Ricci di mare sequestrati a Taranto: 30 kg trovati nascosti in un vicolo della città vecchia

Taranto, 24 febbraio 2026 – Trenta chili di ricci di mare sono stati sequestrati ieri mattina dalla Guardia Costiera di Taranto durante un controllo vicino alla Città Vecchia. L’operazione è scattata in un vicolo di via Garibaldi poco dopo le 9. Qui gli agenti hanno trovato un tino nascosto sotto un telo, pieno di echinodermi ancora vivi. Un sospetto movimento di persone in zona ha insospettito i militari, portandoli alla scoperta.

Puglia, divieto netto: la legge e la conferma della Consulta

La raccolta dei ricci di mare resta vietata in Puglia per tutto il 2026. Lo stabilisce la Legge Regionale n. 6/2023, una norma che ha acceso il dibattito tra pescatori e operatori, ma che la Corte Costituzionale ha confermato con la sentenza n. 16/2024. Il divieto è chiaro e senza eccezioni: non si può pescare né raccogliere, neanche i 50 esemplari al giorno per uso personale. “Non ci sono scuse”, ha spiegato un ufficiale della Capitaneria impegnato nei controlli. Solo i ricci provenienti da altre regioni possono essere venduti o trasportati in Puglia, ma devono avere la documentazione che ne garantisca la tracciabilità.

Il blitz in via Garibaldi: cosa è successo

La Guardia Costiera ha concentrato l’attenzione su una delle vie più frequentate della città vecchia, dove, secondo le prime ricostruzioni, alcune persone si sarebbero incontrate per uno scambio illecito. “Abbiamo notato movimenti strani fin dalle prime ore del mattino”, ha raccontato un agente presente sul posto. Dietro un telo scuro, appoggiato a una parete umida, c’era il tino pieno di ricci, ancora vivi, probabilmente raccolti da poco. Nessuno ha voluto ammettere di essere il proprietario. Gli animali sono stati immediatamente rimessi in mare, come prevede la legge.

Controlli più severi e rischi per l’ambiente

Negli ultimi mesi la Capitaneria di Porto ha intensificato i controlli lungo la costa tarantina. Il motivo è la forte pressione sulla specie: secondo l’ISPRA, il rischio di impoverire le popolazioni locali è ancora alto. “Il riccio di mare è essenziale per l’equilibrio del nostro mare”, spiega un biologo marino dell’Università di Bari. Raccogliere troppo, soprattutto in inverno, mette a rischio la riproduzione e la sopravvivenza della specie nelle acque pugliesi.

Tracciabilità sotto la lente: cosa rischiano i consumatori

La legge regionale permette di vendere i ricci solo se arrivano da altre regioni o dall’estero, sempre con i documenti che ne attestano l’origine e il percorso fino al negozio. “Chi compra ricci senza tracciabilità si espone a multe”, ha ricordato la Guardia Costiera in una nota diffusa ieri pomeriggio. I controlli non riguardano solo i pescatori abusivi, ma anche ristoranti e pescherie. Chi viene beccato con prodotti irregolari rischia multe salate e il sequestro della merce.

La città vecchia si divide: paura e tutela del mare

Nel quartiere della città vecchia la notizia del sequestro ha fatto presto a girare tra residenti e commercianti. C’è chi teme sanzioni anche per chi raccoglie pochi ricci “per uso personale”. Altri, invece, sottolineano quanto sia importante proteggere il mare e le sue risorse. “Capisco le tradizioni, ma il mare va rispettato”, confida un vecchio pescatore seduto su una panchina vicino al porto.

Sguardo al futuro: rispetto delle regole e attenzione

Il sequestro di ieri fa parte di una serie di operazioni contro la pesca illegale nella provincia di Taranto. Le autorità invitano cittadini e operatori a rispettare le regole e a segnalare comportamenti sospetti. Solo così – spiegano dalla Capitaneria – si potrà proteggere la vita marina e garantire un futuro sostenibile per chi vive di mare.

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