: “Sopportatevi a vicenda, perdonatevi”. Don Marco riprende spesso queste parole nei matrimoni: “Vivere insieme vuol dire accettare i difetti dell’altro, saper chiedere scusa quando si sbaglia”. Un messaggio semplice, ma non per questo scontato. “Le discussioni ci sono in tutte le famiglie”, racconta Lucia, sposata da vent’anni, “ma è il perdono che tiene tutto insieme”.
I sogni di Giuseppe e la libertà dei figli
Il Vangelo della fuga in Egitto racconta di una famiglia che lascia tutto per proteggere il figlio. Ma c’è un dettaglio che colpisce don Marco: “Giuseppe ascolta i sogni che Dio gli manda e cerca di realizzare non i suoi desideri, ma quelli di Dio per Gesù”. Un insegnamento prezioso per i genitori di oggi, spesso tentati di spingere i figli verso le proprie aspettative. “Il compito dei genitori è accompagnare i figli verso la loro felicità, non verso i sogni che non hanno potuto realizzare”, riflette il parroco.
Famiglia: tra riconoscenza, responsabilità e libertà
Alla fine della celebrazione, tra i banchi della chiesa, restano parole semplici ma importanti: riconoscenza per chi ci ha amato e cresciuto; responsabilità nel costruire rapporti basati su rispetto e perdono; il coraggio di lasciare che i giovani trovino la loro strada. “La Santa Famiglia ci insegna proprio questo”, conclude don Marco. “Non è una perfezione da raggiungere, ma una chiamata a voler bene davvero, anche quando non è facile”.
In un momento in cui la parola famiglia cambia significato e si moltiplicano le sue forme, la Chiesa – almeno in alcune parrocchie di Roma – sembra voler aprire un dialogo. Senza giudizi anticipati. Con uno sguardo più umano sulle fragilità e le speranze di chi ogni giorno prova a costruire una casa.