Londra, 1 febbraio 2026 – Tom Cunliffe, nome noto per i suoi manuali di nautica, ha fatto il salto verso la narrativa con il suo primo romanzo, “Hurricane Force”. Un thriller che si muove tra le onde dell’Atlantico e le isole dei Caraibi degli anni Settanta. Uscito lo scorso anno, il libro ha già incassato applausi da autori del calibro di Alexander McCall Smith, che lo ha definito “il Dick Francis del mare” e ha parlato di una storia “da togliere il fiato”. Un complimento che, per chi conosce Cunliffe e la sua lunga carriera tra barche d’epoca e traversate oceaniche, suona più che meritato.
Tra tempeste e speculazione: la sfida di Ian Hordle
Al centro di “Hurricane Force” c’è Ian Hordle, ufficiale della Marina Mercantile britannica che, schiacciato da una crisi personale e da un mondo in cambiamento, decide di mollare tutto. Siamo negli anni Settanta. Hordle compra un vecchio peschereccio riconvertito e parte dall’Inghilterra in cerca di un nuovo inizio. Ma l’oceano non fa sconti. Una notte, in mezzo all’Atlantico, un container alla deriva squarcia la sua barca. Solo con manovre disperate riesce a salvarsi e a raggiungere una piccola isola caraibica.
Ma lì la calma è solo apparente. Il cantiere navale locale è destinato a sparire per far spazio a un resort turistico. La comunità è sotto pressione. L’equilibrio dell’isola rischia di saltare a causa di interessi esterni. Hordle si ritrova così coinvolto in una battaglia che va ben oltre la riparazione della sua barca: tra ambientalisti, musicisti calypso e avvocati idealisti, dovrà decidere se scappare o restare a difendere chi non ha voce.
Da esperto di vela a romanziere: la nuova pagina di Cunliffe
Chi conosce la vela sa chi è Tom Cunliffe. Laureato in legge a Liverpool, ha lasciato presto la terraferma per navigare su ogni tipo di imbarcazione, dai dinghy alle golette storiche. Ha insegnato navigazione, scritto oltre trenta libri tecnici (due premiati come “Best Book of the Sea”), collaborato con la BBC e raccolto decine di migliaia di follower su YouTube. Oggi vive nel New Forest inglese con la moglie, una Bentley del ’49 e una passione per le rose.
Ma, come racconta lui stesso, scrivere un romanzo non è stata una passeggiata: “Ho iniziato questo libro nel 1985, dopo due inverni nei Caraibi orientali”, spiega Cunliffe. “L’ho ritrovato solo nel 2025, in mezzo al mare, e lì l’ho finito. Molte scene e personaggi vengono dalla mia esperienza diretta. Alcuni degli episodi più estremi sono successi a me o a miei amici”.
Un assaggio: tra musica reggae e bulldozer sulla spiaggia
In un passaggio scelto dall’autore, Hordle arriva sull’isola dopo il naufragio. La barca è malconcia ma ancora a galla. L’accoglienza, però, è ben lontana dall’essere calorosa: il cantiere navale è vuoto, la spiaggia devastata dai lavori per un nuovo hotel. Tra i primi incontri c’è Winston, un ragazzino del posto che si offre di aiutarlo a svuotare la sentina in cambio di un dollaro. “Yessir, Skip”, risponde il giovane con un sorriso furbo.
La scena si sposta poi al bar sulla spiaggia: musica calypso a tutto volume, birra Carib ghiacciata. Qui Hordle incontra King Solomon, ex re del calypso locale e ora gestore del cantiere. Ma la situazione è complicata: “L’ultimo scafo è stato tirato giù una settimana fa”, annuncia Solomon. “Non ne verranno altri”. Solo grazie all’intervento di un vecchio amico, il burbero artigiano accetta di dargli una mano: “Lasciamo che vadano all’inferno”, sbotta alla fine Solomon. “Facciamo il lavoro”.
Un thriller di mare, tra verità e finzione
“Hurricane Force” colpisce per la precisione delle descrizioni nautiche – Cunliffe non lesina dettagli sulle manovre d’emergenza o sulle riparazioni improvvisate – ma anche per i dialoghi vivaci e i personaggi credibili. La tensione cresce pagina dopo pagina: tra tempeste tropicali in arrivo e minacce sempre più concrete sulla terraferma, Hordle si trova stretto tra il dovere morale e l’istinto di sopravvivenza.
Chi l’ha letto dice che il romanzo riesce a restituire l’atmosfera dei Caraibi prima della globalizzazione: “La scena degli anni Settanta è incredibilmente vera”, ha scritto McCall Smith nella sua recensione. “Molti personaggi sembrano usciti dalla vita reale”.
Cunliffe, intanto, guarda già avanti: “Scrivere questo libro è stato un piacere enorme”, confida. “Sto già lavorando al seguito”. Per chi ama il mare – o semplicemente una buona storia – “Hurricane Force” promette notti senza sonno e pagine da divorare.