Il futuro del soccorso in mare: il drone a quattro eliche che vola a pelo d’acqua

Pechino, 1 marzo 2026 – Un drone a quattro eliche che vola a pelo d’acqua, capace di raggiungere in pochi secondi chi rischia di annegare, potrebbe rivoluzionare il modo di intervenire nelle emergenze in mare. Si chiama JX-6A Water Rescue Drone ed è stato sviluppato dalla cinese Didiok Makings Company di Guangzhou. Dai primi test, sembra promettere una riduzione netta dei tempi di soccorso rispetto ai metodi tradizionali. In Cina, le prime prove pratiche sono già state fatte sulle coste del Guangdong, coinvolgendo operatori della Protezione Civile e delle Capitanerie di Porto.

Un nuovo aiuto per il soccorso in mare

Il concetto è semplice: un operatore a terra guida il salvagente volante verso il bagnante in difficoltà, superando onde e correnti senza dover entrare in acqua. Il drone, che ha la forma di un classico salvagente rosso ma con quattro eliche, può volare a una velocità di 13 metri al secondo. “Abbiamo pensato a qualcosa di immediato e semplice da usare”, ha detto Chen Wei, responsabile tecnico della Didiok Makings, durante una presentazione a Guangzhou. “L’obiettivo era tagliare i tempi di intervento a pochi istanti”.

Tempi di intervento quasi azzerati e video in diretta

Rispetto ai metodi tradizionali – la corsa del bagnino tra la folla, la lotta con le onde – il drone quasi azzera i tempi di risposta. Può decollare più volte di seguito, anche dopo essere atterrato sull’acqua, seguendo i movimenti del bagnante trascinato dalla corrente. Non solo: il JX-6A trasmette in diretta immagini video dell’area di emergenza, aiutando così le squadre a capire meglio cosa sta succedendo e a coordinare l’intervento. “Vedere in tempo reale cosa accade in acqua è un vantaggio enorme”, ha ammesso un operatore della Protezione Civile cinese.

Pratico e versatile

Il drone non si limita a portare un solo salvagente: può trasportarne un secondo, con un carico massimo di 3 chilogrammi, per aiutare più persone insieme. La batteria garantisce più di 10 minuti di volo, mentre la quota massima dichiarata è di 4.200 metri – anche se durante i soccorsi resta sempre vicino all’acqua. Secondo l’azienda, non serve un addestramento complicato: “Basta una breve formazione per imparare a pilotarlo”, ha spiegato Chen Wei.

Interesse crescente e sviluppi in vista

L’attenzione per il salvagente volante va oltre le spiagge più frequentate. In Cina, i Vigili del Fuoco, la Marina Militare e le autorità portuali stanno pensando di usarlo anche in caso di alluvioni o durante operazioni offshore. “Abbiamo già ricevuto richieste da vari enti pubblici”, ha confermato un portavoce della Didiok Makings. Il team di ricerca sta lavorando per migliorare l’aerodinamica e l’autonomia, oltre a integrare nuovi sistemi di rilevamento e comunicazione.

Il futuro del soccorso in acqua è sempre più hi-tech

Non è la prima volta che i droni vengono usati nei soccorsi: in passato hanno trasportato medicinali o defibrillatori in zone difficili da raggiungere. Però il JX-6A Water Rescue Drone segna un passo avanti importante per la sicurezza in mare. Dai primi test, la combinazione di rapidità e facilità d’uso potrebbe fare la differenza quando ogni secondo conta. “Non sostituisce i bagnini”, ha chiarito un rappresentante della Capitaneria di Porto di Shenzhen, “ma può diventare uno strumento prezioso per salvare vite”.

In attesa che questa tecnologia si diffonda anche fuori dalla Cina, il salvagente volante apre una nuova strada per prevenire gli incidenti in acqua. E mentre le spiagge si preparano alla stagione estiva, resta da vedere se riuscirà davvero a cambiare le regole del soccorso in mare.

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