Nardò, 23 dicembre 2025 – Nei giorni scorsi, a Santa Caterina, la marina di Nardò, un uomo di sessant’anni di Sannicola è stato fermato mentre trasportava nel bagagliaio della sua auto circa 400 ricci di mare appena raccolti dal fondo del mare. L’operazione, condotta dalla Sezione operativa navale della Guardia di Finanza di Gallipoli, fa parte di un più ampio intervento per proteggere l’ecosistema marino salentino, messo a dura prova dal prelievo illegale di specie protette.
Fuga e blocco sulla litoranea
Gli investigatori raccontano che la pattuglia della Guardia di Finanza stava facendo controlli congiunti tra terra e mare nelle prime ore del mattino. Una vecchia utilitaria grigia si è allontanata di corsa dalla costa, attirando subito l’attenzione dei militari. “Abbiamo notato movimenti sospetti vicino alla scogliera”, ha detto uno degli agenti. Dopo un breve inseguimento lungo la litoranea, l’auto è stata fermata poco prima dell’ingresso del paese, in corrispondenza di una curva.
Nel bagagliaio, stipati in cassette di plastica, i finanzieri hanno trovato centinaia di esemplari di Paracentrotus lividus, il classico riccio di mare. Gli animali erano ancora vivi, segno che erano stati raccolti da poco. “La quantità supera di gran lunga i limiti previsti dalla legge”, ha spiegato un portavoce della Guardia di Finanza.
Leggi chiare, sanzioni pesanti
L’uomo è stato identificato e multato con una sanzione amministrativa da 2mila euro. La sua posizione è stata segnalata all’autorità marittima. Il prelievo dei ricci infrange la legge regionale n. 6/2023, entrata in vigore lo scorso anno, che vieta completamente la pesca, la detenzione e la vendita del riccio di mare nelle acque pugliesi. Una norma pensata per fermare il rischio concreto di estinzione di questa specie, messa in pericolo da anni di raccolta selvaggia.
“Vogliamo salvaguardare la biodiversità dei nostri fondali”, ha detto un funzionario regionale dell’assessorato all’Ambiente. “La pesca illegale sta devastando l’intero ecosistema costiero”. I dati dell’ARPA Puglia parlano chiaro: negli ultimi cinque anni la popolazione di ricci si è ridotta di oltre il 60%.
Ricci riportati in mare
Dopo aver controllato che i ricci fossero ancora vivi, i militari li hanno rimessi in acqua vicino al luogo del sequestro. L’operazione ha attirato l’attenzione di alcuni residenti e pescatori. “È fondamentale restituire questi animali al loro ambiente naturale”, ha raccontato uno dei finanzieri coinvolti.
Il rilascio immediato ha dato ai ricci una chance di sopravvivenza e aiuta – almeno un po’ – a mantenere l’equilibrio biologico dei fondali salentini. “Solo così si può sperare in un vero ripopolamento”, ha aggiunto un biologo marino dell’Università del Salento.
Controlli sempre più serrati
L’operazione di Santa Caterina rientra in una serie di interventi che la Guardia di Finanza sta portando avanti lungo tutta la costa leccese. Negli ultimi mesi sono stati sequestrati oltre 2mila ricci e sono state comminate multe per più di 20mila euro. “Non molleremo”, ha assicurato il comandante della Sezione navale di Gallipoli.
I controlli continueranno anche durante le festività natalizie, un periodo in cui, secondo gli investigatori, aumenta il rischio di raccolte illegali destinate al mercato nero locale e nazionale. “Chiediamo ai cittadini di aiutarci”, ha concluso il comandante, “segnalare comportamenti sospetti può fare la differenza per proteggere il nostro mare”.
In questa stagione, con il freddo e i venti che sferzano la costa, la lotta per salvare i ricci di mare è anche una battaglia per difendere l’identità stessa del Salento.