Livorno, 31 agosto 2024 – Sono due giovani migranti i protagonisti di un dramma nel porto di Livorno. Giovedì pomeriggio, 30 agosto, i ragazzi si sono gettati dalla nave cargo “Stena Shipper” nel tentativo di entrare in Italia. Da quel momento, la Guardia costiera e i vigili del fuoco non hanno mai smesso di cercarli, usando motovedette ed elicotteri. I testimoni, tra cui l’equipaggio, raccontano che uno dei due è scomparso sott’acqua, forse risucchiato dall’elica di una nave di passaggio. L’altro è stato visto nuotare verso la sponda opposta del canale, ma poi si sono perse le tracce.
Caccia al ragazzo scomparso tra le onde
All’alba di venerdì 31 agosto, le ricerche sono riprese nel tratto di mare tra la Darsena Toscana e il canale industriale. Nessuna traccia dei due è stata ancora trovata. Una decina di uomini, tra Guardia costiera e vigili del fuoco, si alternano sulle motovedette, mentre un elicottero sorvola la zona dall’alto. “Non ci fermeremo finché non avremo certezze”, ha detto un ufficiale della Capitaneria. La speranza, anche se flebile, è che almeno uno dei due sia riuscito a raggiungere la riva.
Dalle prime indagini della Polizia marittima emerge che i due ragazzi – entrambi ventenni, marocchini e senza documenti – erano stati scoperti la mattina stessa nascosti in un container sulla “Stena Shipper”, nave battente bandiera danese. Gli agenti di frontiera li avevano identificati e consegnati al comandante danese, con l’ordine di tenerli sotto controllo fino al rimpatrio, previsto dopo una sosta a Genova, verso il porto tunisino di Radès.
Come hanno fatto a fuggire dalla nave?
Ai due era stata assegnata una cabina, dove avrebbero dovuto restare sorvegliati. Ma qualcosa è andato storto. Non è ancora chiaro se abbiano forzato la porta o l’abbiano semplicemente aperta, fatto sta che sono riusciti a scappare e a sfuggire al controllo dell’equipaggio. Solo allora si sono gettati in mare, forse spinti dalla paura del rimpatrio o dalla voglia di toccare terra.
La Procura di Livorno ha aperto un’indagine per capire cosa sia successo durante la custodia. Gli investigatori stanno ascoltando l’equipaggio e passando al setaccio le immagini delle telecamere di bordo. “Dobbiamo capire come abbiano fatto a uscire dalla cabina senza che nessuno se ne accorgesse”, ha spiegato una fonte della Polizia marittima.
Il sindacato: troppe domande senza risposta
Il sindacato Usb ha sollevato dubbi sulle modalità delle ricerche e sulla sicurezza nel canale portuale. “Uno dei ragazzi sembrerebbe stato risucchiato dalle eliche di una nave”, si legge in una nota diffusa giovedì sera. “L’altro è stato visto nuotare verso la sponda opposta. Ci chiediamo come sia possibile che le operazioni siano state sospese dopo poche ore e che la Msc Agadir abbia potuto transitare nel canale senza certezze sul destino dei dispersi. Chi ha dato il via libera?”, si domanda il sindacato.
Le autorità portuali non hanno ancora risposto alle accuse. Intanto, tra chi lavora in porto si sente un misto di preoccupazione e rassegnazione. “Non è la prima volta che succede”, confida un marittimo della Darsena Toscana.
Un triste copione già visto a Livorno
Non è la prima volta che a Livorno si verificano episodi simili. Nel luglio del 2020, cinque migranti – quattro sudanesi e un egiziano – si erano gettati in mare dalla nave “Maria Grazia Onorato” della Moby, al terminal Ltm. In quella occasione, tutti furono salvati, anche se uno non sapeva nuotare ed è stato recuperato in extremis.
Questa nuova tragedia riporta sotto i riflettori le condizioni di chi tenta di entrare in Italia nascosto nei container delle navi cargo. “Serve più attenzione alla sicurezza e rispetto dei diritti umani”, ha sottolineato l’Usb.
Le ricerche continueranno nelle prossime ore. Solo allora si potrà sperare di far luce sul destino dei due giovani marocchini scomparsi nelle acque del porto di Livorno.