Trudy Ederle: la straordinaria avventura della prima donna che ha sfidato la Manica a nuoto

New York, 11 novembre 2025 – Questa sera, in prima serata su Rai1, va in onda “La ragazza del mare”, il film Disney del 2024 che racconta la vita di Trudy Ederle, la prima donna a nuotare attraverso il Canale della Manica. A interpretarla è Daisy Ridley, già famosa per il ruolo di Rey in “Star Wars”. Ederle fu una vera pioniera dello sport femminile, un simbolo di emancipazione che ha cambiato per sempre come il mondo vede le atlete.

Trudy Ederle: da New York al sogno olimpico

Nata a New York nel 1905, Gertrude “Trudy” Ederle era figlia di immigrati tedeschi. Suo padre, Henry, gestiva una panetteria a Manhattan e ripeteva spesso: “Non voglio che affoghiate mai”. Per questo voleva che tutte le sue figlie imparassero a nuotare. Ma Trudy non si appassionava più di tanto. Solo a 15 anni, entrando nella Women’s Swimming Association di New York, cominciò ad allenarsi seriamente. Fin da subito si notò per la sua velocità: le compagne la ricordano come “quella che non si ferma mai”.

Nel 1924, a soli 19 anni, entra nella nazionale statunitense per i Giochi Olimpici di Parigi. Torna a casa con tre medaglie: due bronzi nei 100 e 400 metri stile libero e un oro nella staffetta 4×100 metri. Un risultato che la mette tra le migliori nuotatrici americane di quegli anni. Ma Trudy guarda oltre: il suo interesse si sposta verso il nuoto di fondo, ancora poco praticato dalle donne.

La sfida della baia di New York e il primo tentativo nella Manica

Il 15 giugno 1925, Trudy si lancia in una sfida dura: attraversare la baia di New York, da Manhattan a Sandy Hook, nel New Jersey. Sono 21 miglia (circa 34 chilometri) di acqua gelida e corrente forte. Ci mette 7 ore e 11 minuti, stabilendo un record che vale sia per uomini che per donne. “Non mi sono mai sentita così viva”, racconterà poi ai giornalisti.

Due mesi dopo tenta per la prima volta di attraversare lo Stretto della Manica. Ma l’allenatore Jabez Wolffe, preoccupato per la tosse e la fatica visibile, decide di fermarla quando è quasi alla meta. Trudy è delusa: “Non avrei voluto mollare”, ripeterà spesso negli anni a venire. Ma la delusione non la ferma.

Il trionfo del 1926: prima donna a conquistare la Manica

Il 6 agosto 1926, con un nuovo allenatore, Bill Burgess, Trudy si tuffa nelle acque gelide tra Inghilterra e Francia. Nuota per 14 ore e 34 minuti, coprendo 35 miglia (circa 56 chilometri) e battendo il record maschile di tre anni prima, stabilito dall’italiano Enrico Tiraboschi. Quando tocca terra in Francia, i cronisti scrivono: “È una donna a riscrivere la storia del nuoto”.

La notizia fa il giro del mondo. A New York, il 27 agosto 1926, Trudy viene festeggiata con una parata sulla Fifth Avenue: decine di migliaia di persone applaudono la ragazza che ha sfidato ogni pregiudizio. Il presidente Calvin Coolidge la riceve alla Casa Bianca definendola “la più grande ambasciatrice d’America”.

Una vita di cinema, insegnamento e impegno

Dopo il successo sportivo, Trudy cambia strada più volte. Nel 1927 recita sé stessa nel film “La scuola delle sirene”. Nel 1939 si esibisce all’Esposizione Universale di New York. Fin da bambina aveva problemi di udito, causati dal morbillo. Negli anni diventa completamente sorda. Nonostante tutto, insegna nuoto ai bambini non udenti: “Voglio che sentano l’acqua come l’ho sentita io”, diceva.

L’eredità di Trudy Ederle: un esempio per tutte le donne

Trudy Ederle è morta il 30 novembre 2003 a Wyckoff, nel New Jersey, all’età di 97 anni. Oggi è ricordata come una delle grandi protagoniste del nuoto femminile e un esempio di coraggio per tutte le donne che hanno scelto lo sport per emanciparsi. Il film di stasera su Rai1 riporta in vita una storia che ha segnato un’epoca e continua a ispirare nuove generazioni.

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