Controlli obbligatori sui social media: cosa cambia per i turisti negli Usa

Washington, 11 dicembre 2025 – Chi vuole entrare negli Stati Uniti potrebbe presto dover condividere la propria attività sui social media e scattare un selfie obbligatorio al momento della domanda d’ingresso. È questa la nuova proposta della Customs and Border Protection (CBP), pubblicata questa settimana nel registro federale. La misura riguarda chi usa il sistema elettronico per l’autorizzazione al viaggio (Esta) e punta a rafforzare i controlli sui cittadini di 41 Paesi esenti da visto, tra cui l’Italia.

Social media e dati biometrici: cosa cambia per l’Esta

La bozza di norma della CBP chiede ai viaggiatori di mostrare la cronologia dei social media degli ultimi cinque anni. Ma non finisce qui: serviranno anche tutti gli indirizzi e-mail e i numeri di telefono usati nello stesso periodo, insieme ai nomi e le date di nascita dei familiari più stretti. Se la proposta dovesse passare, questa raccolta di dati, oggi facoltativa, diventerebbe obbligatoria.

Si parla anche di raccogliere nuovi dati biometrici, come il DNA e la scansione dell’iride. La CBP spiega che il fine è “rafforzare la sicurezza nazionale” in vista di eventi importanti come la Coppa del Mondo Fifa 2026, che attirerà milioni di visitatori negli Stati Uniti. Il testo resta aperto ai commenti per 60 giorni prima di diventare definitivo.

Controlli digitali più rigidi per lavoratori e studenti

Le nuove regole non riguardano solo i turisti. Dal 15 dicembre, anche chi chiede il visto H-1B – dedicato a lavoratori stranieri in settori come tecnologia, medicina e ingegneria – dovrà sottoporsi a una revisione online della propria presenza digitale. Lo stesso vale per studenti e visitatori temporanei. Il Dipartimento di Stato ha ricordato che “il visto statunitense è un privilegio, non un diritto”, invitando i candidati a rendere pubblici i loro profili social per permettere controlli più approfonditi.

Fonti governative spiegano che la misura serve a “prevenire rischi legati a terrorismo e attività illegali”. Ma associazioni per la privacy e operatori turistici hanno già sollevato dubbi. “Potremmo scoraggiare viaggi e scambi culturali”, ha detto un funzionario europeo che segue i dossier su visti e mobilità internazionale.

Casi recenti e clima di tensione

Negli ultimi mesi diversi viaggiatori hanno denunciato di essere stati bloccati alle frontiere dopo controlli sulle loro attività online. Tra questi, tre turisti tedeschi e uno scienziato respinti dopo la verifica del telefono. Secondo quanto ricostruito, alcuni post considerati “troppo critici” verso Donald Trump o JD Vance avrebbero pesato sulla decisione.

La tensione resta alta anche per l’annuncio dell’amministrazione americana di estendere il divieto di viaggio a cittadini di altri 30 Paesi (oggi la lista ne include 19, tra cui Afghanistan, Somalia, Iran e Haiti). Al momento non si sa quali nazionalità saranno aggiunte.

Effetti sul turismo e reazioni dal territorio

Le nuove restrizioni si inseriscono in un quadro già difficile per il turismo. I parchi nazionali degli Stati Uniti hanno introdotto tariffe “America-first”, con biglietti più costosi per i visitatori stranieri. Una scelta che non piace a chi lavora sul territorio. Mark Howser, proprietario di un motel vicino al Glacier National Park, ha detto all’Associated Press: “Le attività che puntano sui turisti stranieri rischiano di soffrire”.

Il numero di turisti internazionali resta sotto i livelli pre-pandemia. Nel 2024 sono stati circa 50 milioni gli arrivi dall’estero, contro i 79 milioni del 2019 secondo il Dipartimento del Commercio. Le associazioni di categoria chiedono misure più equilibrate per non mettere in difficoltà il settore.

Cosa succede adesso: la parola ai cittadini

La CBP ha assicurato che valuterà con attenzione tutti i commenti raccolti durante la consultazione pubblica prima di prendere una decisione definitiva sulle nuove regole per l’Esta. Nel frattempo, chi vuole viaggiare negli Stati Uniti deve controllare bene le proprie informazioni digitali e tenersi aggiornato.

“Stiamo ascoltando tutte le parti coinvolte”, ha detto un portavoce della CBP. Solo allora si capirà se questa stretta sui controlli digitali diventerà realtà o se prevarranno le richieste di maggior tutela della privacy.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

PNFPB Install PWA using share icon

For IOS and IPAD browsers, Install PWA using add to home screen in ios safari browser or add to dock option in macos safari browser