Udine, 18 novembre 2025 – Le forti piogge che si sono abbattute nella notte tra domenica e lunedì sul Friuli Venezia Giulia hanno provocato allagamenti diffusi in molti comuni della regione. Strade sommerse, case invase dall’acqua, e una situazione di emergenza che in alcune zone rimane critica. La Protezione Civile regionale ha fatto sapere che in poche ore sono caduti oltre 120 millimetri di pioggia, causando l’esondazione di diversi corsi d’acqua, tra cui il fiume Torre.
Romans d’Isonzo sotto l’acqua
Le immagini dei vigili del fuoco diffuse lunedì mattina mostrano chiaramente la gravità della situazione a Romans d’Isonzo, piccolo centro in provincia di Gorizia. Dall’alto si vedono solo i tetti spuntare dalle acque fangose, auto sommerse fino ai finestrini, e strade trasformate in veri e propri canali. “Abbiamo ricevuto decine di chiamate fin dall’alba”, racconta il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Marco De Luca. “Molte famiglie sono rimaste bloccate ai piani alti, senza modo di uscire”.
I soccorritori hanno lavorato senza sosta per tutta la giornata, usando gommoni e mezzi anfibi per arrivare nelle zone più colpite. In via Udine, intorno alle 9.30, una donna anziana è stata salvata insieme al suo cane. “L’acqua saliva troppo in fretta, non sapevo come uscire”, ha detto ancora scossa alla Croce Rossa.
Evacuazioni e soccorsi
Alle 16, la Prefettura di Gorizia ha fatto sapere che sono stati fatti oltre 40 interventi di soccorso solo tra Romans d’Isonzo e i paesi vicini. In certi casi, i residenti sono stati evacuati con gommoni direttamente dalle finestre dei primi piani. “La sicurezza delle persone è la priorità”, sottolinea il sindaco Michele Calligaris. “Abbiamo allestito un punto di accoglienza nella palestra comunale per chi non può tornare a casa”.
Le scuole restano chiuse e non riapriranno nemmeno domani. In piazza Roma, alcuni negozianti hanno provato a salvare la merce alzando gli scaffali, ma l’acqua ha raggiunto quasi un metro in diversi negozi.
Due dispersi a Brazzano di Cormons
La situazione più grave è a Brazzano di Cormons, dove una colata di fango ha travolto una casa nelle prime ore del mattino. I carabinieri di Gradisca d’Isonzo confermano che due persone sono ancora disperse. Le ricerche sono andate avanti tutto il giorno, con l’aiuto di unità cinofile e droni. “Stiamo lavorando senza sosta”, dicono gli operatori. “Il terreno è molto instabile e difficile da raggiungere”.
I familiari sono assistiti dai volontari della Protezione Civile e dalla psicologa dell’ASL. “Non molliamo”, ha detto un parente ai giornalisti. Nel frattempo, il traffico sulla provinciale 7 è stato deviato per far passare i mezzi di soccorso.
Danni e allerta
Nel resto della regione, i disagi non mancano: a Gradisca d’Isonzo alcune strade sono state chiuse per gli allagamenti, mentre a Gorizia i sottopassi ferroviari sono rimasti impraticabili fino al primo pomeriggio. Le prime stime della Regione parlano di danni ingenti a infrastrutture pubbliche e private. Il governatore Massimiliano Fedriga ha chiesto lo stato di emergenza: “Serve un intervento rapido per aiutare famiglie e imprese”.
Il Centro Funzionale Decentrato conferma che l’allerta arancione resta attiva almeno fino a mercoledì mattina. Le piogge dovrebbero fermarsi nelle prossime ore, ma il livello dei fiumi resta sotto stretto controllo.
Solidarietà e speranze
Nel tardo pomeriggio, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha espresso vicinanza alle comunità colpite: “Seguiamo con attenzione l’evolversi della situazione”. Intanto, nei bar del centro di Romans d’Isonzo, si parla solo di acqua e danni: “Non ricordiamo un’alluvione così da almeno vent’anni”, racconta un abitante.
Solo domani si potrà fare un primo bilancio preciso dei danni. Per ora resta la preoccupazione per i dispersi e la speranza che il peggio sia passato.