Casarini: la missione di salvataggio in mare e l’Italia che sostiene i criminali in Libia

Luca Casarini, fondatore di Mediterranea Saving Humans, è pronto a tornare in mare con una nuova nave per continuare il suo fondamentale lavoro di soccorso ai naufraghi nel Mediterraneo. In un contesto di crescente tensione e sorveglianza, Casarini ha denunciato che l’Italia sta sostenendo un sistema che favorisce i criminali in Libia, mettendo a rischio innumerevoli vite umane. La sua missione è chiara: non lasciare che il Mediterraneo diventi una fossa comune.

la nuova nave di mediterranea

La nuova nave, che si chiamerà semplicemente “Mediterranea”, rappresenta una risposta concreta alla crescente repressione e alle politiche di respingimento. Casarini ha annunciato che la partenza è imminente e ha sottolineato l’importanza di continuare a operare in mare. Con questa nuova imbarcazione, più grande della Mare Jonio, Mediterranea intende intensificare gli sforzi di soccorso e portare l’attenzione sulla necessità di un cambiamento radicale delle politiche migratorie.

  1. Obiettivo: Salvare vite umane.
  2. Dimensione: La nuova nave è più grande della precedente.
  3. Partenza: Imminente, per continuare l’operato nel Mediterraneo.

le politiche migratorie italiane e europee

Casarini ha descritto la situazione attuale come una guerra continua da parte dei governi, che utilizzano la questione migratoria come tema elettorale. Ha affermato che sia il governo di Giorgia Meloni che quello di Matteo Salvini hanno promosso politiche punitive, trattando il mare come un deterrente. L’ONU stima che ci siano circa 122 milioni di persone in movimento nel mondo, mentre l’Europa sembra intraprendere una strada opposta, cercando di trasformare il Mediterraneo in un confine, omettendo i soccorsi e respingendo i migranti.

la collaborazione con le milizie libiche

Particolarmente allarmante è il sostegno dell’Italia a figure come Almasri, noto torturatore, riportato in Libia per evitare un processo alla Corte Penale Internazionale. Questa situazione ha sollevato interrogativi sulla vera natura delle collaborazioni tra l’Italia e le milizie libiche. I servizi segreti italiani, in particolare l’Aise, hanno descritto la collaborazione con la milizia Rada di Almasri come «molto proficua». Queste milizie, note per traffici di vario genere, operano in un contesto di violenza sistematica, contribuendo a un sistema di orrore che ha portato a torture e omicidi di massa.

L’assenza di una reazione da parte dei servizi segreti italiani di fronte a questi crimini solleva interrogativi sulla vera natura di questa collaborazione. Casarini ha sottolineato che l’Italia non solo ignora le atrocità nei lager libici, ma sembra anche avvantaggiare chi perpetra tali crimini. Questo legame con i criminali libici si traduce in una complicità che non può essere giustificata.

Mediterranea continua a operare come un faro di speranza nel Mediterraneo, affrontando ostilità e sorveglianza. Con la nuova nave, l’organizzazione spera di continuare a salvare vite e di portare alla luce la verità sulle politiche migratorie europee e italiane, che, secondo Casarini, sono lontane dall’essere umane e giuste.

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