Ciro Iacomino: un capitano che ha dedicato la sua vita al mare e alla comunità marittima

Sette anni sono trascorsi da quando il Capitano Ciro Iacomino ha lasciato questo mondo, ma il suo ricordo continua a vivere vividamente nella comunità di Torre del Greco e tra i tanti amici e colleghi che hanno condiviso con lui la battaglia per i diritti dei lavoratori del mare. La sua figura è rimasta impressa non solo per le sue competenze tecniche e professionali, ma anche per il suo straordinario impegno umano, che ha caratterizzato ogni aspetto della sua vita e carriera.

Nato e cresciuto in una città affacciata sul mare, Iacomino ha sempre sentito un forte legame con l’acqua. La sua carriera nella navigazione commerciale è stata lunga e significativa, durante la quale ha dimostrato di essere un capitano non solo di nome, ma anche di fatto. Era conosciuto semplicemente come “Il Capitano”, un soprannome che riassumeva la sua autorevolezza, il rispetto che ispirava e la sua instancabile dedizione a favore della comunità marinara.

Il ruolo di Ciro Iacomino nella tutela dei diritti dei marittimi

In qualità di Presidente della CAMADI (Cassa Marittima e Assistenza Diritti Immigrati), Iacomino ha avuto un ruolo cruciale nel promuovere iniziative concrete per la tutela dei diritti dei marittimi. Era un uomo che credeva fermamente nella giustizia sociale e ha dedicato gran parte della sua vita a garantire che i lavoratori del mare avessero accesso al supporto legale, previdenziale e umano di cui avevano bisogno. Sotto la sua guida, la CAMADI è diventata un punto di riferimento fondamentale per chi vive e lavora in mare, affrontando con determinazione le sfide burocratiche e sociali che affliggono il settore marittimo.

Un impegno costante per la comunità marittima

Oltre al suo impegno nella CAMADI, Iacomino ha ricoperto anche importanti ruoli istituzionali. È stato assessore comunale e membro della consulta marittima, dove ha contribuito attivamente alla gestione delle emergenze e alla valorizzazione della cultura marinara. La sua dedizione al servizio pubblico lo ha portato a lavorare incessantemente per migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei marittimi, interfacciandosi con le istituzioni e cercando di far sentire la voce di chi spesso rimane inascoltato.

Uno dei momenti più drammatici della sua carriera è stato il coordinamento delle operazioni di soccorso durante la tragedia del Moby Prince, avvenuta nel 1991. Iacomino si è distinto per la sua grande umanità e il senso del dovere, dimostrando che le competenze tecniche devono sempre essere accompagnate da una profonda empatia nei confronti del prossimo. Questo evento segnò profondamente la comunità marittima italiana e Iacomino fu uno dei pochi che, in un momento di grande difficoltà, riuscì a mantenere la lucidità e a guidare gli sforzi di soccorso e assistenza.

Un’eredità che continua a vivere

A sette anni dalla sua scomparsa, coloro che lo hanno conosciuto lo commemorano come un “indimenticabile amico” e una “figura che ha regalato tanto alla città di Torre del Greco”. La sua generosità, competenza e spirito combattivo lo hanno reso un punto di riferimento per intere generazioni di marittimi, che nel corso degli anni hanno trovato in lui non solo un leader, ma anche un mentore e un amico fidato.

Gaetano Vitiello, un suo grande amico e sindacalista, lo ricorda con affetto e stima, sottolineando come Iacomino si fosse sempre schierato in prima linea nella lotta per i diritti dei lavoratori del mare. Una delle battaglie più significative che hanno affrontato insieme è stata quella dell’applicazione del Doppio Registro, che penalizzava in modo particolare i marittimi italiani. Iacomino ha sempre creduto nella necessità di un cambiamento, mettendo in discussione le ingiustizie del sistema e lottando per una maggiore equità.

Oltre alla sua attività sindacale e istituzionale, Iacomino era un uomo di grande cultura marinara. La sua passione per il mare si rifletteva anche nella sua vita personale, dove cercava di trasmettere ai giovani l’amore per il mare e il rispetto per le tradizioni marinare. Era solito organizzare eventi e incontri per promuovere la cultura del mare, coinvolgendo la comunità e creando una rete di solidarietà tra i lavoratori del settore.

Il suo impegno è stato riconosciuto anche da associazioni e sindacati di categoria, che hanno visto in lui un esempio da seguire. La sua eredità continua a vivere attraverso le iniziative che oggi vengono portate avanti in difesa dei diritti dei marittimi, ricordando che la lotta per la giustizia sociale è un dovere che deve essere portato avanti con passione e determinazione.

Ciro Iacomino rimane un faro di speranza e un simbolo di lotta per tutti coloro che navigano nelle acque a volte tempestose del lavoro marittimo, un uomo che ha dedicato la sua vita a garantire un futuro migliore per la gente di mare.

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