La partecipazione dell’Italia all’Expo di Osaka rappresenta un’importante opportunità per promuovere l’immagine del Bel Paese e per rafforzare i legami economici e culturali con il Giappone, una nazione con una lunga storia di scambi marittimi. Quest’anno, l’attenzione è rivolta all’economia marittima, un settore cruciale per lo sviluppo delle relazioni bilaterali. All’inaugurazione della kermesse, il porto di Osaka ha ospitato la fregata Marceglia della Marina Militare Italiana, simbolo della presenza italiana nel contesto marittimo internazionale.
Eventi significativi all’Expo
Un appuntamento di rilievo si terrà il 21 luglio, quando Nello Musumeci, Ministro delle Politiche del Mare, interverrà a un incontro nel Padiglione Italia. Questo evento fa parte della settimana dedicata al mare, un tema centrale non solo per l’Italia, ma anche per il Giappone, il quale ha costruito la sua prosperità sulla navigazione e sul commercio marittimo. Due giorni dopo, il 23 luglio, si svolgerà un evento della Protezione Civile italiana, ulteriore testimonianza dell’importanza della cooperazione internazionale in ambito marittimo.
Il ruolo del Giappone nell’economia marittima
Il Giappone è il quarto paese più grande al mondo per economia, ma è anche uno dei principali attori nel settore marittimo. Con una quota del 99,6% del suo commercio che avviene via mare, il Giappone è il terzo costruttore di navi a livello globale, dopo Cina e Corea del Sud. La sua flotta conta quasi 8.700 navi, per un totale di circa 263 milioni di tonnellate di portata lorda. Questa predominanza del trasporto marittimo è dovuta alla mancanza di risorse naturali nel Paese e alla necessità di importare beni essenziali, come petrolio e grano, che non possono essere trasportati via aerea per via del loro peso.
- Commercio marittimo: 99,6% del commercio giapponese avviene via mare.
- Costruzione navale: Giappone è il terzo costruttore di navi al mondo.
- Flotta: Quasi 8.700 navi, 263 milioni di tonnellate di portata lorda.
Collaborazione tra Italia e Giappone
L’alleanza giapponese One (Ocean Network Express) di compagnie di navigazione gioca un ruolo strategico, collegando i porti giapponesi con quelli italiani di Genova, Gioia Tauro e La Spezia. Questo collegamento, previsto per febbraio 2025, non solo faciliterà il commercio tra i due Paesi, ma contribuirà anche a una maggiore integrazione economica e culturale. Nel 2024, le statistiche parlano chiaro: l’import-export tra Italia e Giappone ha raggiunto la cifra di 12,6 miliardi di euro, con il 53% di queste transazioni che avviene via mare.
L’Italia, dal canto suo, si colloca al quarto posto nell’Unione Europea per valore aggiunto dell’economia del mare, dopo Germania, Francia e Spagna. È la prima flotta al mondo di navi ro-ro, utilizzate per il trasporto di veicoli e merci rotabili, e detiene una quota del 40% nel mercato globale della costruzione di navi da crociera. Questi dati evidenziano quanto il settore marittimo sia vitale per l’economia italiana e quanto possa contribuire allo sviluppo sostenibile.
Nel 2023, l’Italia ha approvato il suo primo Piano Nazionale del Mare attraverso il Comitato Interministeriale per le Politiche del Mare (Cipom). Questo piano prevede misure per rilanciare l’economia del mare e garantire la sostenibilità delle attività marittime. Tra le iniziative ci sono disegni di legge per promuovere la sicurezza delle attività subacquee e l’istituzione del Dipartimento per le Politiche del Mare.
In conclusione, il mare non è solo una via di comunicazione e scambio, ma diventa un elemento di coesione tra i popoli, unendo culture e tradizioni diverse. La cooperazione marittima tra Italia e Giappone può diventare un esempio di come le nazioni possano collaborare per affrontare le sfide globali, come il cambiamento climatico e la sostenibilità ambientale. L’Expo di Osaka offre una piattaforma ideale per rafforzare i legami marittimi e commerciali, contribuendo a un futuro più sostenibile e collaborativo.