Milano, 22 gennaio 2026 – Lago ghiacciato, vele spiegate e vento pungente: è questo lo scenario che, tra sabato e domenica, accoglierà il Campionato nordamericano di ice sailing negli Stati Uniti. Uno sport ancora poco noto in Italia ma che negli ultimi anni sta attirando sempre più curiosi tra gli appassionati di sport invernali. La sfida si svolgerà sulle acque ghiacciate del lago Winnebago, in Wisconsin, con decine di atleti pronti a darsi battaglia da tutto il continente. Non è ancora uno sport olimpico, ma chi lo pratica parla di una passione che “ti entra nelle ossa”, come ha raccontato al telefono Mark Christensen, veterano della classe DN.
Ice sailing: la tradizione che corre sul ghiaccio
L’ice sailing, o vela su ghiaccio, nasce nei Paesi nordici già nel Settecento. Oggi si pratica soprattutto negli Stati Uniti, in Canada e in alcune regioni baltiche. Le regole sono semplici: una barca leggera, tre pattini d’acciaio e una vela che cattura ogni soffio di vento. “Si parte da fermi e in pochi secondi si toccano anche i 100 chilometri orari”, spiega Justine Kenin, atleta della squadra statunitense. Il rumore dei pattini che tagliano il ghiaccio, dicono i partecipanti, è quasi assordante. Eppure, la concentrazione deve restare altissima: basta una raffica improvvisa o una crepa nella superficie per mettere tutto in pericolo.
Campionato nordamericano: l’attesa è alle stelle
Il Campionato nordamericano di ice sailing è uno degli eventi più seguiti della stagione. Quest’anno gli organizzatori prevedono più di 70 equipaggi. Le gare si terranno dalle 9 alle 16, con temperature intorno ai -12 gradi. “Il ghiaccio è spesso almeno 30 centimetri, le condizioni sono perfette”, ha detto il direttore di regata Tom Sarns durante la conferenza stampa di ieri a Oshkosh. Gli atleti arriveranno da Minnesota, Michigan, New York e anche dal Canada orientale. Qualcuno ha già iniziato a testare le barche sul lago: “Ogni dettaglio conta – spiega il campione in carica Dave Elsmo – dalla lucidatura dei pattini alla scelta della vela”.
Regole e sicurezza: non si scherza con il ghiaccio
Dietro l’apparente semplicità, l’ice sailing richiede grande attenzione. Le regole internazionali impongono casco, guanti rinforzati e abbigliamento termico. “Il rischio di cadute è concreto”, ammette Kenin. Gli organizzatori tengono d’occhio lo spessore del ghiaccio e controllano che non ci siano crepe pericolose. Se le condizioni non sono sicure, la gara si ferma senza esitazioni. “Meglio perdere una giornata che correre rischi”, sottolinea Sarns. La sicurezza è la priorità: ogni equipaggio deve essere pronto a intervenire in caso di emergenza e saper cavarsela da solo.
Barche e materiali: una corsa all’innovazione
Le barche da ice sailing sono fatte di legno leggero o fibra di vetro, con pattini d’acciaio temprato che garantiscono stabilità anche a grande velocità. La classe più diffusa è la DN (Detroit News), lunga circa 4 metri con una vela triangolare di poco più di 5 metri quadrati. “Negli ultimi anni i materiali sono cambiati molto”, racconta Christensen. “Ora si usano resine speciali e tessuti sintetici che rendono le barche più leggere e veloci”. Anche la manutenzione è fondamentale: ogni pattino va controllato con cura prima della gara per evitare brutte sorprese.
Uno sport per pochi? Il futuro dell’ice sailing
In Italia, l’ice sailing resta uno sport di nicchia: qualche appassionato si ritrova ogni inverno sul lago di Resia o sul lago di Dobbiaco, ma le condizioni ideali sono rare. Negli Stati Uniti, invece, il movimento cresce: “Abbiamo molti giovani che si avvicinano a questo sport”, spiega Elsmo. L’obiettivo è chiaro: entrare nel programma olimpico nei prossimi anni. “Sarebbe un sogno”, confida Kenin. Per ora, però, la vera sfida resta quella contro il vento e il ghiaccio.
Il Campionato nordamericano si prepara a offrire un fine settimana di velocità e adrenalina, tra tradizione e innovazione. E chissà, forse presto sulle Alpi italiane vedremo spuntare le prime vele colorate sfrecciare sul ghiaccio.