Candidatura in corsa per diventare la capitale italiana del mare nel 2026

Brindisi si candida a “capitale italiana del mare 2026

Brindisi, 19 gennaio 2026 – È ufficiale: Brindisi ha lanciato la sua candidatura a capitale italiana del mare per il 2026. La giunta comunale ha dato il via libera al progetto e all’iscrizione all’Avviso pubblico nazionale. L’iniziativa, promossa dal governo, cerca la città costiera che meglio sappia rappresentare l’identità legata al mare, la salvaguardia dell’ambiente e uno sviluppo sostenibile. Il verdetto arriverà il primo febbraio, ma in città già si respira un mix di attesa e orgoglio.

Un progetto nato dal basso per rilanciare il legame con il mare

Il sindaco Giuseppe Marchionna, incontrato nel municipio di piazza Matteotti, ha raccontato come la candidatura sia frutto di un percorso condiviso: “Anche prima di sapere come sarebbe andata, la città ha saputo fare squadra attorno a un tema centrale – ha spiegato – grazie a tavoli di confronto che hanno coinvolto cittadini, associazioni, operatori portuali, scuole e università. Tutti hanno portato idee, che poi abbiamo messo insieme nel dossier che abbiamo inviato a Roma”. Un lavoro che ha unito realtà diverse, con incontri pubblici e consultazioni aperte.

Cosa chiede la selezione nazionale

Il Ministero della Cultura e il Ministero delle Infrastrutture hanno fissato i criteri per scegliere la “capitale italiana del mare”: una città con una forte identità marittima, che sappia guardare allo sviluppo sostenibile, tutelare l’ambiente marino e costiero, e promuovere innovazione e cultura. Brindisi, con il suo porto storico, crocevia di rotte commerciali e turistiche, punta proprio su questo ruolo strategico nel Mediterraneo. “Non si tratta solo di un titolo o di una bandiera – spiega un funzionario comunale – ma di un’opportunità concreta per attrarre investimenti e far ripartire il territorio”.

Il porto: cuore pulsante della città e porta sul mondo

Al centro della candidatura c’è il porto di Brindisi, da sempre punto di partenza per l’Oriente e oggi nodo essenziale per traghetti, merci e crociere. Ogni giorno, tra le banchine di Costa Morena e Punta delle Terrare, si muovono navi cariche di passeggeri e merci diretti verso Grecia e Balcani. Il traffico annuo supera i 2 milioni di tonnellate di merci e oltre 500mila passeggeri, dicono i dati dell’Autorità Portuale. Numeri che raccontano una città abituata a convivere col mare, ma anche con le sfide della modernità: dalla transizione energetica alle nuove tecnologie per la logistica.

Sostenibilità e tutela dell’ambiente: punti chiave del dossier

Nel progetto presentato, Brindisi ha messo in primo piano le politiche per uno sviluppo sostenibile. Tra le iniziative più importanti, il recupero delle aree costiere degradate, la promozione di una pesca responsabile e programmi di educazione ambientale nelle scuole. “Abbiamo coinvolto anche le associazioni ambientaliste – spiega l’assessora all’Ambiente, Francesca Greco – perché la protezione del mare non può restare solo parole”. In cantiere ci sono anche interventi per migliorare la qualità delle acque portuali e campagne per evitare l’abbandono dei rifiuti sulle spiagge.

Cultura, storie di mare e innovazione

La candidatura non punta solo sulle infrastrutture. Grande spazio anche alla promozione culturale legata al mare. Il programma prevede festival letterari a tema marino, mostre fotografiche sulla storia del porto, laboratori per bambini e visite guidate ai fari storici. “Vogliamo che Brindisi sia riconosciuta come città del mare anche per la sua capacità di raccontare storie”, sottolinea il direttore del Museo Archeologico Ribezzo. Sul fronte innovazione, sono previsti accordi con startup locali per sviluppare tecnologie verdi applicate alla nautica.

Si aspetta il verdetto: Brindisi spera nel titolo

Le candidature saranno valutate da una commissione interministeriale nei prossimi giorni. Solo allora si saprà se Brindisi conquisterà il titolo di capitale italiana del mare 2026. In città, la speranza è tanta. “Sarebbe un riconoscimento importante – dice un operatore turistico sul lungomare Regina Margherita – ma anche una grande responsabilità verso chi verrà dopo di noi”. La decisione ufficiale è prevista per il primo febbraio. Fino ad allora, tra le banchine del porto e i vicoli del centro, il mare è l’unico argomento di cui si parla.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

PNFPB Install PWA using share icon

For IOS and IPAD browsers, Install PWA using add to home screen in ios safari browser or add to dock option in macos safari browser