Coppa America: la battaglia tra Ineos e Sir Ben Ainslie continua senza una sede fissa

La ricerca di una nuova sede per la 38° edizione della Coppa America si sta rivelando un’impresa complessa per Emirates Team New Zealand. Dopo la recente rinuncia della città di Valencia, il team neozelandese sta esplorando alternative che includono Malaga e una sorprendente proposta da Rio de Janeiro. La situazione è diventata ancora più intricata dopo il licenziamento di Sir Ben Ainslie e la guerra interna tra Ineos e il suo ex capitano.

La sfida dopo il trionfo

Emirates Team New Zealand ha dominato la finale dell’ultima America’s Cup, battendo facilmente i britannici di Ineos. Tuttavia, la gloria in acqua non si è tradotta in una facile organizzazione per la prossima edizione del torneo. Grant Dalton, il leader del team, aveva espresso ottimismo nella ricerca di una nuova sede, ma il tempo stringe. Con otto mesi a disposizione per annunciare la location, il countdown è già a metà e le prospettive non sono affatto rosee.

Valencia: una speranza svanita

Valencia, che aveva già ospitato la Coppa America nel 2007, sembrava una scelta perfetta. La città offre costi contenuti, buone infrastrutture e condizioni meteorologiche favorevoli, elementi che la rendevano una candidata ideale. Inoltre, la Comunità Valenzana avrebbe potuto trarre vantaggio dalla visibilità internazionale dell’evento, creando una sorta di rivalità con Barcellona, che non aveva soddisfatto le aspettative in termini di pubblico durante l’ultima edizione.

Tuttavia, nel mese di ottobre si è verificato un disastro naturale che ha colpito duramente la regione, causando oltre 200 morti e ingenti danni. Le infrastrutture che avevano ospitato l’evento nel 2007 si trovano nella parte centrale e settentrionale della città, risparmiate dal disastro, ma la decisione di rinunciare all’organizzazione di un evento così impegnativo è stata inevitabile. La fee richiesta per ospitare la Coppa, che si aggira attorno ai 70 milioni di euro, ha ulteriormente complicato la questione, spingendo gli amministratori locali a fare un passo indietro.

Nuove prospettive europee

Dopo la chiusura della strada valenciana, Grant Dalton ha iniziato a sondare altre possibilità in Europa. Malaga, che aveva già partecipato alla corsa per l’ultima edizione, è stata contattata, anche se la sua candidatura non ha ottenuto il consenso generale. L’Italia, invece, è stata esclusa dai piani di Dalton, soprattutto a causa della controversa rinuncia della Regione Sardegna a ospitare la prima tappa preliminare del circuito AC40 nel 2023.

Nel frattempo, un’opzione inaspettata è emersa: Rio de Janeiro ha manifestato interesse per ospitare la competizione. Questo sviluppo ha sorpreso molti, poiché il Brasile non era stato precedentemente considerato nel panorama delle sedi per la Coppa America. Le possibilità di un evento in Arabia Saudita, a Jeddah, sembrano invece sfumare, nonostante il tentativo di Ineos di affermarsi come la forza dominante nel panorama della vela.

La battaglia interna tra Ineos e Ainslie

Nel contesto di questa ricerca di una sede, emerge un ulteriore elemento di complessità: la disputa tra Ineos e Sir Ben Ainslie. Dopo il licenziamento di Ainslie da parte di Jim Ratcliffe, il futuro della sfida britannica è incerto. Ainslie, leggendario velista e vincitore di diverse medaglie olimpiche, aveva rappresentato un simbolo di eccellenza per il Regno Unito nella vela. La sua assenza potrebbe minare l’autorità e la credibilità della sfida di Ineos, rendendo difficile per il team mantenere il suo status di “Challenge of Record”.

Il Royal Yacht Squadron di Cowes, storicamente associato a grandi successi nella vela, si trova ora in una posizione delicata. La sfida all’America’s Cup deve essere rappresentata da uno yacht club e non da uno sponsor, il che solleva interrogativi su chi possa effettivamente occupare questo ruolo cruciale. Ineos, per garantirsi il riconoscimento, ha già versato una sostanziosa somma ai neozelandesi, ma l’assenza di Ainslie potrebbe rivelarsi un handicap significativo.

Un futuro incerto

Mentre la guerra interna tra Ineos e Ainslie si intensifica, le possibilità di una nuova sede per la Coppa America rimangono incerte. Grant Dalton ha dichiarato l’intenzione di ampliare l’audience e di stabilire alleanze con diverse regioni, ma il panorama attuale è frammentato. La ricerca di una base solida per l’evento si intreccia con la necessità di mantenere l’interesse dei team e dei loro partner, un compito che si sta dimostrando sempre più arduo.

L’America’s Cup ha sempre rappresentato non solo una competizione sportiva, ma anche un’opportunità commerciale. Tuttavia, mentre i neozelandesi cercano di mettere in piedi una nuova edizione, il conflitto interno tra Ineos e Sir Ben Ainslie sta gettando un’ombra sulla manifestazione, rendendo il futuro dell’evento più incerto che mai.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

PNFPB Install PWA using share icon

For IOS and IPAD browsers, Install PWA using add to home screen in ios safari browser or add to dock option in macos safari browser