Il Censis rivela: 2,5 milioni di camion in meno sulle strade italiane grazie alle autostrade del mare

Roma, 10 dicembre 2025 – In vent’anni le Autostrade del mare hanno tolto dalle strade italiane più di 2 milioni di camion ogni anno, alleggerendo il traffico e l’inquinamento e rafforzando l’Italia come snodo fondamentale nel Mediterraneo. È il dato principale che emerge dal rapporto Censis, presentato ieri al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il ministro Matteo Salvini e i vertici del settore. Un bilancio che racconta la crescita di un progetto nato nel 2004 e oggi una leva strategica per la logistica e la competitività del Paese.

Autostrade del mare: due decenni di crescita che pesano

Il Censis fa il punto: oggi le Autostrade del mare coprono 52.007 chilometri di rotte, collegando 18 porti italiani a 23 destinazioni, di cui 8 all’estero, tra Spagna, Malta, Grecia e Croazia. Dal 2004 a oggi, questo sistema ha permesso di risparmiare oltre 27 miliardi di chilometri su strada. Solo nel 2024, sono stati tolti dalle strade circa 2,2 milioni di camion, con 58 milioni di tonnellate di merci trasportate via mare e una riduzione stimata di 2,4 milioni di tonnellate di CO2.

Il presidente del Censis, Giuseppe De Rita, ha spiegato che il settore “è diventato uno snodo intermodale di eccellenza per collegare il Mediterraneo”, grazie a scelte politiche mirate e investimenti concreti. “Si sono raggiunti obiettivi importanti a livello europeo – ha aggiunto De Rita – come migliorare i collegamenti tra Paesi membri e alleggerire il traffico sulle strade”.

L’Italia guida la Blue Economy e il trasporto Ro-Ro

L’Italia si conferma tra i protagonisti europei della Blue Economy, con un contributo dell’11,1% al valore aggiunto dell’Unione e l’11,5% dell’occupazione nel settore (dati 2022). Nel 2024, oltre metà delle merci importate e quasi il 40% di quelle esportate hanno viaggiato via mare. Il trasporto Ro-Ro – cioè camion caricati direttamente sulle navi – ha visto le esportazioni salire del 77,8% dal 2006 al 2024, con un balzo del 126,7% nell’ultimo decennio.

La flotta sulle Autostrade del mare ha più che raddoppiato la capacità: dai 202 collegamenti settimanali del 2004 si è passati ai 291 del 2024, con un aumento del volume del 111%. I porti più attivi sono Livorno (359mila metri lineari di stiva a settimana), Genova (315mila) e Catania (224mila). Sicilia, Campania e Puglia insieme coprono oltre la metà delle tratte disponibili.

Investimenti pubblici e nuove tecnologie al servizio del mare

Le norme europee – dalla Decisione n. 884/2004/CE al Regolamento n. 1315/2013 – hanno consolidato il ruolo delle Autostrade del mare nella rete di trasporti continentale. Con il Pnrr sono stati messi sul piatto più di 1,4 miliardi di euro per potenziare i porti e altri 500 milioni per rinnovare la flotta. Le compagnie di navigazione hanno introdotto motori ibridi ed elettrici, sistemi di lubrificazione ad aria, droni per le ispezioni e tecnologie per catturare la CO2.

Davide Bordoni, amministratore unico di Ram spa Logistica-Infrastrutture-Trasporti, ha sottolineato che “venti anni di Autostrade del mare hanno cambiato il modo di vedere la mobilità e la logistica in Italia”. Bordoni ha ricordato i vantaggi in termini di sicurezza sulle strade e sostenibilità ambientale, ma ha anche evidenziato la necessità di accelerare sulla doppia transizione digitale ed ecologica.

Le sfide di domani: più competitività, sostenibilità e formazione

L’indagine qualitativa del Censis mette in luce anche le difficoltà attuali: i costi operativi crescenti legati alle nuove norme sulle emissioni, le incertezze internazionali che possono frenare il commercio e la mancanza di personale specializzato. Gli armatori chiedono interventi su più fronti: ammodernare i porti, digitalizzare i processi, elettrificare le banchine (cold ironing) e integrare meglio mare, strada e ferrovia.

Il ministro Salvini ha ribadito che “le Autostrade del mare non sono solo collegamenti, ma pilastri della presenza italiana nel Mediterraneo. Sono direttrici strategiche che confermano il ruolo dell’Italia come crocevia tra Nord e Sud, tra Occidente e Oriente”. E ha aggiunto: “Dobbiamo continuare a investire in infrastrutture, tecnologia e intermodalità. Il mare è una risorsa identitaria su cui costruire il futuro”.

Un modello italiano da rafforzare ancora

Il rapporto Censis mostra come le Autostrade del mare abbiano già portato benefici concreti all’economia e all’ambiente italiani. Ma, come ricordano gli operatori, il potenziale è ancora tutto da sfruttare: digitalizzazione, sostenibilità e formazione restano le parole chiave per affrontare le sfide dei prossimi vent’anni. Solo così il sistema potrà consolidare la sua leadership nel Mediterraneo e contribuire a una logistica europea più moderna ed efficiente.

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