San Francisco, 5 febbraio 2026 – Negli Stati Uniti, gli ufficiali di regata certificati stanno diminuendo proprio mentre la vela chiede a gran voce più figure qualificate per gestire un calendario sempre più fitto di eventi. A lanciare l’allarme è Steve “Shipwreck” Schupak, presidente del Comitato Arbitri di US Sailing, che fa un appello diretto: “Serve un cambio di rotta, dobbiamo rifare comunità”.
Cresce la richiesta, ma gli ufficiali non bastano
Il problema è chiaro, dicono da US Sailing: le regate si moltiplicano – dalle gare scolastiche ai circuiti master – ma chi arbitra non riesce a rinnovarsi. “Siamo pochi e non vedo nuovi arrivi pronti a prendere il nostro posto quando smetteremo”, confida Schupak. Ora, negli Stati Uniti, ci sono solo 51 arbitri nazionali. Troppi pochi per coprire tutte le esigenze.
La situazione si complica perché molti, come Edith Collins, presidente del Comitato Giudici e membro degli Arbitri, svolgono più ruoli insieme. Questo porta esperienza, certo, ma peggiora la carenza di personale.
Tra corsi e burocrazia, i nuovi volontari si fermano
US Sailing ha provato a lanciare nuovi programmi per attirare e formare ufficiali di regata. Però, per diventare arbitri, le regole si sono fatte più dure: corsi obbligatori, aggiornamenti continui, controlli dei precedenti penali e certificazioni Safesport da rinnovare spesso. “A volte sembra quasi che dobbiamo pagare per fare volontariato”, ammette Schupak.
In più, i volontari devono spesso sobbarcarsi i costi di viaggio per arrivare alle regate nazionali. E non è tutto: la perdita dell’assicurazione per responsabilità civile e il rischio crescente di cause legali rendono il ruolo meno appetibile rispetto a prima.
Senza arbitri, gare a rischio e qualità in calo
Il boom delle regate a squadre – soprattutto tra scuole superiori, college e circoli – ha fatto esplodere il calendario. Ma la scarsità di ufficiali rischia di far saltare la qualità delle gare. “Quando mancano arbitri esperti, aumentano gli errori e i velisti restano delusi”, spiega un membro del comitato di una regata universitaria a Newport.
Schupak avverte: “Se non cambiamo, potremmo trovarci con eventi senza arbitri o gestiti da chi non è preparato”. Una situazione che potrebbe allontanare i giovani dalla vela agonistica e mettere in crisi tutto il sistema.
L’appello: “Restituite qualcosa allo sport”
La strada da seguire, secondo Schupak, è coinvolgere di più la base. “Chiedo a tutti – velisti, genitori, allenatori – di pensare a diventare arbitri o giudici”, dice. “Solo così potremo assicurare un futuro alla vela americana”. L’obiettivo? Arrivare a un punto in cui “chi si propone volontario viene ringraziato perché la squadra è già completa”.
US Sailing promette di semplificare i corsi e renderli più accessibili. Ma serve anche una spinta dal basso: “Senza una catena che porti nuovi ufficiali dalle classi giovanili fino ai livelli olimpici”, conclude Schupak, “rischiamo di buttare via tutto il lavoro fatto”.
Mentre si aspettano risposte concrete dalle istituzioni sportive, il messaggio è chiaro: la vela americana ha bisogno di nuovi arbitri. E il tempo per muoversi sta per scadere.