Dramatic rescue of injured sailor in Lake Erie race

Milwaukee, 26 novembre 2025 – Una giovane velista universitaria è stata salvata in extremis nel Lago Erie durante una regata internazionale, grazie alla prontezza e al sangue freddo del suo equipaggio. Sabato 7 settembre 2024, Avonna Niegelsen, 21 anni, di East Troy (Wisconsin), è caduta in acqua dopo essere stata colpita dal boma della barca a vela “Southbound”, un J/105 di 10,5 metri, durante la Lake Erie International Offshore Regatta. L’incidente, avvenuto a largo di La Salle (Michigan), ha lasciato la giovane con una ferita profonda alla fronte e coperta di sangue.

Paura in acqua, la reazione dell’equipaggio

Secondo la ricostruzione, Niegelsen si trovava al centro della barca quando una raffica di vento ha fatto oscillare il boma, colpendola dietro le spalle e spingendola contro le lifeline – i cavi di sicurezza che circondano la barca. “Non ricordo il momento esatto in cui sono finita in acqua, credo che il mio cervello abbia cancellato tutto”, ha raccontato. “Sentivo solo il sangue che mi copriva gli occhi e continuavo a gridare: ‘Non vedo, non vedo’”.

Ava Bradd, 21 anni, di Milwaukee, amica e compagna di squadra, ha spiegato: “Ho pensato che Avonna fosse diventata cieca. Ho dovuto attivare il mio cervello da soccorritore, ma era diverso: questa volta si trattava della mia migliore amica”.

Il salvataggio: sangue freddo e lavoro di squadra

L’atmosfera a bordo si è fatta subito tesa. Eva Paschke, 23 anni, timoniera e capitana del Marquette University Sailing Team, ha preso il comando. “In quei momenti l’istinto prende il sopravvento. Puoi bloccarti o andare nel panico, ma la formazione serve proprio a superare queste reazioni”, ha spiegato Paschke.

Il ruolo chiave è stato di John Riordan, 21 anni, che ha mantenuto il contatto visivo con Avonna in acqua, indicando la sua posizione agli altri. Ally Younkin, 21 anni, di Boulder (Colorado), ha lanciato il lifesling – un salvagente con una cima – verso Niegelsen. “La fronte di Avonna sanguinava tanto. Ho avuto paura che il sangue le uscisse dagli occhi”, ha raccontato Younkin.

Nel frattempo Paschke ha dato l’allarme via radio e ordinato di ammainare il fiocco. Con l’aiuto del trimmer Brian Zettlemoyer, 20 anni, la barca è tornata indietro velocemente. Il proprietario dell’imbarcazione, Lease Schock, ha recuperato Niegelsen con il lifesling dopo circa tre minuti in acqua.

Dalla barca all’ospedale: la lunga notte della squadra

A bordo, Bradd e Younkin hanno tamponato la ferita alla testa di Avonna. La barca ha puntato verso terra, dove li aspettavano i paramedici del Promedica Regional Medical Center di Monroe. Niegelsen ha ricevuto dieci punti di sutura al volto e accertamenti per trauma a braccio e testa. Ha perso l’uso del braccio per tre settimane.

I compagni non l’hanno lasciata sola nemmeno in ospedale: “Siamo rimasti con lei tutta la notte”, ha raccontato Bradd. Solo dopo sei ore Avonna è stata dimessa e riportata al North Cape Yacht Club, dove l’attendeva un pasto caldo preparato da Dar Burgoyne, storico socio del club.

Un riconoscimento per il coraggio e la professionalità

Il salvataggio è stato definito “da manuale” dagli esperti. Duane Burgoyne, ex commodoro del North Cape Yacht Club, ha proposto il team per l’Arthur B. Hanson Rescue Medal, un premio nazionale conferito da U.S. Sailing per operazioni di soccorso esemplari. La premiazione si è svolta il 28 settembre 2025 al Milwaukee Yacht Club.

“Il merito va a tutta la squadra – ha sottolineato Paschke – perché in emergenza ogni ruolo conta”. La giovane capitana, che nel 2025 ha gareggiato su tutti i Grandi Laghi americani, è considerata una promessa della vela statunitense.

Sicurezza in regata: una lezione che vale per tutti

Il caso di Niegelsen è ora studiato nei corsi di sicurezza in mare organizzati da U.S. Sailing. “Questi incidenti servono a formare i velisti di domani”, ha spiegato Burgoyne. “La vela universitaria non è uno sport d’élite: chiunque con passione può trovare un mentore e imparare”.

Pochi mesi dopo, Paschke è stata coinvolta in un altro recupero uomo a mare durante la Port Huron to Mackinac Race sul Lago Huron. “Quella esperienza mi ha aiutata a restare calma”, ha ammesso.

Il rischio in regata è reale, come ricorda Tim Prophit, veterano della Bayview Yacht Club: “Non basta essere veloci o esperti. Ci vogliono lucidità e spirito di squadra”.

Per Niegelsen e i suoi compagni, quella giornata sul Lago Erie resterà un ricordo indelebile: una prova di coraggio e affiatamento. La dimostrazione concreta che la preparazione fa la differenza tra paura e ritorno a casa.

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