Bruxelles, 1 marzo 2026 – Ieri, nelle acque del Mare del Nord, le forze speciali belghe hanno fermato la petroliera “Ethera”. La nave, battente bandiera liberiana, è ritenuta parte della cosiddetta “flotta ombra” russa, secondo le autorità. L’operazione, partita all’alba con l’appoggio della marina francese, segna un nuovo capitolo nella battaglia europea contro l’elusione delle sanzioni Ue imposte a Mosca dopo l’invasione dell’Ucraina.
Petroliera bloccata al largo di Zeebrugge
L’abbordaggio è scattato intorno alle 6.30 del mattino, a circa 20 miglia nautiche dal porto di Zeebrugge, ha detto il portavoce della Guardia Costiera belga. La “Ethera” è una nave di oltre 200 metri, con un carico stimato di 90mila tonnellate di petrolio grezzo, sotto osservazione da giorni. “Abbiamo agito grazie a informazioni condivise con le autorità francesi e Europol”, ha spiegato il comandante Pieter De Wilde, che ha coordinato l’operazione dal centro operativo di Ostenda.
A bordo c’erano 23 persone, per lo più russe e filippine. Nessuno ha opposto resistenza. “L’intervento è andato liscio, senza problemi”, ha confermato De Wilde.
La “flotta ombra” e il traffico di petrolio russo
La “Ethera” era finita nella lista navi sanzionate dall’Unione Europea già a gennaio. È sospettata di trasportare petrolio russo aggirando il tetto massimo ai prezzi imposto dall’Occidente. Stando a fonti di intelligence navale, negli ultimi due mesi la nave avrebbe fatto almeno tre trasbordi sospetti, usando porti di comodo e cambiando nome e bandiera più volte.
La cosiddetta “flotta ombra” è una rete di centinaia di petroliere che operano fuori dai radar ufficiali, spesso con documenti falsi o incompleti. È il sistema scelto da Mosca per mantenere le esportazioni di energia verso Asia e Africa. “È un meccanismo opaco, difficile da seguire”, spiega un funzionario della Commissione Ue che segue il dossier energia. “Ogni nave sequestrata manda un messaggio chiaro: l’Europa non chiuderà gli occhi su queste truffe”.
Reazioni e tensioni internazionali
La notizia ha scatenato reazioni immediate a Bruxelles e Mosca. Il ministro degli Esteri belga, Hadja Lahbib, ha parlato di “un passo necessario per far rispettare le sanzioni europee”. Dal governo russo è arrivata una dura risposta: l’operazione è stata definita “un atto ostile, senza basi legali”, con la minaccia di ritorsioni diplomatiche.
In Europa, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen si è detta soddisfatta: “Fermare chi cerca di aggirare le sanzioni è una priorità assoluta. Ringrazio le autorità belghe e francesi per il loro impegno”. Fonti diplomatiche riferiscono che altri Paesi Ue stanno pensando a misure simili nei propri mari.
Indagini aperte e scenari futuri
Nel pomeriggio la “Ethera” è stata scortata nel porto militare di Zeebrugge, dove resterà sotto sequestro in attesa degli accertamenti giudiziari. Gli investigatori stanno esaminando i documenti di bordo e i tracciati satellitari per ricostruire le rotte recenti della nave. Non è escluso che emergano nuovi dettagli su una rete più vasta di traffici illeciti.
Intanto, fonti vicine a Europol parlano già di altri tre cargo sospetti tra la Manica e il Baltico. “La pressione sulle rotte del greggio russo sta crescendo”, confida un funzionario europeo. Ma tra gli addetti ai lavori di Zeebrugge c’è chi ammette: “Non sarà semplice fermare tutte queste navi. Cambiano nome, bandiera e proprietario. È come inseguire fantasmi”.
Solo il tempo dirà se la stretta europea sarà abbastanza forte da bloccare davvero la flotta ombra o se serviranno misure ancora più decise per fermare un traffico che, per ora, continua a sfuggire ai controlli.