Amsterdam, 5 gennaio 2026 – Un’ondata di maltempo ha paralizzato il traffico aereo in Europa durante il primo weekend dell’anno nuovo. Cancellazioni e ritardi hanno colpito aeroporti importanti, come Amsterdam Schiphol, Liverpool e Aberdeen. Migliaia di passeggeri sono rimasti bloccati o hanno dovuto rivedere i propri programmi di viaggio, mentre compagnie e aeroporti cercavano di far fronte a neve, vento forte e temperature gelide.
Aeroporti europei nel caos: voli cancellati e ritardi a catena
Tra sabato e lunedì, secondo i dati di Schiphol, sono stati cancellati quasi 1.200 voli a causa della neve e del vento che hanno colpito i Paesi Bassi. L’aeroporto ha avvisato i viaggiatori che anche lunedì si prevedono ancora ritardi e cancellazioni, soprattutto per le operazioni di sbrinamento degli aerei. Situazione simile nel Regno Unito: lo scalo di Liverpool è rimasto chiuso per alcune ore lunedì mattina, a causa del brusco calo delle temperature notturne. Anche ad Aberdeen, in Scozia, decine di voli sono stati bloccati, lasciando centinaia di persone in attesa di aggiornamenti.
Diritti dei passeggeri: cosa dice la legge europea
La domanda più comune tra i viaggiatori è sempre la stessa: cosa posso pretendere se il mio volo viene cancellato o ritardato a causa del maltempo? Le regole europee – in particolare il regolamento CE 261/2004 – proteggono chi vola da o verso aeroporti dell’Unione Europea (e del Regno Unito), a prescindere dalla compagnia. Sono coperti anche i voli di compagnie extra-UE, purché partano dall’UE o dal Regno Unito.
Se il volo arriva con almeno tre ore di ritardo, il passeggero può chiedere un indennizzo tra 250 e 600 euro, a seconda della distanza del viaggio. In caso di cancellazione, si può optare per il rimborso, un volo alternativo o il ritorno al punto di partenza. Inoltre, la compagnia deve offrire assistenza in aeroporto, come pasti, bevande e, se serve, un alloggio per la notte.
Maltempo e “circostanze eccezionali”: quando l’indennizzo non arriva
Non sempre però si ha diritto all’indennizzo. Il maltempo, spiega Rory Boland di Which? Travel, è spesso considerato una “circostanza eccezionale”. In questi casi, le compagnie non devono pagare il risarcimento, anche se restano obbligate a fornire assistenza: “Anche se la neve blocca gli aeroporti, devono garantire pasti, bevande e informazioni chiare sui diritti dei passeggeri”, precisa Boland.
La linea tra evento eccezionale e normale varia. Per esempio, una nevicata pesante alle Canarie è fuori dall’ordinario, mentre una leggera neve a Ginevra a gennaio è considerata normale. Se il ritardo dipende da un volo precedente colpito dal maltempo, ma la partenza non è direttamente interessata, l’indennizzo potrebbe non spettare.
Assicurazione di viaggio: quando entra in gioco
Molti si chiedono se l’assicurazione di viaggio copra i disagi causati dal maltempo. Lauren McCormick, portavoce di Squaremouth, spiega che “la copertura per ritardo scatta in genere dopo tre ore e solo se la causa è prevista dalla polizza”. Spese extra per pasti o alloggio possono essere rimborsate, ma spesso solo se il ritardo supera le tre ore.
È fondamentale conservare tutte le ricevute, le comunicazioni della compagnia e una prova ufficiale del ritardo. Solo così si potrà presentare una richiesta di rimborso efficace.
Cancellare il viaggio: cosa dice l’assicurazione
Se il volo è in ritardo di oltre dodici ore, alcune polizze permettono di cancellare il viaggio e ottenere il rimborso. Lo stesso vale se una tempesta rende inutilizzabile l’alloggio o se scatta un’evacuazione obbligatoria. Attenzione però: la polizza deve essere stata sottoscritta prima che l’evento meteorologico venisse annunciato ufficialmente.
Mentre le previsioni restano incerte e le compagnie lavorano per riportare tutto alla normalità, migliaia di passeggeri attendono negli aeroporti europei. Tra valigie ammassate e annunci ripetuti, la domanda è sempre la stessa: “Quando si potrà partire?”. Almeno sui diritti, però, qualcosa di certo c’è.