La magica processione a mare di Gesù bambino: un Natale da non perdere

Taranto, 24 dicembre 2025 – La Vigilia di Natale a Taranto è tornata a vivere, come ogni anno, con la suggestiva processione a mare di Gesù Bambino. Un rito che da decenni intreccia fede, memoria e identità, e che ancora una volta ha richiamato la città intera. L’appuntamento, organizzato dalla basilica Cattedrale di San Cataldo, ha visto centinaia di fedeli e curiosi radunarsi sul molo Sant’Eligio già dal tardo pomeriggio, mentre il sole scendeva dietro le gru del porto.

La processione che racconta Taranto

Poco dopo le 18, la statua del Gesù Bambino è stata portata a spalla dai confratelli della Cattedrale, attraversando via Duomo tra canti e preghiere. Il corteo, guidato dall’arcivescovo Ciro Miniero, ha raggiunto il molo dove li attendevano le barche dei pescatori, illuminate da luci soffuse e decorate con nastri bianchi e rossi. “Questo momento ci ricorda chi siamo – ha detto don Francesco De Luca, parroco della Cattedrale – e ci lega al mare, alla nostra storia”.

Dopo lo stop forzato degli ultimi anni a causa della pandemia, la processione a mare è tornata quest’anno nella sua forma più sentita. La statua è salita su una delle barche storiche della marineria tarantina, tra gli applausi della folla. Alcuni bambini, avvolti nei cappotti, hanno gettato petali di fiori in acqua. “Lo faccio da quando ero piccolo – ha raccontato Giuseppe, 62 anni, pescatore in pensione – per noi il Natale comincia davvero con questo gesto”.

Un rito che unisce vecchie e nuove generazioni

Le barche hanno solcato lentamente il canale navigabile, accompagnate dagli sguardi dei cittadini ammassati sulle banchine. Le campane della Cattedrale hanno suonato a festa mentre la statua tornava a terra. Secondo le prime stime della polizia locale, erano oltre 1.500 le persone lungo il percorso. “Nonostante freddo e vento, non potevamo mancare”, ha raccontato Maria Antonietta, insegnante in pensione, arrivata da Statte con i nipoti.

La processione si è chiusa poco prima delle 20 con il ritorno in Cattedrale. Tra i banchi pieni e le navate illuminate da candele, è iniziata la tradizionale messa della Notte di Natale, presieduta dall’arcivescovo Miniero. “Questa città ha bisogno di speranza – ha detto nell’omelia – e la trova anche nei gesti semplici che ci riportano alle nostre radici”.

Il mare, cuore pulsante della città

A Taranto il mare non è solo uno sfondo: è parte viva della comunità. La processione a mare di Gesù Bambino nasce dal desiderio dei pescatori di affidare a Dio le proprie famiglie e il lavoro. Un legame che si rinnova ogni anno, tra fede popolare e consapevolezza della storia. “Abbiamo bisogno di sentirci parte di qualcosa che dura nel tempo”, ha spiegato suor Angela, tra i volontari che hanno coordinato l’accoglienza dei fedeli.

Questo rito si inserisce in una serie di eventi natalizi che animano la città vecchia: mercatini artigianali in piazza Castello, presepi viventi nei vicoli e concerti nelle chiese storiche. Ma, come ripetono molti tarantini, la processione a mare resta “il cuore del Natale”.

Voci dalla folla

Tra i presenti c’erano anche diversi giovani. “Non è solo una cosa dei nostri nonni”, ha detto Marco, 19 anni, studente universitario. “Venire qui significa sentirsi parte di una comunità”. Alcuni turisti hanno confessato di aver scoperto la processione per caso: “Non avevamo mai visto niente di simile”, ha raccontato una coppia arrivata da Milano.

L’evento si è svolto senza problemi. La polizia municipale ha gestito il traffico nelle strade vicine, mentre la Croce Rossa era presente con un presidio sanitario mobile. Solo qualche rallentamento in via Garibaldi, dove si sono formati piccoli assembramenti.

Un Natale che guarda avanti

Con la messa di mezzanotte si è chiusa una giornata intensa per Taranto. La città si prepara ora ai festeggiamenti del 25 dicembre, con lo sguardo rivolto al futuro ma senza dimenticare le proprie radici. “La fede ci tiene uniti”, ha concluso l’arcivescovo Miniero prima della benedizione finale. E in quel momento, tra le navate della Cattedrale di San Cataldo, il Natale è sembrato davvero cominciare per tutti.

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