Civitanova Marche, 22 febbraio 2026 – Riccardo Merkuri, vent’anni di Pollenza, è sparito da ieri pomeriggio dopo essersi lanciato in mare dal porto di Civitanova Marche. Una storia che ha lasciato sgomenta la comunità locale, un dramma che si è consumato tra le mura di casa e le banchine del porto. Sul posto sono intervenuti carabinieri, Guardia costiera e i vigili del fuoco sommozzatori di Teramo. Le ricerche continuano, mentre amici e parenti vivono ore di ansia.
La lite in famiglia e la fuga improvvisa
Tutto è cominciato venerdì sera, verso le 21, nell’appartamento dei Merkuri a Pollenza. Secondo i carabinieri, Riccardo ha avuto una violenta discussione con la madre, Albana Kastriot, titolare di un noto centro estetico in paese. La lite è degenerata: lui l’ha aggredita, colpendola più volte. In casa c’erano solo loro due, il padre, Mario Merkuri, piccolo imprenditore edile, e il fratello maggiore erano fuori.
Una vicina, spaventata dalle urla, ha chiamato il 112. Quando i carabinieri sono arrivati, Riccardo era già scappato. La madre è stata trovata svenuta nel bagno, con la mascella rotta. Trasportata d’urgenza all’ospedale di Macerata, è stata messa in coma farmacologico. Le sue condizioni sono gravi ma stabili. “Non è in pericolo di vita”, hanno detto i medici durante la notte.
La corsa contro il tempo al porto di Civitanova
Dopo l’aggressione, Riccardo è uscito di casa con la sua Mercedes Classe A, lasciando però il cellulare, un dettaglio che ha complicato le ricerche. Il telefono è stato sequestrato dai carabinieri per gli accertamenti. Solo nel primo pomeriggio di ieri la macchina è stata ritrovata nel parcheggio di largo Donatori di sangue, all’ingresso del porto.
La tensione è salita subito. Le telecamere dell’Ufficio circondariale marittimo hanno mostrato Riccardo entrare nell’area portuale e dirigersi verso il molo Sud. Non è mai uscito. Un’immagine inquietante: si vede il giovane gettarsi dalla banchina dove era attraccato un motopontone. Riemerge una volta, torna sulla banchina e si tuffa ancora più avanti. Poi, il nulla.
Le ricerche in mare: una speranza fragile
Da quel momento sono scattate le ricerche in acqua. Due gommoni e una motovedetta della Guardia costiera hanno perlustrato per ore il porto, supportati dai sommozzatori dei vigili del fuoco di Teramo. “Stiamo controllando ogni metro quadrato”, ha detto uno dei soccorritori. Il padre Mario, presente tutto il giorno al porto, spera ancora che Riccardo sia riemerso altrove e si sia allontanato, forse confuso.
Ma tra gli investigatori resta anche il timore peggiore: che Riccardo non sia riuscito a tornare a riva. “Non escludiamo nessuna ipotesi”, ha ammesso un ufficiale della Guardia costiera nel tardo pomeriggio.
Un paese in silenzio e sgomento
La famiglia Merkuri, arrivata dall’Albania e stabilitasi a Pollenza dagli anni Novanta, è ben conosciuta in paese. I figli sono nati e cresciuti qui; Riccardo aveva giocato a calcio nella squadra locale del Montemilone. “Non ci spieghiamo cosa sia successo”, ha detto un amico di famiglia davanti alla casa. “Non avremmo mai immaginato una cosa del genere”.
Intanto, la madre resta ricoverata a Macerata sotto stretto controllo. Il padre e il fratello maggiore le sono vicini, mentre tutta la comunità segue con il fiato sospeso le ricerche al porto di Civitanova.
Indagini aperte, tanti punti da chiarire
I carabinieri hanno aperto un fascicolo per lesioni aggravate contro Riccardo. Gli investigatori cercano di ricostruire con precisione cosa è successo in casa e nelle ore dopo la fuga. Rimangono da chiarire le cause della lite e cosa ha spinto il giovane a un gesto così estremo.
Le ricerche continuano senza sosta anche di notte. Per ora nessuna traccia concreta, ma la speranza – tra chi conosce Riccardo e tra i soccorritori – non si è spenta.