La scorsa settimana è stato presentato un numero speciale di DafDaf, il giornale ebraico per bambini che celebra non solo il nuovo anno ebraico, ma anche il quindicesimo anniversario dalla pubblicazione del primo numero, il famoso “numero zero”. Questo traguardo rappresenta un momento di festa e un’opportunità per riflettere sull’importanza di trasmettere ai più giovani valori fondamentali come il rispetto per l’ambiente e la responsabilità sociale.
In copertina di questo numero, un’immagine evocativa del tram di Opicina, che collega Trieste a questa località collinare, simbolizza il viaggio intrapreso dai lettori nel corso degli anni. È proprio qui che il giornale ha preso vita, e dove le storie e le idee continuano a ispirare le nuove generazioni. I lettori più attenti non potranno fare a meno di notare un elemento curioso su uno dei respingenti del tram: un gioco da tavolo chiamato “Tachite al tram”. Questo gioco, ideato da Diego Manna, funge da ponte tra il divertimento e l’educazione ambientale.
Diego Manna, oltre a essere un prolifico inventore di giochi, è anche biologo, scrittore ed editore. La sua passione per l’ambiente lo ha spinto a creare “Plastic Fighters”, un gioco che affronta una delle sfide più gravi del nostro tempo: l’inquinamento marino. Il mare, uno degli ecosistemi più preziosi e vulnerabili del pianeta, è minacciato da rifiuti di plastica e inquinamento. “Plastic Fighters” invita i giocatori a riflettere su come proteggere questo habitat essenziale.
Plastic Fighters: gli eroi del mare
L’estate è ormai alle spalle e i ricordi di giornate trascorse in spiaggia possono svanire, ma grazie a “Plastic Fighters”, il divertimento e l’apprendimento possono continuare. In questo gioco, i partecipanti assumono il ruolo di associazioni ambientaliste unite nella lotta contro l’inquinamento marino. Non c’è spazio per il gioco individuale: il vero successo si raggiunge solo attraverso la cooperazione.
Ogni giocatore deve compiere scelte strategiche che influenzano il corso della partita. Ecco alcune delle azioni chiave che i partecipanti possono intraprendere:
- Costruire centri di riciclo
- Educare gli altri sui comportamenti più sostenibili, come l’uso di borracce riutilizzabili invece di bottiglie di plastica
- Proteggere gli animali e le spiagge in pericolo
Ogni mossa, ogni azione, conta. Non si tratta soltanto di vincere nel gioco, ma di apprendere come le nostre azioni quotidiane possano contribuire a un mondo più pulito e sano.
Diego Manna, che ha sviluppato il gioco insieme a Carlotta Zanettini, ha voluto creare un’esperienza ludica che unisse divertimento e consapevolezza. “Plastic Fighters” non è solo un gioco, ma una vera e propria lezione di vita. Le situazioni buffe e gli imprevisti, che rendono il tabellone dinamico e coinvolgente, sono elementi che stimolano la creatività e l’inventiva dei bambini, rendendo l’apprendimento dell’importanza della sostenibilità un momento di gioia e intrattenimento.
Alla fine della partita, che si tratti di vittoria o sconfitta, rimane un messaggio potente: la consapevolezza che lavorando insieme si può fare la differenza. Ogni giocatore porta con sé una lezione fondamentale: anche un gioco può avere un impatto significativo nel cambiare le abitudini quotidiane e promuovere un mondo migliore.
La tradizione ebraica, come evidenziato nella frase Kol Yisrael arevim zeh bazeh (Tutto Israele è responsabile l’uno dell’altro), ci ricorda che le nostre azioni hanno ripercussioni su chi ci circonda. Nessuno vive isolato, e ogni scelta che facciamo ha un effetto. Questo principio di responsabilità reciproca è un tema centrale anche in “Plastic Fighters”, dove la collaborazione è essenziale per il successo.
Il richiamo alla luce, presente anche nella tradizione ebraica, ci insegna che ogni piccolo gesto può contribuire a illuminare il mondo. Questo concetto si ricollega a un’altra massima del Talmud, secondo cui “nella santità si sale, non si scende”. Ogni passo verso la sostenibilità, non importa quanto piccolo, è un passo verso un futuro più luminoso.
Chi è Diego Manna?
Diego Manna è una figura poliedrica: vive a Trieste e, oltre a essere biologo, è anche scrittore e editore, avendo fondato la White Cocal Press. La sua città natale ha ispirato molte delle sue opere, attraverso le quali cerca di trasmettere l’amore per l’ambiente e la necessità di proteggerlo. Collabora con illustratori, biologi e studenti, convinto che l’apprendimento collaborativo sia la chiave per un futuro migliore.
Con una serie di giochi da tavolo, Manna esplora temi come la biodiversità, l’inquinamento e l’importanza degli ecosistemi. Tra i suoi progetti ci sono “Fish n’ Ships” e “Miramix”, ma anche “Be Hive!”, un gioco dedicato all’importanza delle api, e ovviamente “Plastic Fighters”. Ogni gioco è un’opportunità per i bambini di scoprire il mondo che li circonda e comprendere il loro ruolo nella sua salvaguardia.
Per maggiori informazioni sui suoi progetti e attività, è possibile visitare il sito www.bora.la, dove si possono scoprire ulteriori dettagli e curiosità sui giochi e sulle iniziative legate all’ambiente.