Elefanti del mare: la festa continua nonostante il freddo

Portoferraio, 7 gennaio 2026 – Sotto un cielo grigio e con un vento gelido che sferzava la spiaggia delle Ghiaie, quattro uomini hanno sfidato il freddo e il mare agitato per portare avanti una tradizione ormai consolidata. Vincenzo Fornino, Mario Ferrari, Giuseppe Moreo e Gabriele Muti, conosciuti tra i residenti come gli “Elefanti del Mare”, si sono tuffati nelle acque dell’Elba nel giorno dell’Epifania, sabato 6 gennaio, davanti a pochi curiosi e amici. Un gesto che, dicono, serve a “salutare le feste e iniziare l’anno nuovo con energia e leggerezza”.

Il tuffo degli Elefanti: una tradizione che non molla

Nonostante l’acqua fosse fredda, intorno ai 13 gradi, e il maestrale rendesse l’aria ancora più pungente, loro non si sono tirati indietro. Costume da bagno, qualche battuta per rompere il ghiaccio e poi via, tra le onde. “Non è solo una sfida al freddo – ha detto Fornino, il più anziano del gruppo – è un modo per sentirsi vivi, per ricordarci che il mare c’è sempre, anche d’inverno”. Era poco dopo le 11 del mattino: niente clamore, solo qualche risata e gli sguardi stupiti dei passanti.

Un rito di gruppo fatto di coraggio e ironia

Gli “Elefanti del Mare” non sono nuovi a queste imprese. Da anni, ogni 6 gennaio, si ritrovano sulla stessa spiaggia. “All’inizio eravamo solo in due – racconta Mario Ferrari – poi si sono uniti amici e conoscenti. Non conta quanti siamo, ma lo spirito con cui lo facciamo”. Il gruppo si chiama “argonauta”, un omaggio agli antichi navigatori greci. Qui però non ci sono navi né remi, solo la voglia di condividere un momento speciale. “C’è chi ci prende per matti – ammette Giuseppe Moreo – ma ormai ci conoscono tutti. Qualcuno ci porta anche il tè caldo”.

La comunità osserva tra curiosità e sorrisi

Sulla battigia delle Ghiaie, sabato mattina, una ventina di persone si sono fermate a guardare. Qualcuno ha tirato fuori il telefono per scattare foto, altri si sono tenuti un po’ più distanti. “Li vedo ogni anno – racconta Anna Lucchesi, del posto – sembrano divertirsi davvero. E poi portano allegria”. Nessun evento ufficiale, nessun patrocinio: solo un appuntamento spontaneo che negli anni ha coinvolto anche i più giovani. “Mio figlio mi chiede sempre perché non lo faccio anche io – racconta un papà sorridendo – ma io resto con la sciarpa”.

Un gesto simbolico per lasciare il passato alle spalle

Per i quattro amici il tuffo non è solo una prova fisica. “È come lasciare indietro le fatiche dell’anno passato”, spiega Gabriele Muti. “Quando esci dall’acqua fredda ti senti diverso, più leggero”. Nessuna preparazione particolare: solo un po’ di coraggio e tanta autoironia. “Ci prendiamo in giro tutto l’anno per questa storia”, aggiunge Ferrari. Eppure, ogni gennaio, non manca mai nessuno.

Il mare d’inverno, un rifugio di libertà

Fuori stagione, la spiaggia delle Ghiaie mostra un volto tutto suo. Niente ombrelloni né bagnanti, solo il rumore delle onde e il profilo delle colline sullo sfondo. In questo scenario i quattro “argonauti” trovano una libertà che d’estate si perde tra la folla. “Qui ci siamo solo noi e il mare”, dice Fornino prima di rivestirsi in fretta. “Non serve altro”.

Una piccola follia che diventa racconto collettivo

Alla fine del tuffo, tra abbracci e asciugamani colorati, resta la sensazione di aver fatto qualcosa di diverso. “Non cambieremo il mondo – ammette Moreo – ma almeno iniziamo l’anno con una risata”. E mentre il gruppo si dirige verso il bar più vicino per una cioccolata calda, qualcuno sulla spiaggia già promette: “L’anno prossimo vengo anch’io”. Così, tra coraggio e leggerezza, gli Elefanti del Mare hanno salutato ancora una volta l’inverno elbano.

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