Sydney, 27 dicembre 2025 – Dopo un giorno di navigazione, la Rolex Sydney Hobart Yacht Race 2025 conferma il suo ruolo di protagonista tra le regate più seguite e combattute del calendario internazionale. Ieri, dalle acque della baia di Sydney fino al porto di Hobart, in Tasmania, è partita una flotta di oltre cento barche con equipaggi da Australia, Nuova Zelanda, Europa e Stati Uniti. Non si corre solo per il prestigio: è la sfida con l’oceano e il fascino di una rotta che da quasi ottant’anni mette alla prova uomini e barche.
Testa a testa serrato tra Master Lock Comanche e LawConnect
Le prime ore di gara hanno visto un duello all’ultimo respiro. Master Lock Comanche e LawConnect si sono passati il comando, distanti appena 1,5 miglia nautiche alle 22:00 locali. Più dietro, ma sempre in lotta, SHK Scallywag e la statunitense Lucky, mentre il team neozelandese di Callisto si trovava in dodicesima posizione. “La pressione non cala mai, ogni mossa può cambiare tutto”, ha raccontato via radio uno dei membri di LawConnect.
Il meteo ha dato una mano con una partenza veloce, ma durante la notte sono arrivate le prime difficoltà: vento ballerino e onde lunghe hanno costretto diversi equipaggi a rivedere i piani. “Non è solo una questione di andare forte – ha spiegato un veterano della regata – qui serve saper leggere il mare, ora dopo ora”.
Ritiri importanti e colpi di scena
Non sono mancati momenti inaspettati. Tra i primi a lasciare la corsa, il maxi yacht Wild Thing 100, fermato da problemi tecnici poche ore dopo la partenza. Stessa sorte per URM Group, che ha annunciato il ritiro nella mattinata del 27 dicembre. “Abbiamo valutato i rischi e deciso di non mettere a repentaglio la sicurezza dell’equipaggio”, ha spiegato il comandante ai media locali.
Le foto ufficiali degli organizzatori – firmate da Andrea Francolini per Rolex – raccontano bene la tensione e la fatica: vele tese, scafi che tagliano onde alte fino a tre metri, volti concentrati. Uno degli scatti più condivisi sui social mostra l’equipaggio di Oroton Drumfire mentre affronta una cresta d’onda con precisione chirurgica. “È una danza continua con gli elementi”, ha commentato un fotografo a bordo.
Tecnologia e tattica: le carte vincenti dei favoriti
Quest’anno la regata ha messo in mostra i progressi tecnici delle barche: vele di ultima generazione, strumenti elettronici per la navigazione e materiali sempre più leggeri. Il team di Lucky, per esempio, ha sorpreso tutti alzando il nuovo gennaker North Sails A2 quasi in contemporanea con LawConnect, guadagnando metri preziosi subito dopo l’uscita dalla baia di Sydney. “Abbiamo lavorato mesi su ogni dettaglio”, ha ammesso il navigatore americano.
Ma non basta andare forte: la strategia è fondamentale. Un’area di alta pressione sopra la Tasmania – chiamata dagli equipaggi “Plateau of Pain” – potrebbe rallentare la flotta nelle prossime ore. “Sarà una vera partita a scacchi con il meteo”, ha previsto un esperto intervistato dalla radio australiana ABC.
La gara non si ferma: tutti con gli occhi su Hobart
Secondo le ultime previsioni, aggiornate alle 13:00 locali, i primi arrivi a Hobart sono attesi tra la notte del 28 e quella del 29 dicembre. Sul molo di Constitution Dock l’attesa si fa sentire: famiglie degli equipaggi, appassionati e curiosi seguono gli aggiornamenti in tempo reale sugli schermi allestiti dal club organizzatore.
“Ogni edizione è diversa – ricorda un volontario della Royal Yacht Club of Tasmania – ma l’emozione resta sempre la stessa”. In palio non c’è solo il trofeo: per tanti marinai, arrivare a Hobart significa aver vinto una sfida personale con il mare.
La Rolex Sydney Hobart Yacht Race continua, tra sorprese e duelli ravvicinati. Solo nelle prossime ore si vedrà chi avrà saputo interpretare meglio vento, onde e correnti lungo le 628 miglia nautiche che separano Sydney da Hobart.