Ogni anno, dalla diga del Liscione, situata in Molise, si stima che circa 200 milioni di metri cubi di acqua scorrono verso il mare, rappresentando un vero e proprio spreco di una risorsa preziosa. Questa cifra è particolarmente significativa se la confrontiamo con l’invaso di Occhito, il principale bacino idrico della Puglia, che ha una capacità massima utilizzabile di 250 milioni di metri cubi. L’acqua che si disperde dal Liscione potrebbe potenzialmente riempire l’intero serbatoio di Occhito, fornendo un aiuto vitale alle comunità pugliesi, attualmente alle prese con una crisi idrica senza precedenti.
La crisi idrica in Puglia
La situazione in Puglia è critica: l’Acquedotto Pugliese (Aqp) ha già dovuto ridurre ulteriormente la pressione dell’acqua, e ci sono preoccupazioni che, senza interventi immediati, molte località possano trovarsi senza acqua già dal mese di gennaio. Nella provincia di Foggia, nonostante la sospensione dell’irrigazione avvenuta lo scorso agosto, l’invaso di Occhito ha attualmente poco più di 44 milioni di metri cubi d’acqua. Se la situazione non cambia, si prevede che si raggiunga a breve il cosiddetto “volume morto”, il livello critico sotto il quale l’acqua non può più essere utilizzata, fissato a 40 milioni di metri cubi.
La soluzione proposta
La soluzione al problema esiste e appare a portata di mano: realizzare una condotta di collegamento tra il Liscione e Occhito per trasferire quei 200 milioni di metri cubi di acqua che, attualmente, si perdono in mare. È importante sottolineare che il Molise non perderebbe nulla in termini di risorse idriche, mentre la Puglia potrebbe beneficiare enormemente da questo trasferimento, in particolare per la sua agricoltura, che è tra le più importanti d’Italia. La Capitanata, per esempio, vanta la più grande produzione di pomodori.
Tuttavia, nonostante l’urgenza e l’importanza dell’opera, il progetto è fermo da decenni. Ecco alcuni punti chiave sulla situazione attuale:
- Discussione da 50 anni: La necessità di questa condotta è stata discussa per decenni, con lavori avviati 20 anni fa.
- Costi necessari: Per far ripartire il progetto sarebbero necessari almeno 158 milioni di euro.
- Mancanza di finanziamenti: Non sono stati previsti fondi nel decreto ministeriale né nel bilancio del ministero dell’Agricoltura per questo progetto.
La situazione politica e interregionale
Recentemente, i consiglieri regionali foggiani Antonio Tutolo e Rosa Barone hanno messo in evidenza la gravità della situazione, protestando per un intervento immediato. Il governatore uscente della Puglia, Michele Emiliano, ha proposto al governo due interventi per il collegamento delle due dighe, offrendo anche la disponibilità della Regione a coprire parte delle spese.
La realizzazione di un percorso di circa 18 chilometri dall’invaso verso sud permetterebbe di ampliare le aree molisane che potrebbero beneficiare della risorsa idrica del Liscione. Inoltre, un ulteriore collegamento di circa 5 chilometri potrebbe garantire il convogliamento dell’acqua in eccesso dal Molise verso il nodo di Finocchito, aumentando così la disponibilità idrica dell’intera Capitanata.
Tuttavia, la Puglia deve affrontare ulteriori ostacoli, come la recente richiesta della Basilicata di rivedere l’Accordo di programma del 2016, giustificandola con le mutate capacità di invasamento dei bacini e le nuove esigenze climatiche. Il presidente Vito Bardi ha richiesto una dichiarazione dello stato di emergenza nazionale per deficit idrico, evidenziando la necessità di un commissario delegato per accelerare la realizzazione delle opere necessarie.
In sintesi, la situazione attuale rappresenta un complesso mosaico di problemi e opportunità che richiede un’azione coordinata e tempestiva per evitare che la crisi idrica si aggravi ulteriormente. La collaborazione tra le regioni e l’implementazione di soluzioni pratiche potrebbero fare la differenza per il futuro idrico di Molise e Puglia.