La stagione estiva del 2025 ha portato con sé una nuova sfida per i bagnanti della zona di Mortelle, un’area che, nonostante il suo recente riconoscimento con la bandiera blu, continua a presentare problematiche di accesso al mare. La chiusura dell’area parcheggio dell’ex lido Aosta ha costretto molti visitatori a tornare indietro, privandoli di un’opportunità preziosa per godere della bellezza della costa tirrenica.
Negli ultimi anni, Mortelle ha visto un incremento della sua popolarità, grazie alla qualità delle acque e alla bellezza del paesaggio. Tuttavia, la situazione degli accessi al mare continua a rimanere problematica. Sebbene il riconoscimento della bandiera blu indichi che le acque sono pulite e adatte alla balneazione, l’accessibilità alla spiaggia è un tema irrisolto. L’area di Mortelle è circondata da proprietà private, che limitano l’accesso pubblico alla battigia.
Situazione attuale degli accessi
Un caso emblematico è quello di via Senatore Arena, situata proprio dopo il Pilone di Capo Peloro. Qui, i bagnanti si trovano di fronte a cancelli e reti che bloccano l’accesso alla spiaggia, nonostante l’assenza di costruzioni che ostacolerebbero il passaggio. Questa situazione deriva da una serie di espropri avvenuti decenni fa, in cui le strisce di terreno tra la carreggiata e il mare non furono incluse, creando un “non luogo” di proprietà privata che priva i cittadini di un bene pubblico fondamentale.
Il Comune di Messina ha più volte espresso l’intenzione di risolvere questa situazione, ma fino ad oggi non sono stati raggiunti risultati concreti. Ogni estate, i residenti e i turisti devono affrontare la delusione di ritrovarsi in un contesto di “mare negato”, dove l’accesso al litorale è limitato da barriere fisiche e legali. La speranza è che nel prossimo futuro possano esserci sviluppi positivi che possano finalmente garantire l’accesso al mare a tutti.
Problemi di accesso e chiusure recenti
La stagione estiva 2025 ha ulteriormente complicato le cose. Oltre alla situazione di via Senatore Arena, un altro accesso, situato poco oltre il villaggio turistico “Le Dune”, è diventato impraticabile. Fino all’anno scorso, un parcheggio con una trentina di posti auto garantiva l’accesso a una spiaggia ampia e invitante. Oggi, quell’area è stata chiusa con blocchi di cemento, riducendo drasticamente lo spazio disponibile per il parcheggio a un minuscolo spiazzo capace di ospitare solo sei o sette auto, in condizioni di degrado, con rifiuti sparsi.
Questo ulteriore ostacolo ha costretto molti bagnanti a rinunciare alla visita della spiaggia, un luogo che potrebbe ospitare numerose persone, ma che rimane quasi deserto a causa della difficoltà di accesso. La chiusura dell’area di pertinenza dell’ex Lido Aosta, sebbene legittima in quanto si tratta di proprietà privata, si traduce in una perdita significativa per la comunità e per i turisti che desiderano usufruire di uno dei pochi accessi liberi al mare.
La lotta per il diritto all’accesso
Questa situazione non è solo un problema di accesso fisico, ma riflette una questione più ampia riguardante i diritti dei cittadini e l’importanza di preservare le aree pubbliche. Le spiagge sono un patrimonio comune e devono essere accessibili a tutti, non solo a coloro che possono permettersi di utilizzare i servizi delle strutture private. La crescente privatizzazione delle spiagge e l’assenza di azioni concrete da parte delle autorità locali rappresentano una sfida per la comunità.
Le organizzazioni locali e i gruppi di attivisti stanno cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica su queste problematiche, cercando di mobilitare la popolazione per chiedere il ripristino degli accessi al mare. Sono in corso iniziative per raccogliere firme e organizzare eventi di protesta pacifica, al fine di mettere pressione sulle istituzioni affinché si facciano carico della situazione.
Inoltre, la questione degli accessi al mare è strettamente legata a temi di sostenibilità e turismo responsabile. Se da un lato il riconoscimento della bandiera blu rappresenta un’opportunità per attrarre turisti, dall’altro è fondamentale che queste aree siano gestite in modo da garantire l’accesso a tutti, senza discriminazioni. La bellezza del mare e delle spiagge deve essere condivisa e fruibile per ogni cittadino, rappresentando un diritto fondamentale e non un privilegio.
Con l’avvicinarsi dell’estate, la speranza è che le autorità locali possano trovare soluzioni per garantire un accesso libero e sicuro al mare per tutti, affinché nessuno debba più affrontare il triste scenario di un “mare negato”. Le prossime settimane potrebbero rivelarsi decisive per il futuro della costa di Mortelle e per il diritto di tutti a godere della bellezza del mare.