Campania: il 30% delle spiagge libere per un mare accessibile a tutti

Napoli, 24 febbraio 2026 – La Regione Campania ha dato un giro di vite ai Comuni sulla gestione delle spiagge. Da questa estate, almeno il 30% delle spiagge dovrà essere accessibile gratuitamente a tutti, residenti e turisti. La notizia è stata ufficializzata ieri durante un incontro all’Auditorium del Centro Direzionale di Napoli. L’obiettivo è chiaro: garantire a tutti il diritto di godere del mare, in un periodo in cui la gestione degli arenili torna al centro delle discussioni pubbliche.

Spiagge libere, la nuova regola che cambia le carte in tavola

La decisione arriva dalla Giunta regionale, con gli assessori Enzo Maraio (Turismo) ed Enzo Cuomo (Governo del Territorio) in prima fila. Si inserisce nei Piani di Utilizzo del Demanio Marittimo (PAD), gli strumenti urbanistici che definiscono come usare le coste. Ora, ogni Comune dovrà mettere a disposizione almeno il 30% di spiagge libere. “Vogliamo che il turismo balneare cresca senza togliere spazio alla collettività”, ha detto Maraio, citando anche il presidente Vincenzo Fico. Quel 30% non è solo una quota da raggiungere, ma un modo per migliorare l’offerta turistica e renderla più sostenibile.

Sindaci e Regione, confronto a tutto campo

La Regione punta molto sul confronto diretto con i Comuni. All’incontro di Napoli, i sindaci hanno ascoltato le nuove regole e chiesto chiarimenti su come e quando attuarle. Maraio ha insistito sull’importanza di “costruire soluzioni concrete parlando insieme”, mentre Cuomo ha ribadito: “La quota del 30% di spiagge libere deve essere realtà già quest’estate”. L’obiettivo è mettere fine alla gestione frammentata che ha favorito troppi stabilimenti privati, spesso a scapito degli spazi pubblici.

Non solo spazi: la Campania punta anche sull’innovazione

La Regione non si limita a definire le quote di spiaggia libera. Vuole anche portare avanti la digitalizzazione e modernizzare i servizi lungo la costa. Secondo Maraio e Cuomo, gestire il litorale in modo moderno significa attirare investimenti seri, rispettosi dell’ambiente, e migliorare la qualità dell’offerta, dalla costa domizia fino al Cilento. La pianificazione del demanio dovrà diventare uno strumento per creare lavoro e garantire servizi di qualità anche nelle aree di spiaggia libera.

Un piano urbanistico che cambia il volto delle coste

Sul fronte tecnico, Cuomo ha parlato di una vera e propria “nuova stagione” per la gestione urbanistica delle coste. La Regione si impegna a togliere gli intoppi burocratici che finora hanno impedito ai Comuni di riservare spazi adeguati alle spiagge gratuite. Si partirà da una mappatura dettagliata delle coste per evitare che le spiagge libere finiscano in zone isolate o difficili da raggiungere. “Vogliamo garantire una distribuzione equa e dignitosa degli spazi pubblici”, ha sottolineato Cuomo, annunciando il supporto della Regione per risolvere i problemi locali.

Controlli, trasparenza e confronto con gli operatori

Nei prossimi giorni la Regione coinvolgerà anche associazioni di categoria e operatori turistici. L’obiettivo è trovare un equilibrio che non penalizzi le imprese, ma ristabilisca un principio di equità sociale. Promessi controlli serrati sulle concessioni e criteri più chiari per la gestione delle spiagge. “Il mare è una risorsa di tutti, e deve restare accessibile a tutti”, ha ribadito Maraio.

Estate 2026, la sfida dei Comuni

Con questa mossa, la Campania si mette in prima fila nel dibattito nazionale sulle concessioni balneari. Ora tocca ai sindaci adeguare i piani comunali in tempi stretti. Il diritto al mare, tema che tocca da vicino cittadini e turisti, diventa una prova importante per le amministrazioni locali. Secondo fonti regionali, i controlli partiranno già da aprile, con sopralluoghi lungo le spiagge principali, da Pozzuoli fino a Sapri.

L’estate si avvicina, e resta da vedere come i Comuni tradurranno in pratica la direttiva. Ma il messaggio della Regione è già chiaro: il mare deve essere davvero per tutti.

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