Duino-Aurisina, 21 gennaio 2026 – Si è concretizzata ieri a Duino-Aurisina un’alleanza che unisce territori lontani, ma legati da una storia comune e da un progetto condiviso. Il Lions Club Duino-Aurisina, insieme al Lions Club Gaeta e a una rete di associazioni locali, ha ufficializzato il suo sostegno alla candidatura di Gaeta a Capitale Italiana del Mare 2026. L’iniziativa, promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento delle Politiche del Mare, punta a mettere in luce la ricchezza della cultura marittima italiana in tutte le sue sfaccettature. La città che si aggiudicherà il titolo sarà annunciata nei primi giorni di febbraio.
Adriatico e Tirreno: un ponte sul mare
Al centro della proposta c’è il progetto “Un Mare di Amicizia”, nato da una collaborazione avviata nel 2007 tra le comunità di Duino-Aurisina e dell’Agro Pontino. Nel 2011, un Patto di Amicizia firmato tra le due amministrazioni ha rafforzato questo legame. Il mare, elemento identitario per entrambi i territori, diventa così il filo rosso che collega idealmente e concretamente Mar Adriatico e Mar Tirreno. Ma non si parla solo di storia: sport, ambiente, arte, cultura ed enogastronomia si intrecciano in una rete che punta a far emergere le eccellenze locali.
A guidare il progetto è il Lions Club Duino-Aurisina, affiancato dal Gruppo Ermada “Flavio Vidonis” – Duino Aurisina e Sezione di Borgo Hermada, dai Lions Club Gaeta e Terracina, dal Circolo Duinate di Trieste, da associazioni artistiche di Gaeta e dal gruppo culturale e sportivo Ajser 2000. Non mancano poi realtà ricreative pontine, associazioni nautiche e numerose organizzazioni sportive, ambientali e culturali.
Storia e simboli dietro la candidatura
«La nostra proposta affonda le radici nella storia di Duino-Aurisina», ha raccontato Massimo Romita, presidente del Lions Club Duino-Aurisina. Questo territorio, già ai tempi dei Romani, era un crocevia tra terra, mare e mondo sotterraneo. Le cave di Aurisina fornivano la pregiata pietra carsica, che veniva trasportata via mare fino a porti come Gaeta, scalo importante sul Tirreno. Oltre all’aspetto economico, c’è un patrimonio simbolico legato al Timavo e al Mitreo di Duino: luoghi che raccontano di un mare visto come spazio di passaggio e rinascita. All’epoca, Adriatico e Tirreno facevano parte di un’unica geografia culturale.
Un calendario ricco per celebrare il mare
“Un Mare di Amicizia” vuole rafforzare i legami tra le comunità costiere, mettendo al centro il mare come patrimonio naturale e identitario. Il progetto prevede un fitto programma di eventi: sport nautici, arte visiva, pittura all’aperto, fotografia ambientale. Ci saranno anche momenti dedicati alla storia e alla divulgazione, oltre a occasioni per far conoscere i sapori legati al mare, autentica espressione delle comunità coinvolte.
Durante la presentazione ufficiale della candidatura, ospitata nel Castello Angioino di Gaeta, il sindaco Cristian Leccese ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa: «La candidatura di Gaeta a Capitale Italiana del Mare non è una sfida di un singolo Comune, ma il manifesto politico e culturale di tutta una macroarea tirrenica». Una coalizione senza precedenti, ha aggiunto Leccese, «che supera i localismi e propone una visione di sistema dove il mare torna a essere il grande legame tra storia e sviluppo futuro».
Cooperazione come chiave del successo
Con questo impegno, il Lions Club Duino-Aurisina e i suoi partner vogliono dare un contributo concreto alla candidatura di Gaeta. L’obiettivo è costruire un modello di collaborazione tra territori diversi, ma che si completano a vicenda. Il progetto rafforza il ruolo della città laziale come simbolo di dialogo tra mari e comunità. Il tema scelto per il dossier di candidatura – “Oltre l’orizzonte, nelle radici dell’Essere” – parla proprio di questa volontà: guardare avanti senza dimenticare le proprie radici.
Nei prossimi giorni si attende la decisione della Presidenza del Consiglio: la proclamazione della Capitale Italiana del Mare 2026 è prevista per i primi di febbraio. Nel frattempo, le comunità coinvolte continuano a lavorare fianco a fianco, convinte che solo unendo le forze si possa davvero valorizzare il patrimonio marittimo italiano.