Futuro sostenibile: strategie innovative per l’energia offshore e la sicurezza marittima

Negli ultimi anni, il mare ha acquisito un’importanza strategica crescente in vari ambiti, diventando una fonte di sviluppo economico e tecnologico. In questo contesto, il ruolo degli ingegneri è cruciale per garantire uno sviluppo marittimo sostenibile. Come sottolineato da Enrico Sterpi, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Genova, “Siamo determinanti, attori principali di questo processo, chiave necessaria per l’innovazione”. Questa affermazione evidenzia la necessità di un aggiornamento formativo adeguato per fronteggiare le sfide moderne.

Il panorama geopolitico del Mediterraneo

Il panorama geopolitico del Mediterraneo, in cui l’Italia si colloca come media potenza, richiede un approccio rinnovato e strategico. Leo Goretti, responsabile del programma Politica estera dell’Istituto Affari Internazionali, ha suggerito di continuare a sviluppare il Piano Mattei, che mira a stabilire relazioni bilaterali più eque e collaborative nel Mediterraneo. Questo approccio si propone di superare le modalità predatorie e paternalistiche, favorendo la cooperazione tra i Paesi rivieraschi.

Parallelamente, la questione dell’Artico si fa sempre più urgente. Leonardo Parigi, direttore dell’Osservatorio Artico, ha richiamato l’attenzione sulla diminuzione del ghiaccio marino, che si attesta attorno al 12,6% per decennio nel periodo 1981-2020. Sebbene la rotta artica offra vantaggi rispetto al passaggio attraverso Suez, presenta numerosi problemi legati alla sicurezza e alla ricerca di soccorso, in assenza di un sistema legale definito e di un trattato internazionale che regoli le attività in quest’area.

Sicurezza delle infrastrutture critiche

La sicurezza delle infrastrutture critiche, sia marine che sottomarine, si configura come una priorità in un contesto caratterizzato da tensioni geopolitiche. Gabriele Capomasi, partner di PwC Strategy&, ha evidenziato che l’Italia si trova attualmente in prossimità di dieci conflitti, rendendo la guerra ibrida una realtà quotidiana. Gli incidenti che hanno coinvolto infrastrutture critiche in Paesi non belligeranti sono in aumento, e le infrastrutture più vulnerabili risultano essere quelle private, seguite da quelle governative.

  1. L’Italia sta mappando le infrastrutture critiche.
  2. Viene adottata una strategia nazionale di resilienza.
  3. È necessaria l’implementazione di sistemi di sicurezza multi-dominio per proteggere le infrastrutture portuali dalle minacce moderne.

Il porto di Genova, uno dei più importanti hub marittimi d’Europa, è stato oggetto di un’analisi approfondita da parte di Capomasi, che ha illustrato le zone sensibili e le necessità di protezione. La sinergia tra pubblico e privato è fondamentale per valutare le attuali risorse di sicurezza e il livello di preparazione delle infrastrutture rispetto a potenziali minacce.

Opportunità nel settore dell’energia offshore

Un altro aspetto cruciale è rappresentato dalle risorse marine e dalle rotte marittime, che offrono opportunità di crescita per il cluster marittimo italiano. La sessione dedicata a questo tema ha visto la partecipazione di esperti e rappresentanti di istituzioni. Fulvio Mamone Capria, presidente di Aero, ha delineato un futuro promettente per l’energia eolica offshore, prevedendo la creazione di circa 25.000 posti di lavoro entro il 2050. I porti di Taranto e Augusta sono stati selezionati dal Ministero della Transizione Ecologica (MASE) per contribuire alla costruzione di impianti eolici, con Brindisi e Civitavecchia identificati come porti di supporto.

In Liguria, si sta sviluppando il progetto Vague, focalizzato sull’energia da moto ondoso. Alessandra Pieri, funzionaria della Regione Liguria, ha annunciato l’intenzione di supportare le imprese locali attraverso questa iniziativa. “Nel 2026 apriremo una manifestazione di interesse per ciascun territorio coinvolto per le sperimentazioni dei prototipi”, ha dichiarato Pieri, sottolineando l’importanza dell’innovazione e della ricerca in questo settore.

La crescente attenzione verso l’energia offshore e la sicurezza marittima riflette un cambiamento di paradigma nella gestione delle risorse marine. Le sfide che il settore marittimo si trova ad affrontare richiedono non solo una visione a lungo termine, ma anche un approccio integrato che coinvolga tutti gli attori in gioco, dai governi alle imprese private. La transizione verso fonti di energia rinnovabile, come l’eolico offshore e il moto ondoso, rappresenta un’opportunità non solo per la sostenibilità ambientale, ma anche per la creazione di nuovi posti di lavoro e lo sviluppo economico delle regioni costiere.

In questo contesto, la cooperazione internazionale e la creazione di un quadro normativo chiaro e condiviso sono essenziali. Solo attraverso un impegno collettivo sarà possibile affrontare le sfide legate alla sicurezza delle infrastrutture critiche e allo sfruttamento sostenibile delle risorse marine, garantendo un futuro migliore per le generazioni a venire. L’innovazione tecnologica, la formazione e l’adozione di strategie di resilienza saranno i pilastri fondamentali su cui costruire un futuro marittimo sicuro e prospero.

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