Il dibattito sulla via del Mare sta diventando sempre più intenso, coinvolgendo non solo le autorità locali, ma anche quelle regionali. Il sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro, e il governatore della Toscana, Eugenio Giani, si trovano in una sorta di braccio di ferro riguardo alla realizzazione di questo progetto cruciale per la mobilità e lo sviluppo economico del porto. Al centro della contesa ci sono i necessari permessi per completare la strada, fondamentale per consentire il passaggio di maxi yacht e migliorare l’accessibilità del porto. Durante un recente incontro, Giani ha sottolineato l’importanza di rispettare le normative vigenti, evidenziando che eventuali pressioni per accelerare i processi potrebbero portare a conseguenze legali.
Sviluppo del porto di Viareggio
Il contesto si inserisce nella tavola rotonda “Sviluppo del porto di Viareggio in materia di infrastrutture e di sostenibilità ambientale”, svoltasi alla banchina del Club Nautico Versilia. Qui, si è discusso delle opportunità e delle sfide per il potenziamento del porto e dell’economia locale. Massimo Lucchesi, segretario generale dell’Autorità portuale, ha fornito un aggiornamento sulle opere in corso, con particolare riferimento alla conclusione del pennello intercettore. Questo intervento è essenziale per liberare l’imboccatura del porto, rendendola più accessibile alle imbarcazioni di grandi dimensioni.
I ritardi nella via del Mare
Il sindaco Del Ghingaro ha colto l’occasione per ribadire l’importanza della via del Mare e ha espresso la sua frustrazione per i ritardi accumulati. Ha presentato il piano di riqualificazione dell’approdo Madonnina, finanziato da ICare con un investimento compreso tra i 7 e gli 8 milioni di euro. Questo progetto rappresenta un primo passo verso la modernizzazione del porto, ma Del Ghingaro ha messo in evidenza che è necessario andare avanti anche con il terzo lotto di lavori che riguarda il Triangolino, un’area strategica per l’approdo delle barche superiori ai 30 metri.
- “Esisteva un accordo con la Regione per la creazione di una società mista che avrebbe dovuto finanziare il Triangolino”, ha dichiarato il sindaco.
- “Quell’impegno è stato abbandonato dalla nuova amministrazione regionale”.
- La nuova intesa siglata a dicembre 2023 appare generica e non specifica per il Triangolino, costringendo il Comune a farsi carico di un investimento di 15 milioni di euro, simile a quello già previsto per la Madonnina.
La risposta della Regione
D’altra parte, il governatore Giani ha risposto con toni pacati, ma incisivi, ricordando che la Regione ha già investito nel porto, finanziando in passato lavori fondamentali come il sabbiodotto. “Nel 2001 abbiamo destinato 6 milioni di euro per il sabbiodotto, seguendo da vicino l’avanzamento dei lavori”, ha dichiarato Giani. “Recentemente, abbiamo anche approvato una variazione di bilancio da 7 milioni per il primo lotto della via del Mare, ma non voglio che questi fondi finiscano in oneri passivi per il Comune”.
Giani ha evidenziato che il secondo lotto della via del Mare è attualmente considerato problematico dalla direzione urbanistica della Regione, essendo privo delle autorizzazioni necessarie del Parco. Solo quando queste autorizzazioni saranno ottenute, sarà possibile considerare un finanziamento per il progetto. “Entro il 2026 spero di avere un progetto appaltabile, ma è fondamentale che ci sediamo attorno a un tavolo per capire le competenze in gioco riguardo al Triangolino”, ha concluso il governatore.
Il confronto tra Giani e Del Ghingaro mette in luce le complessità e le sfide legate alla pianificazione e allo sviluppo di infrastrutture portuali. La questione della via del Mare non è solo una questione di permessi, ma rappresenta anche un’opportunità per rilanciare l’economia locale e migliorare la qualità della vita dei cittadini. La soluzione di questo braccio di ferro tra le istituzioni potrebbe avere un impatto significativo sul futuro del porto di Viareggio e sull’intera comunità che gravita attorno a esso.