Nel profondo blu del Mediterraneo e nei vasti oceani del mondo, due fratelli siciliani stanno portando avanti una missione che va oltre la semplice passione per il mare: salvare gli squali dall’estinzione. Andrea e Marco Spinelli, legati da un forte amore per l’ambiente e per la vita marina, hanno fondato nel 2017 un progetto che si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo al dramma della pesca commerciale degli squali e delle razze. Oggi, il loro lavoro culmina nella creazione del documentario “Shark Preyed – Mangiamo carne di squalo senza saperlo”, un’opera che intende mettere in luce un’emergenza ambientale spesso trascurata.
La missione dei fratelli Spinelli
Andrea, biologo marino e ricercatore presso la Fondazione dell’Oceanografico di Valencia, e Marco, documentarista e fotografo subacqueo, hanno ereditato dal padre non solo l’amore per le immersioni, ma anche un forte senso di responsabilità nei confronti dell’ambiente. “Abbiamo deciso di raccontare gli squali, animali demonizzati dai media e dal cinema, e le problematiche legate alla loro pesca e al commercio”, afferma Marco. Questo impegno è diventato ancor più urgente considerando che ogni anno, oltre 100 milioni di squali e razze vengono uccisi in tutto il mondo, portando alcune specie a una drammatica diminuzione del 95%.
Un documentario che fa la differenza
Il documentario non è solo una raccolta di immagini suggestive, ma un’inchiesta approfondita che svela come il 36% delle popolazioni di squali sia a rischio di estinzione, con ripercussioni gravi sull’ecosistema marino. Negli ultimi 50 anni, il numero di squali si è ridotto del 70%. Tra le specie più colpite ci sono:
- Verdesca
- Palombo
- Smeriglio
- Mako
- Gattuccio
Secondo dati della FAO, nel 2017 circa il 3% del consumo totale pro capite di prodotti di pesca e acquacoltura era composto da elasmobranchi, e l’Italia si è rivelata il terzo più grande importatore di prodotti di squalo a livello globale, con circa 98mila tonnellate importate.
Molti consumatori non sono a conoscenza del fatto che ciò che mangiano potrebbe essere carne di squalo, spesso venduta con nomi fuorvianti come “vitello di mare” o “smeriglio”. Questo commercio legale, sebbene regolamentato, mette a rischio il futuro di queste creature marine essenziali per la salute degli oceani. Marco sottolinea: “Esistono oltre 500 specie di squali, ognuna con le proprie caratteristiche e necessità di protezione. Sono fondamentali per l’equilibrio del sistema marino e per la salute degli ecosistemi”.
Un viaggio di consapevolezza
Per contribuire alla conservazione degli squali, Andrea e Marco hanno intrapreso un viaggio che li ha portati a immergersi in acque italiane e spagnole, così come nei mari delle Maldive, delle Filippine e del Madagascar. Armati di telecamera, hanno nuotato accanto a squali di varie dimensioni, documentando le loro osservazioni e le interazioni con queste creature magnifiche ma minacciate. “Ogni immersione ci ha mostrato la bellezza e la fragilità dell’ambiente marino”, racconta Andrea.
Il documentario, ora disponibile su Amazon Prime, è stato presentato in anteprima a Milano, presso il locale Santeria Toscana, durante un evento organizzato da Face in partnership con Aquageo, IMilani e Y-40 The Deep Joy. Il film non solo racconta la storia di questi animali, ma offre anche uno sguardo critico sulle dinamiche del commercio di carne di squalo, seguendo il percorso che inizia dalla cattura fino alla vendita. Le pratiche come lo shark finning, in cui gli squali vengono mutilati e abbandonati in mare mentre sono ancora vivi, e le catture accidentali, insieme alle reti da pesca abbandonate, rappresentano una minaccia costante per la loro sopravvivenza.
“Shark Preyed” non è solo un film, ma un vero e proprio viaggio di consapevolezza. Andrea e Marco sperano che la loro opera possa smuovere le coscienze e spingere le persone a riflettere sulle conseguenze delle loro scelte alimentari. “Vogliamo dimostrare che la salute degli oceani è direttamente connessa alla nostra salute e al nostro futuro”, conclude Marco.
La lotta per la conservazione degli squali è una battaglia che richiede l’impegno di tutti, dalla pescheria al ristorante, fino ai consumatori. La consapevolezza è il primo passo verso un cambiamento necessario, e i fratelli Spinelli, con il loro documentario, vogliono essere la voce di chi non ha voce, contribuendo a un futuro in cui gli squali possano continuare a nuotare liberi nei nostri mari.