Lorient, 5 dicembre 2025 – È stato svelato oggi a Lorient, cuore pulsante della vela francese, il nuovo maxi-catamarano oceanico “Gitana 18 – Edmond de Rothschild”. Dopo tre anni di lavoro e oltre 200.000 ore in cantiere, l’obiettivo è chiaro: battere il record del giro del mondo a vela senza scalo né assistenza, il famoso Trophée Jules Verne, fermo a 40 giorni e 23 ore. Al timone ci sarà il francese Charles Caudrelier, che non ha nascosto le sue ambizioni: “La filosofia di questa barca? Il futuro!”, ha detto davanti a tecnici, giornalisti e appassionati.
Un gigante leggero che sfida il mare
Con la sua livrea elegante, un mix di blu, nero e bianco, il “Gitana 18” si fa notare già dal molo. È un concentrato di tecnologia nautica. Misura 32 metri di lunghezza per 23 di larghezza e pesa appena 19.500 kg: numeri che nel mondo della vela oceanica fanno davvero impressione. Realizzato interamente in carbonio, il catamarano è pensato per essere leggero e resistente, pronto a sopportare anche le condizioni più dure.
Il team dietro al progetto, guidato da Gitana/Team Verdier, ha curato ogni dettaglio per spingere al massimo le prestazioni. Tra le innovazioni più evidenti ci sono i tre timoni rivoluzionari e gli Y-foil alti più di cinque metri, studiati per sollevare la barca dall’acqua e ridurre l’attrito. “Abbiamo voluto una barca che possa quasi volare sull’oceano”, ha spiegato Caudrelier, mostrando alcune soluzioni tecniche.
Contro il tempo: il sogno del Trophée Jules Verne
La vera sfida sarà la circumnavigazione del globo. Il record da battere, fissato nel 2017 da Francis Joyon con “Idec Sport”, è ancora lì: 40 giorni e 23 ore. Ma il team Gitana vuole fare molto meglio, puntando a tagliare il traguardo in 36-37 giorni. Non servirà solo andare veloci – la barca può superare i 55 nodi – ma anche garantire affidabilità e una gestione perfetta dell’equipaggio.
Il varo ufficiale è previsto per metà gennaio 2026. Da lì cominceranno i test in mare aperto, con l’obiettivo di essere pronti per la finestra meteo ideale tra fine inverno e inizio primavera. “Non c’è spazio per improvvisare”, ha confidato un tecnico del cantiere, mentre indicava i sistemi elettronici di bordo e le crocette regolabili sull’albero, studiate per adattare la vela alle condizioni del vento.
Un investimento da 18 milioni di euro per il futuro della vela
Dietro questo progetto c’è un investimento importante: 18 milioni di euro, finanziati dalla famiglia Rothschild, con Ariane de Rothschild a guidare la parte armatoriale. Un impegno che vuole confermare il gruppo Gitana come protagonista della vela oceanica a livello internazionale.
La scheda tecnica è impressionante: 38,40 metri di altezza libera, una superficie velica massima di 630 metri quadrati, sei appendici tra timoni, foils e deriva. La velocità media prevista si aggira tra i 37 e i 40 nodi, ma durante i test preliminari sono già stati toccati picchi oltre i 55 nodi.
Tradizione e innovazione pronte a sfidare gli oceani
A Lorient, tra i rumori del porto e l’aria carica di mare, si respirava l’atmosfera delle grandi occasioni. Tecnici in tuta blu, ingegneri francesi e inglesi intenti a discutere sulle ultime regolazioni, e qualche curioso con il telefono a fotografare la prua affilata del nuovo Gitana. “Questa barca guarda al futuro, ma non dimentica la tradizione della vela francese”, ha rimarcato Caudrelier.
Il prossimo passo sarà la messa a punto finale, prima della partenza ufficiale. Solo allora si capirà se questa nuova creatura potrà davvero riscrivere la storia del giro del mondo a vela. Per ora, resta la sensazione di trovarsi davanti a qualcosa di unico, almeno per quanto mostrano i numeri.