80ª Rolex Sydney Hobart: Rum Bucket affronta sfide, ma il traguardo è a portata di vela

Sydney, 29 dicembre 2025 – Dopo sette anni di attesa e preparativi, Quintin Fowler e il suo equipaggio stanno finalmente per tagliare il traguardo della Rolex Sydney Hobart Yacht Race. A bordo di Rum Bucket, una More 55 del Royal New Zealand Yacht Squadron, la squadra ha affrontato non solo le insidie dell’oceano, ma una vera odissea logistica e burocratica che ha trasformato questa partecipazione in un traguardo ben prima della partenza.

Un viaggio iniziato molto prima della regata

La storia di Rum Bucket non parte dalla linea di partenza di Sydney, ma nel 2017, quando Fowler ordina la barca in Europa. Da quel momento, una serie di ostacoli: pandemia, chiusure di frontiere, quarantene forzate e pratiche doganali hanno trasformato quella che doveva essere una semplice traversata in un percorso ad ostacoli tra continenti. “Ci sono stati momenti in cui la barca è rimasta bloccata in porti stranieri per mesi,” racconta Jo Clarke, membro dell’equipaggio e vero “fixer” della campagna. “Abbiamo dovuto gestire certificati di sicurezza, revisioni World Sailing, richieste Cat 1. Ogni documento era una piccola regata a sé.”

La partenza: emozioni e tensione a fior di pelle

Finalmente, il 26 dicembre, Rum Bucket si presenta sulla linea di partenza della Sydney Hobart. A bordo, l’atmosfera è carica di tensione ma anche di sollievo. “Solo essere qui è già una vittoria,” confida Fowler poco prima del via. La regata parte con un vento leggero da sud, condizioni che sembrano buone. “L’inizio è stato positivo,” spiega il comandante neozelandese a Live Sail Die. “Ma poco dopo la prima boa abbiamo avuto un problema di comunicazione e lo spinnaker si è rotto prima del previsto. Niente di grave, ma ci ha subito ricordato che qui non si può mai abbassare la guardia.”

Onde alte e morale a terra: la notte più dura

Superate le prime difficoltà, la barca esce da Sydney Heads e si trova davanti condizioni più impegnative: il vento si fa più forte, le onde crescono. “Durante la notte le onde non erano male,” racconta Fowler. “Ma al mattino la situazione è cambiata: mare grosso, vento in aumento.” L’equipaggio cerca di sfruttare la corrente favorevole al largo, ma a caro prezzo: stanchezza e malessere si fanno sentire. “Abbiamo passato ore a cadere dalle onde,” ricorda il comandante. “La barca ha avuto qualche danno, ma forse noi abbiamo sofferto di più: molti erano malati, è stato dura andare avanti.” In quei momenti, ammette Fowler, “nessuno di noi voleva davvero essere lì. Ma abbiamo stretto i denti.”

La svolta: Tasmania all’orizzonte e spirito ritrovato

Con l’avvicinarsi della costa della Tasmania, le condizioni migliorano. Il vento si stabilizza intorno ai 15 nodi, lo spinnaker torna a gonfiarsi e l’umore cambia. “Ora stiamo scendendo lungo la costa con una bella brezza e il morale è alto,” racconta Fowler nella serata del 29 dicembre. Alle 21:30 locali, Rum Bucket si trova a circa 30 miglia nautiche a est di St Helens Point, navigando a 9 nodi: l’arrivo a Constitution Dock è previsto per la mattina del 30 dicembre.

Una regata che vale più del risultato

In questa 80ª edizione della Rolex Sydney Hobart, i primi a tagliare il traguardo sono stati giganti come Master Lock Comanche (Matt Allen & James Mayo) e LawConnect (Christian Beck), con tempi intorno a 2 giorni e 5 ore. Ma per Fowler e il suo equipaggio, la vera vittoria è stata arrivare fin qui. “Siamo tutti felici ora,” conclude il comandante neozelandese. “Speriamo solo che qualcuno mi passi un sigaro quando metteremo piede a Hobart.” Un piccolo rito che, dopo sette anni di attesa, ha il sapore della conquista.

La Rolex Sydney Hobart Yacht Race è per molti una sfida sportiva. Per Rum Bucket, è molto di più: la fine — o forse l’inizio — di un viaggio lungo sette anni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

PNFPB Install PWA using share icon

For IOS and IPAD browsers, Install PWA using add to home screen in ios safari browser or add to dock option in macos safari browser