Gas: a settembre il 43% proviene dal Gnl importato via mare

Settembre ha segnato un momento cruciale per l’approvvigionamento di gas in Italia, con il GNL (Gas Naturale Liquefatto) che ha raggiunto una quota significativa delle importazioni nazionali. Secondo l’ultimo report del Gestore dei Mercati Energetici (GME) e Snam Rete Gas, il 43% delle importazioni di gas, pari a 1.918 milioni di metri cubi (circa 20,3 TWh), è stato fornito tramite rigassificatori, un incremento rispetto al 33% registrato nei mesi precedenti di maggio e giugno. I dati indicano chiaramente una transizione verso fonti di approvvigionamento più diversificate e una crescente dipendenza dal GNL, che si sta affermando come la prima sorgente di rifornimento del Paese, superando le importazioni via gasdotto, in particolare dall’Algeria e dall’Azerbaigian.

Aumento dei flussi di GNL

Il rigassificatore di Rovigo ha giocato un ruolo fondamentale in questo scenario, contribuendo per 6,7 TWh, ovvero il 14% del totale delle importazioni, con un incremento del 14% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Anche il rigassificatore di Ravenna ha visto un aumento dei propri volumi, raggiungendo 3,3 TWh, pari al 7% del totale, con una crescita del 3%. La capacità di questi impianti di ricevere GNL via mare è fondamentale, soprattutto considerando l’attuale contesto geopolitico che ha reso le forniture di gas via gasdotto più vulnerabili e instabili.

Diminuzione delle importazioni via gasdotto

Contrariamente al trend crescente del GNL, le importazioni di gas via gasdotto hanno subito una flessione, scendendo a 2.590 milioni di metri cubi (27,4 TWh). Questa riduzione è stata particolarmente evidente nel punto di ingresso di Mazara del Vallo, da cui proviene una parte significativa del gas algerino. Qui, i volumi sono diminuiti a 11,2 TWh, registrando un calo del 15% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Tale situazione ha messo in evidenza la necessità per l’Italia di diversificare le proprie fonti di approvvigionamento, rendendo il Paese meno dipendente da fornitori specifici in un contesto di crescente incertezza geopolitica.

Consumi di gas in aumento

Sul fronte dei consumi, settembre ha visto un utilizzo di 4.058 milioni di metri cubi (42,9 TWh), segnando un aumento rispetto ad agosto. L’incremento è stato diffuso in tutti i settori di distribuzione, con:

  1. Settore civile: 1.008 milioni di metri cubi
  2. Settore industriale: 1.011 milioni di metri cubi
  3. Settore termoelettrico: 1.817 milioni di metri cubi

È interessante notare che le esportazioni e altri consumi sono più che raddoppiati rispetto al mese precedente, raggiungendo un totale di 221 milioni di metri cubi (2,3 TWh).

Stoccaggi in crescita

A settembre, gli stoccaggi di gas naturale hanno continuato a essere un elemento cruciale per la sicurezza energetica del Paese. La giacenza complessiva di gas naturale ha raggiunto i 12.912 milioni di metri cubi nell’ultimo giorno del mese. Già nella prima metà di settembre, il target del 90% di riempimento dei siti di stoccaggio era stato superato, e i dati recenti indicano che si sta puntando verso una quota del 94%. Questo livello di stoccaggio è fondamentale per garantire la stabilità dell’approvvigionamento nei mesi invernali, quando la domanda di gas tende a crescere significativamente.

La crescente dipendenza dall’importazione di GNL via mare non è solo una questione di approvvigionamento energetico, ma ha anche profonde implicazioni geopolitiche. L’Italia, come parte della strategia europea per ridurre la dipendenza dalle forniture russe, sta attuando politiche di diversificazione che includono l’espansione della propria infrastruttura di rigassificazione. Questo approccio non solo migliora la sicurezza energetica, ma contribuisce anche a stabilizzare i prezzi del gas, che sono stati soggetti a fluttuazioni significative negli ultimi anni a causa di tensioni geopolitiche e crisi globali.

Inoltre, l’aumento della capacità di stoccaggio e l’attuazione di strategie per incrementare le forniture di GNL da vari fornitori, come gli Stati Uniti, il Qatar e altri paesi produttori, sono elementi chiave per costruire un sistema energetico più resiliente e meno vulnerabile a shock esterni. L’attenzione crescente verso le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica, in concomitanza con l’aumento del GNL, rappresentano passi fondamentali verso un futuro energetico sostenibile per l’Italia e l’Europa nel suo complesso.

Questi sviluppi possono anche influenzare le politiche energetiche interne, portando a un’ulteriore spinta verso la transizione ecologica e l’adozione di tecnologie più pulite nel settore energetico, creando opportunità per innovazioni e investimenti nel campo delle energie rinnovabili e della sostenibilità.

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