From designer handbags to life lessons: how cancer reshaped her view on wealth

Hong Kong, 12 novembre 2025 – Katy Tong, 28 anni all’epoca dei fatti, stava per partire per l’Australia quando una diagnosi inattesa le ha stravolto la vita: linfoma di Hodgkin. Era dicembre 2013 e la giovane organizzatrice di eventi aveva pianificato tutto nei minimi dettagli per il suo anno sabbatico dall’altra parte del mondo. Ma, pochi giorni prima del volo, un controllo medico – spinto dalla madre Lin – ha rivelato una realtà ben diversa.

La diagnosi che ribalta i piani

Qualche mese prima, Katy aveva notato un piccolo nodulo sul lato destro del collo. “Era morbido, sembrava solo un po’ di grasso”, ha raccontato. Nessun dolore, solo una sensazione strana. Il medico di base le aveva prescritto delle pillole, minimizzando il problema. Ma la madre, preoccupata, ha insistito perché si facesse fare altri accertamenti. Così, tra una valigia e l’altra, Katy si è sottoposta a esami in un ospedale pubblico di Hong Kong. I risultati sono arrivati proprio mentre lei contava i giorni che la separavano dal volo per Sydney.

La malattia che ferma tutto

La diagnosi di linfoma di Hodgkin ha cancellato ogni progetto. “Mi sembrava che qualcuno avesse premuto il tasto pausa sulla mia vita”, ha confidato Tong. L’Australia è diventata un sogno chiuso in un cassetto. Nei mesi successivi, tra cicli di chemioterapia e visite mediche, Katy ha dovuto imparare a convivere con la paura e l’incertezza. “All’inizio pensi solo a sopravvivere. Poi inizi a vedere le cose in modo diverso”, ha spiegato.

In quei momenti difficili, ha riscoperto il valore delle relazioni umane. Amici che si sono fatti avanti, parenti lontani ritrovati, perfino sconosciuti incontrati in sala d’attesa. “Ho capito che sono le persone a fare la differenza, non le cose o i posti lontani”, ha detto.

La vela come rinascita

Dopo la guarigione, Katy ha deciso di tornare a una delle sue passioni: la vela. Non solo uno sport, ma un modo per rinascere, dentro e fuori. “Quando sei in barca, devi fidarti degli altri. Non puoi farcela da sola”, ha spiegato. Oggi organizza uscite in mare per chi sta vivendo momenti difficili, soprattutto ex pazienti oncologici. L’obiettivo? Aiutare gli altri a “muoversi avanti”, come dice lei stessa.

Le sue giornate si dividono tra il lavoro di event planner e le attività con un’associazione locale di vela terapeutica. “Non si tratta solo di imparare a navigare – ha sottolineato – ma di ritrovare fiducia in sé stessi e negli altri”. Le uscite si svolgono spesso nel porto di Aberdeen, all’alba o nel tardo pomeriggio, quando il vento soffia meglio e la città sembra lontana.

Un nuovo sguardo sulla vita

Katy non ha mai più ripreso il viaggio verso l’Australia. “Forse un giorno ci andrò”, ammette con un sorriso. Ma oggi ha altre priorità: coltivare legami veri e aiutare chi si trova ad affrontare una diagnosi come la sua. “La malattia mi ha insegnato che ogni momento conta – ha confidato – e che non bisogna rimandare ciò che ci fa stare bene”.

Secondo l’Hong Kong Cancer Registry, ogni anno nella regione si registrano circa 300 nuovi casi di linfoma di Hodgkin. La sopravvivenza a cinque anni supera l’80%, ma il percorso resta duro, sia fisicamente che emotivamente.

Dalla paura alla solidarietà

Oggi Katy è un punto di riferimento per molti giovani pazienti oncologici a Hong Kong. “Non sono una terapeuta – precisa – ma so cosa vuol dire sentirsi persi”. Le sue parole sono dirette: “Non bisogna avere paura di chiedere aiuto”. E mentre il vento spinge la sua barca verso il largo, Katy guarda avanti. Con gratitudine, senza dimenticare da dove è partita.

Per lei, la vera ricchezza non sta nei viaggi o negli oggetti accumulati, ma nelle connessioni umane costruite giorno dopo giorno. Una lezione imparata sulla propria pelle – e ora condivisa con chiunque abbia bisogno di ricominciare.

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