All-female crew prepares to break round-the-world sailing record

Brest, 28 novembre 2025 – Domani mattina, dal porto di Brest, prende il via una sfida tutta al femminile: l’equipaggio del Famous Project CIC, formato solo da donne, tenterà di conquistare il Jules Verne Trophy, il record mondiale di circumnavigazione senza scalo e senza assistenza. La partenza, fissata per sabato 29 novembre, è l’evento più atteso da mesi nel mondo della vela oceanica. A guidare la squadra ci saranno la skipper francese Alexia Barrier e la britannica Dee Caffari, pronte a portare a termine un’impresa mai riuscita prima a un team femminile.

Il record da battere

L’obiettivo è semplice: superare il tempo di 40 giorni e 23 ore stabilito nel 2017 dal maxi-trimaran Idec Sport con Francis Joyon al timone. Ma per Barrier e Caffari, come hanno detto nelle ultime ore, la posta in gioco è più alta: “Non si tratta solo di essere le prime donne – ha scritto Caffari sui social – ma di affrontare uno dei record più duri della vela”. Con loro, a bordo dello stesso Idec Sport che detiene il primato, ci saranno Annemieke Bes, Rebecca Gmuer, Deb Blair, Molly Lapointe, Xiquita Etchegoyen e Stacey Jackson. Un gruppo affiatato, che ha passato mesi tra allenamenti intensi e prove in condizioni estreme.

La rotta e le insidie del meteo

Il Jules Verne Trophy parte da una linea immaginaria tra il faro di Créac’h sull’isola di Ouessant (Francia) e quello di Lizard Point (Inghilterra). Da lì si fa il giro del mondo passando a sud dei tre grandi capi: Buona Speranza, Leeuwin e Horn. Un percorso di oltre 21.700 miglia nautiche, da completare senza soste. La finestra scelta dal team è il risultato di giorni di analisi. “Non esiste una finestra perfetta”, ha ammesso Barrier alla vigilia. Christian Dumard, il meteorologo che segue la squadra da terra, ha spiegato i rischi: “Sabato mattina un fronte passerà sulla zona di partenza. L’idea è partire subito dopo, con vento da nord-ovest sotto i 30 nodi che poi calerà”. Il vero problema sarà l’anticiclone davanti al Portogallo: se si allargherà troppo, la barca rischia di restare bloccata davanti a Capo Finisterre. Se succede, non resterà che tornare a Brest e aspettare una nuova finestra.

Preparazione e spirito di squadra

Il progetto è nato nel 2022, con i primi allenamenti su un trimarano MOD70 prima di ricevere l’Idec Sport. Da allora, il gruppo ha lavorato con il navigatore britannico Brian Thompson e sotto la guida tecnica di Jonny Malbon. Le ultime uscite in mare, racconta Caffari in un post recente, sono state “dure ma fondamentali”. “La teoria diventa realtà solo quando sei là fuori – ha scritto – e quest’autunno il meteo ci ha davvero messo alla prova. Onde alte, vento forte: proprio quello che ci aspetta durante il tentativo”. Thompson, figura chiave della preparazione, ha aiutato l’equipaggio a rafforzare il lavoro di squadra e a limare quei dettagli che fanno la differenza in una sfida così lunga.

Un tentativo che guarda alla storia

Dal 2017 a oggi sono stati molti i tentativi di battere il record del Jules Verne Trophy. I trimarani Ultim, con i loro foil e velocità superiori ai 35 nodi, spesso si sono fermati per guasti o incidenti. Nel 2024, sia Thomas Coville con Sodebo sia François Gabart con SVR-Lazartigue hanno dovuto ritirarsi per problemi tecnici. L’ultimo tentativo tutto al femminile risale al 1998: Tracy Edwards con Royal & Sun Alliance fu costretta a fermarsi dopo la rottura dell’albero nel Pacifico meridionale.

L’Idec Sport scelto dal Famous Project è una barca solida, lanciata nel 2006 come Groupama 3 e già vincitrice del trofeo nel 2010 con Franck Cammas. Non ha i foil degli Ultim più recenti, ma la sua affidabilità è stata provata in più giri del mondo senza scalo.

Come seguire la sfida

Chi vuole seguire in diretta la corsa del Famous Project CIC può farlo sul sito ufficiale thefamousproject.io, tramite l’app o sui canali social del team. Sono previsti aggiornamenti ogni giorno anche su YouTube, con video e racconti dalla barca.

Per Barrier, Caffari e le loro compagne non resta che aspettare l’alba. Il vento, le onde e la loro determinazione faranno il resto.

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