Roma, 14 novembre 2025 – Si è chiusa oggi in commissione Bilancio al Senato la fase per presentare gli emendamenti alla legge di Bilancio. Il presidente Nicola Calandrini (Fratelli d’Italia) ha annunciato che sono stati depositati ben 5.742 emendamenti. Un numero che racconta bene la vivacità del confronto parlamentare sulla manovra. La maggioranza ne ha messi sul tavolo circa 1.600, mentre le opposizioni ne hanno superati i 3.800.
Bilancio, la sfida tra maggioranza e opposizioni
Nel dettaglio, tra i partiti di governo si contano 677 emendamenti di Forza Italia, circa 500 di Fratelli d’Italia, 399 della Lega e 62 di Noi Moderati. Le opposizioni, invece, si sono mosse con numeri ancora più alti: 1.671 dal Movimento 5 Stelle, 1.160 dal Partito Democratico, 533 da Alleanza Verdi e Sinistra, 354 da Italia Viva e 96 da Azione. “Questo passaggio è importante e dimostra la volontà di tutte le forze politiche di migliorare la manovra”, ha detto Calandrini in una nota nel pomeriggio.
Il prossimo appuntamento è per martedì 18 novembre, quando i gruppi dovranno indicare i circa 400 emendamenti che saranno effettivamente discussi. Solo allora si entrerà nel vivo, con la verifica dell’ammissibilità e l’avvio del confronto vero. “Sarà una fase delicata che richiede serietà, metodo e responsabilità da parte di tutti”, ha aggiunto Calandrini, sottolineando il clima “positivo” emerso durante la discussione generale.
Sanatoria edilizia e altre proposte della maggioranza
Tra gli emendamenti più dibattuti della maggioranza c’è quello del senatore Antonio Iannone (FdI), che mira a riaprire i termini della sanatoria edilizia prevista dalla legge del 2003. “Ci sono persone che hanno pagato ma sono rimaste fuori per errori della Regione Campania”, ha spiegato Iannone, specificando che si tratta di edifici costruiti fuori dalle zone rosse e quindi regolarizzabili. La decisione finale spetterà alle Regioni, che stabiliranno come e quando si potrà accedere.
Opposizioni all’attacco: “Assalto alla diligenza”
Le opposizioni non si sono risparmiate critiche. Ubaldo Pagano, capogruppo PD in commissione Bilancio alla Camera, ha parlato di un vero e proprio “assalto alla diligenza”, evidenziando come i 1.600 emendamenti della maggioranza segnino una rottura con la manovra del ministro Giorgetti. Sulla stessa linea Antonio Misiani (PD), responsabile Economia nella segreteria nazionale: “In due anni siamo passati da zero emendamenti della maggioranza a 1.600. Alla faccia della compattezza della destra”.
Le opposizioni si uniscono su lavoro, tasse e welfare
Le forze di opposizione hanno cercato di fare fronte comune con un pacchetto unitario di 16 emendamenti su temi caldi come il salario minimo, la no tax area, il ripristino di Opzione donna, l’aumento del fondo sanitario nazionale e l’estensione dell’autorizzazione unica ZES a tutto il Paese. “È una novità politica importante e un segnale concreto di convergenza sui grandi temi economici e sociali”, hanno detto in una nota congiunta Francesco Boccia (PD), Stefano Patuanelli (M5S), Peppe De Cristofaro (Avs) e Raffaella Paita (Iv).
Tra le proposte comuni ci sono anche la cancellazione dell’aumento dell’età pensionabile per le forze dell’ordine, il rafforzamento dell’assegno unico, i congedi paritari e il ritorno delle misure di Transizione 4.0. “Le opposizioni possono costruire un fronte unito su scelte decisive per il futuro dell’Italia”, si legge ancora nella nota.
IMU, novità per le seconde case
Sul fronte fiscale, il ministero dell’Economia ha introdotto alcune novità sull’IMU, dando ai Comuni la possibilità di applicare una tassa più leggera sulle case al mare utilizzate per lunghi periodi senza essere affittate, o sulle abitazioni inagibili. Il decreto firmato dal vice-ministro Maurizio Leo, pubblicato in Gazzetta ufficiale mercoledì, stabilisce nuovi limiti e regole per i Comuni, ma lascia margini di manovra ai sindaci.
Avs punta su patrimoniale e tagli alle spese militari
Tra gli emendamenti di Avs spicca la proposta di una patrimoniale sui super-ricchi. Tino Magni, capogruppo in commissione, ha spiegato che l’obiettivo è redistribuire la ricchezza dopo anni di alta inflazione e salari bassi: “L’84% degli italiani è favorevole a un’imposta sui grandi patrimoni”. Avs propone anche un contributo straordinario per i settori energetico e della difesa, tagli alla spesa per armamenti e al Ponte sullo Stretto, oltre a misure per sanità, ambiente e welfare.
La sfida continua: si attende la scrematura
Il lavoro in commissione Bilancio proseguirà nei prossimi giorni con la selezione degli emendamenti da discutere. Solo una parte delle oltre 5.700 proposte arriverà in Aula per il voto finale. Il clima resta teso, ma almeno nelle dichiarazioni ufficiali si punta al dialogo. “Da parte mia e della commissione c’è la massima apertura a un confronto serio e costruttivo”, ha assicurato Calandrini. Il percorso della manovra è appena iniziato, ma si preannuncia lungo e complesso.