Parigi, 23 gennaio 2026 – La SNCF, la compagnia ferroviaria statale francese, ha lanciato all’inizio di gennaio una nuova sezione di prima classe sui TGV che collegano Parigi e Lione. Si chiama Optimum Plus e punta a offrire un’esperienza più riservata, soprattutto ai viaggiatori d’affari. Ma la scelta ha subito acceso un acceso dibattito: la nuova classe esclude a bordo i bambini sotto i 12 anni, una decisione che molti hanno visto come una vera e propria esclusione verso le famiglie.
Optimum Plus, la prima classe per chi viaggia per lavoro
La Optimum Plus è stata pensata per garantire, spiega la SNCF, “uno spazio tranquillo e dedicato” a chi viaggia per motivi di lavoro o cerca più privacy e assistenza su misura. La novità prende il posto della vecchia Business Première e mantiene una delle sue regole più discusse: niente bambini sotto i 12 anni. “Per assicurare il massimo comfort, i bambini non sono ammessi”, recita il regolamento. La restrizione vale solo dal lunedì al venerdì e riguarda circa l’8% dei posti settimanali, mentre le altre carrozze di prima classe e quelle standard restano accessibili a tutti.
Polemiche e accuse di esclusione
La notizia ha subito scatenato reazioni sui social e nei media. Il podcast “Les Adultes de demain” ha scritto su Instagram: “La più grande azienda di trasporto pubblico francese cede alla politica ‘no kids’. Invece di creare spazi per i bambini, il Gruppo SNCF li esclude”. Anche gli economisti sono intervenuti. Maxime Sbaihi, su X (ex Twitter), ha collegato la scelta al tasso di natalità fermo in Francia, commentando che “il calo delle nascite è anche culturale; i bambini sono diventati così rari da risultare quasi fastidiosi”.
Non sono mancate le critiche anche da parte delle istituzioni. Sarah El Haïry, commissaria per l’infanzia, ha detto in tv: “Quando il comfort degli adulti sembra dipendere dall’assenza dei bambini, è un segnale preoccupante. Non possiamo dire ‘facciamo meno figli, abbiamo problemi demografici’ e poi mandare messaggi così chiari”.
Animali ammessi, bambini no: un paradosso che fa discutere
Ha alimentato la polemica anche un dettaglio curioso: nella nuova classe è permesso viaggiare con gli animali domestici, pagando un supplemento di 10 euro a tratta. Molti utenti hanno sottolineato il paradosso: “Gli animali sì, i bambini no”, si legge in diversi commenti. La questione ha riaperto il dibattito su quale debba essere il ruolo del trasporto pubblico, soprattutto in termini di inclusività e accesso per tutte le età.
La risposta della SNCF: “I bambini sono sempre i benvenuti”
Di fronte alle critiche, la SNCF ha voluto chiarire: la restrizione riguarda solo una piccola parte dei posti e solo nei giorni feriali. “Il 92% dei posti durante la settimana e il 100% nel weekend sono aperti a tutti”, ha spiegato un portavoce a Euronews Travel. La compagnia ha anche ricordato che questa regola non è una novità: “Era già così nella vecchia Business Première, senza che ci fossero problemi”.
La SNCF ha ribadito il suo impegno verso le famiglie: “I bambini sono benvenuti sui nostri treni. Offriamo tariffe vantaggiose per le famiglie e aree dedicate a loro”, ha aggiunto il portavoce. Sui TGV ci sono zone nursery e ogni anno circa 300.000 bambini viaggiano con il programma Junior & Compagnie.
Una questione che va oltre il viaggio
La vicenda della Optimum Plus mette in luce un nodo difficile da sciogliere: come bilanciare il diritto al comfort di chi viaggia da solo o per lavoro con l’esigenza di inclusività dei servizi pubblici. Da una parte, la SNCF difende la scelta come risposta alle richieste della clientela business – “abbiamo ricevuto molte richieste per carrozze senza bambini”, spiegano – dall’altra, il dibattito riporta sotto i riflettori il tema di come far convivere famiglie e viaggiatori d’affari.
Al momento, la nuova classe è attiva solo sulla tratta Parigi-Lione. Ma la discussione sulla presenza (o meno) dei bambini nei luoghi pubblici sembra destinata a durare ben oltre i binari dell’alta velocità francese.