St. Louis, 12 gennaio 2026 – Anselm Kiefer, uno degli artisti tedeschi più famosi e prolifici nel panorama contemporaneo, è al centro di una grande retrospettiva al Contemporary Art Museum di St. Louis. La mostra, intitolata “Changing into the Sea”, si è aperta lo scorso weekend e sarà visitabile fino a metà aprile. Nato nel 1945, Kiefer ha raccontato in un’intervista con Mark Whitaker come i grandi fiumi del Midwest americano e la poesia della Beat Generation abbiano ispirato le sue ultime opere: tele monumentali, alcune alte fino a tre piani.
L’idea della mostra e l’America che ispira
L’iniziativa di portare Kiefer a St. Louis è nata quasi per caso, come ha spiegato la curatrice del museo, Jessica Morgan: “Abbiamo visto alcune sue opere recenti dedicate ai paesaggi fluviali e ci è sembrato naturale invitarlo qui, dove il Mississippi e il Missouri si incontrano”. L’artista, che vive tra Germania e Francia, ha accolto con piacere l’invito. “Non conoscevo bene il Midwest”, ha detto Kiefer alla conferenza stampa di apertura, “ma quei fiumi sono come vene che attraversano la storia americana. Mi hanno ricordato il Reno della mia infanzia”.
La mostra presenta una ventina di lavori creati negli ultimi cinque anni. Alcuni sono stati pensati proprio per gli spazi industriali del museo: grandi tele verticali, con superfici materiche dove pigmenti, sabbia e metallo si mescolano in strati densi. “Volevo che le opere dialogassero con l’architettura del luogo”, ha detto Kiefer, indicando una delle sue tele più imponenti, alta oltre dieci metri.
Beat Generation e paesaggi dell’anima
Non ci sono solo i fiumi. Kiefer ha raccontato di aver trovato ispirazione anche nei versi di un poeta della Beat Era, senza però fare nomi. “Da giovane ho letto molto Allen Ginsberg”, ha ammesso, “e ancora oggi mi colpisce quel gioco tra viaggio e radici, tra fuga e ritorno”. Alcuni titoli delle opere, come “Howl across the River” o “On the Road to the Delta”, rimandano chiaramente a quel mondo.
Il percorso della mostra alterna grandi tele a installazioni più intime: libri d’artista, fotografie, oggetti raccolti lungo le rive del Mississippi. In una sala laterale, una serie di acquerelli su carta ricorda le nebbie mattutine che salgono dal fiume. “Sono immagini viste all’alba, camminando vicino all’acqua”, ha raccontato Kiefer ai giornalisti. “C’è qualcosa di universale nel modo in cui i fiumi segnano paesaggio e memoria”.
Il pubblico e la critica reagiscono
L’apertura ha richiamato un pubblico variegato: studenti d’arte, collezionisti, curiosi. Sabato pomeriggio, alle 16, la sala principale era piena. “Non avevo mai visto opere così grandi dal vivo”, ha detto Sarah Jenkins, insegnante di storia dell’arte in una scuola locale. “La materia sembra quasi uscire dalla tela”. Anche la stampa americana ha mostrato interesse: il St. Louis Post-Dispatch ha definito la mostra “un dialogo tra Europa e America attraverso il linguaggio universale dell’acqua”.
Kiefer non si è sottratto alle domande più personali. Alla domanda su come vive oggi il successo internazionale, ha risposto con una battuta: “A volte mi sento come un tronco trasportato dalla corrente. Non sai mai dove finirai”. Poi ha parlato dell’importanza di non fermarsi: “Non mi interessa ripetermi. Ogni mostra è un viaggio nuovo”.
Un ponte tra passato e presente
“Changing into the Sea” non è solo una retrospettiva: è un omaggio al potere trasformativo dei fiumi e della poesia. Le opere di Kiefer, ricche di riferimenti storici e letterari, invitano chi visita a riflettere sul legame tra uomo e natura, memoria e oblio. In fondo alla sala principale, una citazione scritta a mano su un pannello recita: “Tutto scorre, tutto cambia”. Un messaggio che riassume lo spirito della mostra – e forse quello dell’artista.
La retrospettiva rimarrà aperta fino al 13 aprile. I biglietti si trovano online e in loco; l’ingresso è gratuito ogni primo venerdì del mese.