Catania, mistero in volo: piloti disorientati o glitch del software?

Catania, 16 novembre 2025 – Sono stati meno di quaranta secondi a separare un Airbus A320 di Air Albania da quello che sarebbe potuto diventare un disastro nella notte tra il 20 e il 21 settembre all’aeroporto di Catania Fontanarossa. A rivelarlo è il rapporto preliminare dell’Ansv, l’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, che ha definito l’episodio come un “Serious Incident”. Un termine tecnico, certo, ma che dice tutto sulla gravità di quanto accaduto sulla pista poco dopo mezzanotte.

Pista affollata, pochi secondi per evitare la tragedia

L’Ansv ha ricostruito la scena: l’Airbus A320 stava per atterrare sulla pista principale, quando un altro aereo, un Boeing 737 di Ryanair, era ancora lì, in fase di rullaggio dopo l’atterraggio. I due velivoli si sono trovati a condividere la stessa pista per pochi secondi. Nel rapporto si legge chiaro: “La distanza minima tra i due aerei è stata meno di quella prevista dalle norme di sicurezza”.

La torre di controllo aveva dato il via libera all’A320 prima che il Boeing 737 avesse lasciato la pista. Solo dopo, accortisi del problema, i controllori hanno ordinato all’Airbus di interrompere l’atterraggio e risalire in volo con una manovra di “go-around”. L’ordine è arrivato quando l’aereo era ormai a meno di 40 secondi dal toccare terra e la pista era ancora occupata.

Reazioni rapide e indagini in corso

I piloti dell’Airbus, secondo le testimonianze raccolte, hanno eseguito la manovra senza esitazioni. “Abbiamo seguito le istruzioni della torre”, hanno spiegato. Nessun passeggero si è fatto male, né ci sono stati danni agli aerei. Ma tra gli operatori a terra è scattato l’allarme: qualcuno ha raccontato di aver visto le luci dei due velivoli troppo vicine, mentre in sala controllo si è respirata una tensione palpabile.

L’Ansv ha subito aperto un’indagine tecnica. Il rapporto preliminare punta il dito su una serie di fattori: la gestione del traffico da parte della torre, la comunicazione tra piloti e controllori, e l’intenso flusso di voli in quel momento. “Stiamo esaminando tutto con attenzione”, ha detto un portavoce dell’agenzia, “per capire come due aerei abbiano potuto trovarsi così vicini sulla stessa pista”.

Procedure sotto la lente: un errore che poteva costare caro

Anche se non ci sono state conseguenze, l’incidente ha riacceso il dibattito sulle procedure di sicurezza negli aeroporti italiani. Le regole internazionali dicono che tra un atterraggio e un decollo deve esserci una distanza minima ben precisa. In questo caso, quella distanza non c’è stata. “È stato un errore umano nella gestione del traffico”, ha ammesso una fonte interna all’aeroporto di Catania, che ha preferito restare anonima.

Il pericolo per passeggeri ed equipaggi è stato reale. Se l’ordine di tornare in volo fosse arrivato qualche secondo più tardi, le conseguenze sarebbero potute essere molto più gravi. “Solo la prontezza dei piloti e la rapidità della comunicazione hanno evitato il peggio”, ha sottolineato un esperto di sicurezza aerea intervistato da alanews.it.

Prossimi passi: controlli e possibili cambiamenti

Nei prossimi giorni l’Ansv continuerà con gli accertamenti. Verranno ascoltati i controllori di volo presenti quella notte, analizzati i dati radar e le registrazioni delle comunicazioni radio. Non è escluso che arrivino raccomandazioni per rafforzare le regole a Fontanarossa e negli altri aeroporti italiani.

Intanto, la direzione dello scalo ha avviato verifiche interne. “La sicurezza dei passeggeri è la nostra priorità”, ha ribadito in una nota il direttore dell’aeroporto, Nico Torrisi. Solo quando tutte le indagini saranno concluse si potrà capire se si è trattato di un caso isolato o se servono cambiamenti più profondi nelle procedure.

Un episodio senza feriti e senza danni, certo. Ma resta una domanda aperta: quanto serve davvero, in termini di tempo e attenzione, per evitare che una notte come quella tra il 20 e il 21 settembre si trasformi in una tragedia?

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