Newport, 24 giugno – Dopo 54 giorni in mare, la nave della Guardia Costiera statunitense Campbell è tornata lunedì mattina al porto di Newport, nella base navale americana. L’equipaggio, guidato dal comandante Krystyn Pecora, ha concluso una missione di sicurezza marittima che ha avuto momenti critici, come l’intercettazione di un’imbarcazione a vela haitiana sovraccarica con 103 persone a bordo, a circa 15 miglia dalle Turks and Caicos, il 21 settembre scorso.
Salvataggio nel Windward Passage: una barca sovraffollata fermata in tempo
La segnalazione è arrivata poco dopo le 8 del mattino, come riferito dalla Coast Guard. Un aereo HC-144 Ocean Sentry dell’Aviation Training Center Mobile ha individuato la barca, visibilmente instabile e affollata. La Campbell, che pattugliava la zona per conto del Coast Guard District Southeast, si è subito avvicinata. “Abbiamo distribuito giubbotti di salvataggio a tutti e garantito la loro sicurezza fino all’arrivo delle autorità locali”, ha raccontato il comandante Pecora. Grazie alla collaborazione con la Royal Turks and Caicos Police Force, l’imbarcazione è stata trainata fino all’isola di Providenciales, dove sono iniziate le procedure di identificazione per chi era a bordo.
Operation Vigilant Sentry: una rete per fermare la migrazione irregolare
Questa operazione fa parte di Operation Vigilant Sentry (OVS), un programma avviato nel 2003 e gestito dal Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti. Oltre cinquanta agenzie federali, statali e locali lavorano insieme per prevenire e controllare i tentativi di migrazione irregolare via mare verso gli Usa e i loro territori. “Questa missione dimostra quanto sia importante il lavoro di squadra e la cooperazione internazionale”, ha sottolineato Pecora. Il Coast Guard District Southeast copre un’area enorme, circa 1,7 milioni di miglia quadrate, che include territori come Porto Rico, le Isole Vergini americane, la Florida, la Georgia, la Carolina del Sud e ben 34 paesi e territori stranieri.
La Campbell al centro dell’azione: monitoraggio e prevenzione
Durante il pattugliamento, la Campbell ha svolto un ruolo di comando tattico nel Windward Passage, coordinando altre risorse della Guardia Costiera per individuare e fermare viaggi migratori pericolosi e illegali. “Il nostro obiettivo principale è sempre proteggere vite umane e scoraggiare le partenze non autorizzate”, ha spiegato una fonte interna dell’equipaggio. Le imbarcazioni usate dai migranti sono spesso in condizioni precarie: sovraccariche, senza dispositivi di sicurezza, con il rischio costante di naufragio. Anche la barca haitiana intercettata non era adatta a un viaggio del genere.
La Campbell: una storia di impegno sul mare
La Campbell, lunga 82 metri, fa parte della classe “Famous” ed è in servizio dal 1988. Oltre a contrastare la migrazione irregolare, è impegnata nella lotta al traffico di droga e nelle operazioni di soccorso in tutto l’Atlantico occidentale. Dipende dal comando dell’Atlantic Area della Guardia Costiera, con base a Portsmouth, Virginia. “Sono molto orgogliosa del mio equipaggio”, ha detto Pecora al ritorno a Newport, poco dopo le 10. “Abbiamo affrontato condizioni difficili ma siamo sempre rimasti pronti”.
Migrazione via mare: una sfida che non si ferma
La migrazione via mare dai Caraibi verso gli Stati Uniti resta una sfida complessa. Le autorità americane ribadiscono l’importanza di prevenire e lavorare insieme ai paesi della regione. “Il rischio per chi tenta queste traversate è altissimo”, ricordano fonti della Guardia Costiera. Solo nell’ultimo anno, centinaia di migranti sono stati intercettati in situazioni simili. La missione della Campbell si inserisce in questo quadro: mantenere la sicurezza in mare e rafforzare il controllo delle frontiere marittime è una priorità per Washington e i suoi alleati regionali.