Sydney, 15 gennaio 2026 – Nel mondo della vela professionistica, l’esperienza pesa più della gioventù. È la fotografia che arriva dalla nuova stagione di SailGP, il circuito internazionale che porta in acqua i migliori equipaggi con le tecnologie più all’avanguardia. Nonostante il CEO Sir Russell Coutts spinga per un ricambio generazionale, a dominare sono ancora i veterani, sia in campo che nelle tasche.
SailGP, i veterani incassano stipendi da record: l’età media cresce
La stagione 2026 di SailGP parte con un dato che fa riflettere: l’età media dei tredici skipper in gara è di 36 anni. Il più giovane è lo svizzero Seb Schneiter, appena trentenne; il più “anziano” è l’australiano Tom Slingsby, 41 anni, già leggenda recente del circuito. Tra questi estremi si intrecciano storie di carriere solide e stipendi che superano i 500.000 dollari all’anno per i top player, senza contare i bonus legati ai risultati. Ogni vittoria di tappa vale infatti 200.000 dollari, mentre il montepremi complessivo della stagione arriva a quota 12,8 milioni.
Nathan Outteridge, australiano, oro olimpico e protagonista nell’America’s Cup 2024 con Team New Zealand, torna in gara come skipper di Artemis Sweden. Tra poche settimane compirà 40 anni. Chris Draper, britannico, medaglia olimpica ad Atene 2004, ha appena lasciato il ruolo di wing trimmer in Australia per unirsi a Outteridge in Svezia: a marzo festeggerà i 48 anni, ma la sua esperienza è più richiesta che mai.
Esperienza al comando: il valore che fa la differenza
Non si tratta solo di abilità tecnica. “Quello che questi velisti portano in barca è un patrimonio unico di dati e conoscenze”, spiega Alex Reid, responsabile dell’ingegneria delle prestazioni di SailGP. Tutte le informazioni raccolte finiscono nel cloud Oracle, a disposizione di ogni team. “Non ci sono segreti: se una squadra trova qualcosa che funziona, le altre possono studiarla e recuperare terreno”, racconta Reid. Eppure – qui sta la differenza – i dati dicono solo il “cosa”, non il “perché”. Ed è proprio l’esperienza dei veterani a fare la differenza in questo.
Il mercato dei trasferimenti è più caldo che mai. Andy Maloney, neozelandese di 35 anni, dopo un anno in Brasile ha scelto di passare ad Artemis Sweden, attratto dalla possibilità di salire sul podio e portare a casa premi importanti. “Le cifre sono salite alle stelle”, conferma Bruno Dubois, ex team principal della Francia in SailGP e America’s Cup. “Non ci sono abbastanza atleti per tutti i posti disponibili. I bonus d’ingresso per chi cambia squadra sono altissimi. Ma appena arriveranno nuovi talenti, i prezzi caleranno”.
Giovani in crescita: la sfida della formazione
Per ridurre il divario tra giovani e veterani, SailGP ha annunciato l’apertura di una base di allenamento a Pensacola, Florida, insieme ad American Magic. L’obiettivo è chiaro: dare spazio ai giovani e farli crescere più in fretta. “È un passo fondamentale”, commenta Coutts. “La competizione per chi ha esperienza sugli F50 è già fortissima. Questa base permetterà ai team di formare nuovi talenti”.
Qualche squadra ha già mosso i primi passi da sola. In Spagna, tre anni fa è nata una foiling academy a Cadice: “Abbiamo formato oltre 4.000 ragazzi solo nel 2025”, racconta Antonio Alquézar, a capo del team spagnolo. In Gran Bretagna, il programma Athena Pathway lavora su due livelli, under 18 e over 18, con una flotta di Waszp a Weymouth. Jo Grindley, chief operating officer del team britannico, spiega: “Stiamo studiando come fanno le accademie di calcio inglesi. Serve un modello finanziario sostenibile per far crescere davvero i giovani”.
Un equilibrio ancora lontano
Per ora, però, i grandi nomi della vela continuano a essere i più richiesti e i più pagati. Le squadre meno esperte accolgono con favore le nuove iniziative di formazione, ma la strada è ancora lunga. “Solo quando questi progetti daranno risultati concreti vedremo davvero cambiare le cose”, ammette un tecnico vicino al circuito.
Nel frattempo, tra banchine affollate e briefing che si prolungano fino a sera, spesso davanti a schermi pieni di dati, i veterani della vela professionistica vivono il momento più redditizio delle loro carriere. La sfida tra esperienza e innovazione resta aperta, e più accesa che mai.