Sydney, 7 dicembre 2025 – Gwilym Funnell, vicepresidente per partner e alleanze di Genesys nella regione Asia-Pacifico, racconta come la sua passione per la vela sia nata quasi per caso, nel 1993, sulle coste del Galles. “Un collega aveva bisogno di una mano con il suo dinghy Laser”, ricorda Funnell. “Non ci capivo nulla di barche a vela, ma lui mi ha comunque coinvolto in una regata.” Quel giorno, tra cadute in acqua e un ultimo posto in classifica, è iniziato un legame che dura ancora oggi.
Dal freddo del Galles al sole dell’Australia
L’approccio alla vela non fu facile. “Credo che il mio collega fosse un po’ esasperato”, ammette ridendo. “Passavamo più tempo a raddrizzare la barca che a navigare.” Nonostante tutto, quell’esperienza ha lasciato il segno. “Mi sono divertito un mondo”, confida. Quella passione, nata quasi per caso, si è consolidata negli anni.
Quando Funnell si trasferisce in Australia, la vela prende un posto ancora più importante nella sua vita. “Qui il clima è più dolce e la costa è davvero spettacolare”, spiega. Le acque di Sydney sono perfette per chi ama navigare: venti costanti, temperature miti e panorami che cambiano a ogni virata.
Una passione che cresce con gli anni
Col tempo, la vela è diventata per Funnell molto più di un hobby. “Mi ha insegnato la pazienza e il valore del lavoro di squadra”, sottolinea. In barca, ogni errore si paga subito: una virata sbagliata, una manovra lenta, e finisci in acqua o fuori rotta. “Non c’è spazio per improvvisare”, aggiunge. “Bisogna ascoltare chi sa più di te e imparare dagli sbagli.”
La comunità dei velisti di Sydney è grande e accogliente. “Ci si conosce quasi tutti”, racconta Funnell. Le regate locali sono un appuntamento fisso, spesso seguite da cene informali nei club nautici. “È il modo migliore per staccare dopo una settimana intensa in ufficio”, spiega. La differenza tra la vita in azienda e le giornate in mare è netta: lì contano solo il vento, le onde e la capacità di adattarsi.
Tra tecnologia e mare: due mondi a confronto
Nonostante il suo ruolo di vertice in una multinazionale del software come Genesys, Funnell trova nella vela un equilibrio prezioso. “Il lavoro ti chiede attenzione continua e decisioni rapide”, osserva. “In barca, invece, devi saper aspettare il momento giusto.” Eppure, i due mondi hanno molto in comune: pianificare, gestire le emergenze, fidarsi del proprio team.
“Molte delle cose che uso in azienda le ho imparate proprio in mare”, ammette. Gestire lo stress, capire la situazione e decidere sotto pressione sono qualità che servono sia al manager sia allo skipper. “Alla fine, sia in ufficio sia in barca, si tratta di lavorare insieme per raggiungere un obiettivo.”
Un legame che dura nel tempo
Oggi Funnell continua a navigare ogni volta che può. Le acque intorno a Sydney sono il suo rifugio. “Ogni uscita è diversa dalla precedente”, dice. “Il mare cambia sempre.” Per lui la vela non è solo uno sport o un passatempo: è una scuola di vita che insegna umiltà e rispetto per la natura.
“Non importa se arrivi primo o ultimo”, conclude Funnell. “Quello che conta è godersi il viaggio.” Una filosofia semplice, nata tra le onde del Galles e le baie australiane, che guida ancora oggi le sue scelte, in mare e nel lavoro.