Lorient, 28 gennaio 2026 – Il Team Francesca Clapcich ha ufficializzato oggi l’ingresso di Alberto Bona come co-skipper e Sailing Performance Manager per la stagione 2026. La notizia è arrivata direttamente dal quartier generale della squadra a Lorient, in Bretagna, dove la barca IMOCA “11th Hour Racing” sta affrontando un importante refit invernale. Una mossa pensata per dare nuova forza al gruppo, sia sul piano tecnico che umano, proprio nel momento in cui si preparano le prossime sfide oceaniche.
Alberto Bona: il valore aggiunto della vela italiana
Nato nel 1986 a Torino, Bona è uno dei velisti oceanici italiani più esperti e completi della sua generazione. Nel suo curriculum spiccano il titolo di Campione del Mondo Class40, diverse transatlantiche e una lunga esperienza nelle flotte Figaro e Mini 6.50. “Quello che mi ha colpito del team di Francesca è il giusto mix tra ambizione e il modo in cui si lavora ogni giorno”, ha spiegato Bona al telefono nel pomeriggio. “C’è un progetto a lungo termine, ma anche una grande attenzione alle persone e all’ambiente. Francesca guida con testa e cuore, aperta a nuove idee. Sono pronto a mettere la mia esperienza al servizio della squadra per migliorare insieme, passo dopo passo”.
Un team costruito su affidabilità e crescita collettiva
La scelta di Bona non è casuale. Francesca Clapcich, triestina classe 1988, è una delle protagoniste più solide della vela italiana a livello internazionale. Dopo aver regatato spesso insieme e talvolta da avversari, la loro stima è cresciuta nel tempo. “Alberto unisce istinto oceanico, competenza tecnica e una leadership calma che raramente si vede”, ha raccontato Clapcich in un incontro con i giornalisti a Lorient. “Abbiamo condiviso tante idee e confronti, so come pensa e mi fido del suo modo di lavorare. Sa spingere per le prestazioni senza mai perdere di vista l’affidabilità: proprio il mix che cercavo in un co-skipper”.
Bona avrà un doppio ruolo: affiancare Clapcich durante le regate più dure e guidare, insieme al direttore tecnico francese Pifou Dargnies, lo sviluppo delle performance. Un lavoro di squadra che punta a curare ogni dettaglio, dalla preparazione fisica alla gestione dei dati raccolti in navigazione.
Lavori in corso sulla IMOCA “11th Hour Racing”
Nel frattempo, a Lorient – la vera capitale mondiale della vela d’altura – proseguono i lavori sullo scafo IMOCA del team. Dopo una stagione intensa, la barca è in cantiere per un refit completo, che interessa ogni aspetto: ispezioni approfondite, aggiornamenti ai sistemi di bordo, miglioramenti nell’ergonomia interna e interventi mirati a ridurre il peso complessivo. L’obiettivo è chiaro: rendere la barca più affidabile e costante, anche con condizioni variabili e diversi assetti di equipaggio.
“Stiamo lavorando su ogni particolare”, ha spiegato Dargnies durante una pausa. “Dalla struttura ai sistemi elettronici, fino alla disposizione degli spazi: tutto viene rivisto alla luce dei dati raccolti nella scorsa stagione. Vogliamo una barca più leggera, più sicura, pronta a dare il massimo anche nelle situazioni più difficili”.
Verso il 2026: ambizione, sostenibilità e formazione
Il programma del team guarda già oltre le regate del prossimo anno. L’obiettivo è costruire una base solida per il 2026, mettendo al centro la sostenibilità ambientale – un tema caro sia a Clapcich che a Bona – e la crescita dei giovani velisti coinvolti nel progetto.
“Non si tratta solo di vincere”, ha sottolineato Bona. “Vogliamo dimostrare che si può fare vela oceanica di alto livello senza mai compromettere la sicurezza delle persone e il rispetto per l’ambiente”. Parole che fanno eco a quelle di Clapcich: “La vera sfida è migliorarsi ogni giorno, come squadra e come singoli”.
Con l’arrivo di Bona e i lavori in corso a Lorient, il Team Francesca Clapcich punta a diventare un punto di riferimento per la vela oceanica italiana nei prossimi anni. La rotta verso il 2026 è già tracciata, tra ambizione sportiva e responsabilità condivisa.